L’inflazione nell’Eurozona continua a rimanere sotto controllo e nel mese di gennaio 2026 torna sotto il target della BCE, fermandosi all’1,7% su base annua. Si tratta di un risultato in linea con le attese e che riporta l’inflazione sui livelli di settembre del 2024. A contribuire al raffreddamento dei prezzi al consumo è stata soprattutto la componente energia, scesa del 4,1% rispetto a 12 mesi fa. La componente core scende al 2,2%, due decimi sopra il target e minimo dall’ottobre del 2021. Anche la componente servizi registra un ulteriore rallentamento e si ferma al +3,2% su base annua, minimo a quattro mesi.
Spinte disinflazionistiche arrivano anche dai prezzi alla produzione. A gennaio l’indice PPI è sceso del 2,1% su base annua, quinto mese di deflazione consecutivo e minimo da ottobre 2024.
Si tratta di numeri che mantengono la BCE in una situazione di estrema tranquillità. Da un lato l’inflazione stabile e dall’altro una crescita più robusta del previsto permettono di proseguire con il mantenimento dell’attuale politica monetaria.
Cina, settore privato si conferma in zona espansione a gennaio 2026.
Il settore privato cinese si mantiene in espansione ad inizio 2026. Il sondaggio PMI composite curato da S&P Global sale a 51,6 punti, massimo dallo scorso ottobre e ottavo mese consecutivo sopra la soglia dei 50 punti. Oltre alla ripresa della manifattura (di cui avevamo scritto lunedì), l’economia cinese beneficia anche della ritrovata verve del settore servizi, grazie anche al periodo delle festività di inizio anno. Sul fronte dei prezzi continua la dicotomia tra costi di input e prezzi di vendita. I primi continuano a salire, mentre i secondi rimangono sostanzialmente stabili.
Stati Uniti, per report ADP rallenta crescita occupazione a gennaio 2026.
A gennaio 2026 il mercato del lavoro privato negli Stati Uniti ha mostrato segnali di rallentamento. Le imprese hanno creato 22 mila nuovi posti, un dato inferiore sia alla revisione al ribasso di dicembre (+37 mila) sia alle attese degli analisti (+48 mila). In un mese complessivamente debole, il settore sanitario ha fatto da traino, con 74 mila nuovi occupati, confermandosi il comparto più dinamico. Il quadro è stato appesantito dalle forti perdite nei servizi professionali e alle imprese (-57 mila) e dall’industria manifatturiera (-8 mila), in calo ininterrotto da marzo 2024. Sul fronte dimensionale, le aziende medio-piccole (50–249 dipendenti) hanno creato 37 mila posti, mentre le grandi hanno ridotto l’organico. Secondo ADP, il 2025 ha segnato un netto rallentamento dell’occupazione, pur a fronte di salari ancora stabili.
Stati Uniti, indice ISM servizi stabile a gennaio 2026.
A gennaio 2026 l’ISM Servizi si è mantenuto stabile a 53,8 punti, stesso risultato di dicembre 2025 e leggermente sopra le attese del mercato. Il livello dell’indice continua a indicare una solida espansione del settore dei servizi, pur in presenza di una domanda ancora prudente. L’attività economica ha accelerato in modo significativo, salendo a 57,4, mentre la crescita dei nuovi ordini ha rallentato e l’occupazione si è avvicinata alla soglia di stagnazione.
Sul fronte dei prezzi, invece, le pressioni inflazionistiche si sono intensificate. Le imprese segnalano una crescente incertezza legata a dazi e tensioni geopolitiche, anche se i prezzi dei carburanti continuano a scendere.







