Sfondo scuro Sfondo chiaro
Giappone, inflazione resta stabile e la BoJ alza i tassi
La settimana economica ( 15-20 dicembre 2025): banche centrali in bilico tra cautela e ottimismo
Cosa dicono le proiezioni macro della BCE di dicembre 2025?

La settimana economica ( 15-20 dicembre 2025): banche centrali in bilico tra cautela e ottimismo

La settimana economica dal 16 al 20 dicembre 2025 ha visto protagoniste le banche centrali con messaggi misti. Negli USA si pensa alla Luna, in Italia la manovra rimane in bilico.

La settimana che si chiude oggi ha visto protagoniste le banche centrali globali con decisioni che delineano scenari diversi per le principali economie mondiali. Una settimana intensa, con movimenti significativi sia negli Stati Uniti che in Europa, mentre l’Asia continua a mostrare segnali contrastanti.

Italia: manovra nel caos, spread ai minimi

Pubblicità

La legge di bilancio 2025 è finita nel caos giovedì 19 dicembre. Come riporta ANSA, dopo una notte di tensione il centrodestra è riuscito faticosamente a riportare in carreggiata l’iter della manovra, ma solo per qualche ora: in serata il governo ha presentato un nuovo emendamento in commissione e il via libera è slittato ancora. Sono saltate le norme su pensioni, Tfr e assicurazioni, mentre sono state approvate misure sull’oro di Bankitalia, l’allentamento della stretta sugli affitti brevi e l’iperammortamento. Sul fronte dei mercati, arrivano segnali positivi: lo spread tra BTP e Bund tedeschi è sceso a 68 punti base. A Piazza Affari prosegue la stagione dei dividendi invernali, con aziende come ENI e STMicroelectronics che hanno staccato le cedole attese dagli investitori.

Europa: 90 miliardi per l’Ucraina attraverso debito comune

Dopo oltre 16 ore di negoziati nella notte tra il 18 e il 19 dicembre, il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo storico per sostenere l’Ucraina con un prestito da 90 miliardi di euro per il biennio 2026-2027, attraverso l’emissione di debito comune. La decisione segna un punto di svolta importante: l’Europa rinuncia all’utilizzo immediato degli asset russi congelati (circa 210 miliardi) e sceglie invece di ricorrere ai mercati dei capitali con garanzia del bilancio UE. Il prestito a tasso zero sarà rimborsato dall’Ucraina solo dopo che la Russia avrà pagato le riparazioni di guerra. Mercoledì 18 dicembre la BCE ha mantenuto i tassi invariati al 2%, confermando un approccio prudente. Christine Lagarde ha definito la politica monetaria “in una buona posizione”, senza prefigurare un percorso prestabilito né per ulteriori tagli né per eventuali rialzi.

Stati Uniti: terzo taglio Fed e corsa alla Luna

Oltreoceano, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base mercoledì 11 dicembre, portando il costo del denaro nella forchetta del 3,50%-3,75%. Si tratta del terzo taglio consecutivo, ma la decisione ha evidenziato divisioni interne con tre membri del board che hanno votato contro. Il presidente Jerome Powell ha segnalato un approccio molto più cauto per il 2026, con solo altri due possibili tagli previsti. Sul fronte spaziale, il presidente Trump ha ufficializzato mercoledì 18 dicembre la nomina di Jared Isaacman, imprenditore miliardario e astronauta privato, come nuovo amministratore della NASA. Il giorno successivo Trump ha firmato un ordine esecutivo che fissa l’obiettivo di riportare astronauti americani sulla Luna entro il 2028, con l’ambizioso piano di stabilire un avamposto permanente entro il 2030. La mossa rilancia la competizione spaziale con la Cina, che punta a sbarcare sulla Luna entro il 2029, riaccendendo una nuova corsa allo spazio che vede protagonisti non solo gli stati ma anche aziende private come SpaceX, Blue Origin e altri attori commerciali.

Regno Unito: taglio dei tassi della Bank of England

Giovedì la Bank of England ha ridotto i tassi di 25 punti base portandoli al 3,75%, in linea con le previsioni degli analisti. La decisione riflette un’economia britannica che mostra segnali di moderata ripresa, sostenuta dal calo dell’inflazione e da una politica monetaria meno restrittiva.

Resto del mondo: la Cina preoccupa con dati deboli

Giovedì 19 dicembre la Banca del Giappone ha alzato i tassi di interesse allo 0,75%, portandoli ai massimi dal 1995. La decisione unanime del governatore Kazuo Ueda segna un rialzo di 25 punti base e rappresenta un passo storico per un paese abituato da decenni a tassi prossimi allo zero. L’obiettivo è contenere l’inflazione che da oltre tre anni supera il 2%, il target fissato dalla banca centrale. Nonostante l’aumento, i tassi giapponesi rimangono molto inferiori a quelli delle altre grandi economie, ma la direzione è chiara: dopo trent’anni di politiche ultra-espansive, il Giappone avvia gradualmente la normalizzazione monetaria.

Le notizie più preoccupanti arrivano dalla Cina, dove i dati di novembre hanno mostrato una domanda interna in ulteriore indebolimento. Le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento di appena l’1,3%, il dato più debole dal periodo Covid, mentre il settore immobiliare continua a soffrire con il caso China Vanke che non è riuscita a ottenere il rinvio del pagamento di un bond in scadenza il 15 dicembre. Gli investimenti immobiliari sono crollati del 16% nei primi undici mesi dell’anno, confermando le difficoltà strutturali della seconda economia mondiale.

Prossimo appuntamento nel 2026

L’appuntamento con la settimana economica torna a inizio gennaio, a tutti i lettori l’augurio sincere di buone Feste!

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Giappone, inflazione resta stabile e la BoJ alza i tassi

Post successivo

Cosa dicono le proiezioni macro della BCE di dicembre 2025?

Pubblicità