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Eurozona, peggiora situazione settore costruzioni ad aprile 2026

Nell’Eurozona peggiora la condizione del settore costruzioni, con il PMI che scende sui minimi dal 2024. Negli Stati Uniti mercato del lavoro rimane solido e aspettative di inflazione in crescita.

Il sondaggio PMI del settore costruzioni di aprile 2026 fotografa una situazione in ulteriore peggioramento per l’Eurozona. L’indicatore scende a 41,7 punti, registrando il peggior risultato dall’agosto del 2024 e portando a quattro i mesi consecutivi di contrazione. Il settore commerciale tocca il livelli più bassi da fine primavera del 2020, mentre nel complesso i nuovi ordini toccano il minimo a 18 mesi (sono ora 49 i mesi in zona contrazione per questa componente del sondaggio). La situazione è particolarmente delicata in Francia (PMI a 38,1) e Germania (42.8), ma si sta velocemente deteriorando anche in Italia (44.8, minimo da agosto 2022).

Australia, a marzo primo deficit commerciale dal 2017.

A sopresa l’Australia registra un deficit nella bilancia commerciale per marzo 2026. Si tratta del primo segno meno dal dicembre del 2017, frutto di un calo delle esportazioni (-2,7% su base annua) e di un forte incremento delle importazioni (+14,1% su base annua). Il dato è particolarmente significativo, perchè nel boom di importazioni non c’è solo una domanda di consumi interna in salute, ma anche una forte componente di investimento. Le importazioni di beni capitali sono salite del 36,8%, grazie anche a massicci invetimenti in data centers.

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Germania, ordini all’industria in netta crescita a marzo 2026.

Secondo mese di crescita consecutivo e miglior risultato da dicembre scorso per gli ordini all’industria tedesca nel mese di marzo 2026. Gli ordinativi sono saliti del 5% su base mensile, meglio delle attese e ben distribuiti nei vari settori industriali. La domanda interna è cresciuta del 4%, mentre quella estera registra un confortante +5,6%. Al netto delle grandi commesse, gli ordini hanno registrato un incremento del 5,1% su base mensile, massimo da febbraio del 2023.

Eurozona, vendite al dettaglio in negativo anche a marzo 2026.

Terzo mese di calo consecutivo per le vendite al dettaglio nell’area Euro, dimostrazione di una domanda interna in una fase di debolezza. Su base mensile la variazione è stata del -0,1%, meglio delle attese e del riferimento precedente. Crollano i consumi di carburanti (-1,6%, peggior dato dall’agosto del 2023), mentre tornano a crescere per la prima volta da novembre scorso gli aquisti di beni non alimentari. Spagna e Francia registrano variazioni positive, mentre frenano gli acquisti in Germania e Italia.

Stati Uniti, mercato del lavoro.

Ad aprile le aziende statunitensi hanno annunciato il taglio di oltre 83 mila posti di lavoro, in accelerazione rispetto al mese precedente ma meno di quanto annunciato nello stesso mese del 2025. Si tratta comunque del terzo peggior aprile dal 2009, con il settore tecnologico che punta ad una riduzione di oltre 33 mila lavoratori e l’IA che risulta per il secondo mese consecutivo la prima motivazione dei tagli occupazionali (26% delle aziende intervistate).

Nel frattempo le richieste di sussidi di disoccupazione salgono meno delle attese. La scorsa settimana sono state 200 mila, rimanendo ben al di sotto della media del 2025. I sussidi continuativi restano sotto la soglia degli 1,8 milioni, fermandosi a 1,766 milioni. Numeri che sembrano confermare una situazione di sostanziale stabilità per il mercato del lavoro statunitense.

Nel primo trimestre, però, la produttività del lavoro ha registrato una crescita in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti: +0,8%, con l’output salito dell’1,5% e le ore lavorate dello 0,7%.Sul fronte dei salari si registra un incremento del 3,1%. Nel complesso, il costo del lavoro nel primo trimestre è cresciuto del 2,3%, meno delle attese e ben al di sotto del dato di fine 2025.

Stati Uniti, aspettative di inflazione dei consumatori sui massimi da un anno.

Le aspettative di inflazione tra i consumatori statunitensi sono salite nel mese di aprile, toccando i massimi da un anno a questa parte. L’inflazione attesa a 12 mesi sale al 3,4%, mentre rimangono stabili quelle a medio e lungo termine. Da registrare un calo dell’inflazione attesa sui carburanti rispetto al mese di marzo, pur rimanendo superiore ai cinque punti percentuali.

Foto di NoName_13

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