In Australia, nella prima riunione del 2026, la banca centrale ha deciso all’unanimità di aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,85%, in linea con le attese dei mercati. Si tratta del primo rialzo da novembre 2023 e segna una svolta rispetto ai tagli effettuati lo scorso anno, motivata dal ritorno di pressioni sui costi nella seconda metà del 2025. In particolare, pesano l’aumento dei prezzi dei servizi e un mercato del lavoro ancora molto teso. Secondo la banca centrale, l’inflazione resterà probabilmente sopra il target del 2–3% ancora per un certo periodo, sostenuta da una crescita economica solida e da un’occupazione robusta. Il consiglio ha chiarito che le prossime decisioni dipenderanno dai dati macroeconomici in arrivo e dalla valutazione dei rischi, cercando un equilibrio tra il controllo dell’inflazione e il sostegno alla crescita. Pur riconoscendo i progressi recenti, la stabilità dei prezzi resta la priorità assoluta.
Corea del Sud, inflazione in calo anche a gennaio 2026.
A gennaio 2026 l’inflazione annua in Corea del Sud è scesa al 2%, dal 2,3% di dicembre, segnando il secondo rallentamento consecutivo e il livello più basso da agosto. Il dato è in linea sia con le attese dei mercati sia con l’obiettivo della banca centrale, grazie soprattutto al calo dei prezzi dei carburanti e a effetti statistici favorevoli. La Bank of Korea ha mantenuto i tassi al 2,5%, eliminando però i riferimenti a possibili tagli futuri, pur restando attenta alla volatilità del won. Gli aumenti più forti hanno riguardato servizi vari, alimentari, casa, ristorazione e abbigliamento. Su base mensile, i prezzi sono saliti dello 0,4%.
Francia, inflazione sui minimi da fine 2020 a gennaio 2026.
A gennaio 2026 l’inflazione annua in Francia è rallentata allo 0,3%, il livello più basso dalla fine del 2020, scendendo dallo 0,8% di dicembre e sotto le attese dello 0,6%. Il calo è stato principalmente guidato dai prezzi dei beni manufatti (-1,2% rispetto a -0,4%), grazie soprattutto alle riduzioni su abbigliamento e calzature, con il periodo di rilevazione che ha incluso 18 giorni di saldi invernali, più dei 13 dell’anno precedente. Anche l’inflazione dei servizi ha rallentato (1,8% vs 2,1%), in particolare in ambito sanitario, mentre l’energia è scesa più rapidamente (-7,8% vs -6,8%) e il tabacco è aumentato più lentamente. I prezzi alimentari sono leggermente saliti (1,9% vs 1,7%). Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,3%, invertendo il +0,1% di dicembre, mentre l’armonizzato UE registra +0,4% annuo e -0,4% mensile.
Stati Uniti, migliora indice logistica a gennaio 2026.
A gennaio 2026 l’US Logistics Manager’s Index è salito a 59,6, il livello più alto degli ultimi sette mesi, rispetto a 54,2 di dicembre, indicando un’espansione più rapida del settore logistico grazie a un inizio d’anno con rifornimenti più moderati. I livelli di inventario sono aumentati da contrazione a 53,9, anche se in misura più contenuta rispetto ai tipici rifornimenti di gennaio, riflettendo scorte iniziali relativamente snelle. I costi di inventario hanno continuato a crescere (71,3), mentre la capacità di magazzino è diminuita a 50 e l’utilizzo dei magazzini è tornato sopra la soglia di contrazione a 54,4. Il trasporto rimane sotto pressione (47,1), spingendo i prezzi dei trasporti al massimo da aprile 2022 (71,4). Nel complesso, il settore mostra segnali di espansione moderata, ma con costi elevati e capacità limitata che continuano a influenzare le dinamiche logistiche.







