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Cina, manifattura migliora a gennaio 2026 e tornano a crescere prezzi di vendita

A gennaio 2026 migliora la condizione della manifattura in Cina. Per il sondaggio PMI di S&P Global c’è un ritorno della domanda estera. La pressione sui prezzi delle materie prime spinge al primo rialzo da novembre 2024 dei prezzi di vendita.

Secondo l’ultimo sondaggio PMI di S&P Global, la manifattura in Cina migliora a gennaio 2026. L’indicatore sale a 50,3 punti, due decimi meglio di dicembre ed in linea con le attese del mercato. Si tratta del miglior risultato dall’ottobre scorso, supportato da una ripresa degli ordini dall’estero. Questo elemento è particolarmente rilevante perché segnala un rafforzamento dei legami commerciali internazionali e una maggiore fiducia dei mercati globali nei confronti dell’industria cinese. Sulla scorta di questo aumento degli ordinativi, il sondaggio registra anche un timido aumento dei livelli occupazionali.

Per quel che riguarda i prezzi, invece, l’indicazione è per un ulteriore aumento della pressione sui prezzi di input che tocca i massimi da settembre scorso a causa del rialzo dei prezzi dei metalli preziosi. I maggiori costi cominiciano a essere passati al consumatore finale: i prezzi di vendita aumentano per la prima volta da novembre 2024.

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Germania, vendite al dettaglio meglio delle attese a dicembre 2025.

Nell’ultimo mese del 2025 le vendite al dettaglio in Germania sono salite dello 0,1% su base mensile, in controtendenza rispetto al mese precedente e alle attese del mercato (-0,2%). In aumento le vendite di beni alimentari, mentre rimangono in contrazione le spese per beni non alimentari. Su base annua la crescita accelera e tocca l’1,5%, massimo a cinque mesi. Nell’anno solare 2025 le vendite sono salite del 2,7%, un piccolo segnale di ottimismo in uno scenario ancora venato di incertezza.

Stati Uniti, ISM manifatturiero migliora a gennaio 2026.

Il settore manifatturiero statunitense ha registrato un miglioramento inatteso a gennaio 2026, con l’indice ISM manifattura salito a 52,6 dal 47,9 di dicembre, ben al di sopra delle attese di mercato fissate a 48,5. Il dato segnala un ritorno in area di espansione per la prima volta dopo dodici mesi e rappresenta il livello più alto dal 2022. La crescita è stata sostenuta soprattutto dal forte recupero dei nuovi ordini e della produzione, entrambi tornati su valori espansivi. Migliorano anche le consegne dei fornitori, mentre occupazione e scorte restano in territorio di contrazione, pur mostrando segnali di attenuazione. Le pressioni sui prezzi risultano sostanzialmente stabili. Secondo Susan Spence, presidente del comitato ISM, il quadro positivo va interpretato con cautela: gennaio è tradizionalmente un mese di riordini post-festività e parte degli acquisti potrebbe essere legata all’anticipo di possibili aumenti di prezzo dovuti alle incertezze sui dazi.

Foto di PublicDomainPictures

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