Coronavirus e crollo delle borse. Le domande dei risparmiatori

La giornata di lunedì è stata particolarmente pesante, tra nuove misure restrittive per il coronavirus ed il crollo delle borse mondiali. I risparmiatori si domandano cosa sia successo e cosa fare dei propri risparmi. Vediamo qualche risposta.

Perchè le borse sono crollate?

Le borse si muovono attorno alle aspettative che gli operatori si fanno sul futuro andamento dell’economia e su come questo inciderà sui profitti delle aziende quotate. Il prezzo delle azioni non è altro che la sintesi numerica delle aspettative. In questo momento gli investitori hanno scontato due avvenimenti. Da un lato l’emergenza coronavirus che sta paralizzando molte attività economiche in giro per il mondo, dall’altro lato la guerra sul prezzo del petrolio che rischia di deprimere il settore energetico e creare problemi sul fronte dell’inflazione. Leggendo assieme le due cose, gli operatori si sono fatti l’idea che il rischio di una recessione globale sia ora più alto che in precedenza. Se alle aspettative si aggiunge un pizzico di panico ed una selva di algoritmi automatici pronti a vendere raggiunta una determinata soglia, il risultato è la giornata borsistica che abbiamo vissuto ieri.

C’è il rischio di una recessione globale? E se dovessi investire ora come mi comporto?

Il rischio c’è ma attualmente si tratta solo di una possibile evoluzione del quadro internazionale. Le prossime settimane ci diranno molto in questo senso. Ad oggi non sappiamo ancora come reagiranno la BCE e la FED all’ondata di panico causata dal diffondersi del coronavirus e sfociata nel crollo delle borse; inoltre non abbiamo ancora chiaro che pacchetto di stimoli stiano preparando i governi. Nelle prossime settimane gli occhi saranno puntati su Cina, Corea del Sud ed Italia per capire se, ed in che tempi, la stringente opera di contenimento del virus riuscirà a debellare il problema. I dati macro di marzo ed aprile provenienti dalla Cina ci diranno se saremo di fronte ad un recupero a V o a U. Insomma, tante variabile che potrebbero sfociare in tanti scenari differenti; occorre navigare a vista. Di sicuro possiamo dire che, nel caso di un risparmiatore che dovesse ora investire in ottica di lungo periodo (pensione, obiettivi di vita), non ci sono motivi per fermarsi. Sicuramente è il caso di preferire un PAC ad un investimento una tantum; e magari è meglio, prima di partire, controllare di aver adeguatamente suddiviso il nostro patrimonio per obiettivi temporali. Nel brevissimo termine, invece, è preferibile attendere rimanendo liquidi.

Ho investito tutti i miei soldi in azioni, ora cosa faccio?

Per prima cosa occorre fermarsi un attimo e pensare. Apple smetterà domani di produrre Iphone? Amazon smetterà di consegnare pacchi in tutto il mondo? Certamente no. Questo è un ottimo punto di partenza per capire che il mondo non finisce soltanto perchè la borsa scende. Certo avere tutti i propri risparmi investiti in un solo asset non è la soluzione giusta. Occorre sempre suddividere il nostro patrimonio in gruzzoletti più piccoli, ognuno dei quali destinato ad obiettivi diversi nel tempo. Una riserva di liquidità è fondamentale, sempre. Nel malaugurato caso in cui tutti i nostri soldi siano investiti in azione ci si deve limitare ad attendere che la situazione si faccia più chiara.

Si dice che ora è l’occasione per acquistare azioni, è vero?

Per il discorso che facevamo in precedenza (il mondo non finisce oggi), sicuramente un crollo delle borse crea molte opportunità di acquisto. Ma prima di acquistare occorre avere, almeno in linea di massima, una risposta alla domanda: siamo giunti alla fine della caduta? Ad oggi questa risposta non l’abbiamo. Le borse non si rialzeranno in maniera stabile fino a che non muteranno le aspettative, secondo alcuni analisti questo non avverrà molto rapidamente ed alcuni (ad esempio El Erian) consigliano di attendere prima di ritornare ad acquistare. Mediare o acquistare sulla caduta è molto rischioso, meglio attendere ancora un po’ per capire come si evolverà il quadro macro.

Recupererò i miei soldi?

Nel lungo periodo, quindi con un orizzonte temporale di almeno 5 anni, le oscillazioni – anche brusche come quella che stiamo vivendo – vengono assorbite. Per fare un esempio molto semplice, basti solo pensare – guardate il grafico qui sotto – che se avessimo investito 100 dollari sullo S&P500 ad inizio 2007, oggi, a tonfo acquisito, saremmo ancora a quasi il doppio del capitale iniziale.

Coronavirus e crollo delle borse. Nel lungo periodo le oscillazioni vengono assorbite.
Andamento S&P500 dal 2007 ad oggi. Fonte: tradingview.com

E con l’obbligazionario come mi comporto?

Se la strategia del nostro portafoglio di obbligazioni è quella di mantenere i titoli fino alla scadenza, allora il rendimento del nostro investimento è sostanzialmente già fissato e le variazioni del prezzo dei singoli titolo non ci tocca più di tanto. Continueremo a ricevere le nostre cedole ed il capitale nominale ci sarà restituito alla scadenza del prestito. Ovviamente i rischi ci sono anche qui e sono principalmente legati alla tipologia di obbligazione che abbiamo in portafoglio. Se hanno una scadenza molto lontana nel tempo vedremo i loro prezzi fluttuare un po’ di più rispetto a scadenze ( duration) più brevi. Se la società che ha emesso il titolo ha una situazione finanziaria traballante (o un rating molto basso), dovremo prestare molta attenzione alle news che arriveranno nelle prossime settimane per capire se il settore di appartenenza sarà colpito, e con che intensità, dalle conseguenze dell’epidemia di coronavirus.

Viviamo un periodo di forte incertezza ed è normale che questa si riversi sui mercati. L’epidemia di coronavirus ed il crollo delle borse non devono però farci perdere di vista i nostri obiettivi e potrebbero essere l’occasione giusta per domandarci se stiamo gestendo i nostri risparmi nella maniera più corretta.

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