Le principali banche centrali dell’area Asia-Pacifico mantengono un approccio prudente ma differenziato. La Bank of Japan ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo all’1%, il livello più elevato dal 1995. La decisione, approvata a larga maggioranza, riflette la volontà di contenere le pressioni inflazionistiche alimentate dal rincaro dell’energia legato alle tensioni in Medio Oriente. Pur riconoscendo il rischio di un’inflazione superiore al target del 2%, l’istituto ritiene che le condizioni finanziarie resteranno favorevoli e lascia aperta la possibilità di ulteriori rialzi qualora il quadro macroeconomico lo richieda.
La Reserve Bank of Australia, invece, ha mantenuto invariato il tasso ufficiale al 4,35%, valutando che gli aumenti precedenti stiano già contribuendo a raffreddare l’economia. Il board ha comunque ricordato che nuovi rialzi sono possibili. Sebbene emergano segnali di rallentamento dell’attività economica, l’inflazione resta elevata, sostenuta dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Il mercato del lavoro mostra indicazioni contrastanti, mentre investimenti e disponibilità di credito continuano a sostenere la crescita.
Cina, ancora dati misti per l’economia a maggio 2026
Notizie positive per la produzione industriale, ma ancora debolezza per investimenti e vendite al dettaglio. Questo in estrema sintesi il quadro che emerge dai dati pubblicati oggi sull’economia cinese. La produzione industriale nel mese di maggio ha riaccelerato, portando la variazione annua al 4,5%, due decimi meglio delle attese. La manifattura ha registrato un +4,4% su base annua, con 28 delle 41 industrie che hanno fatto segnare un incremento dell’output. Su base mensile la crescita è stata dello 0,4%, mentre da inizio anno l’incremento è del 5,4%.
Numeri completamente diversi per le vendite al dettaglio che segnalano una domanda interna ancora debole. A maggio la variazione annua è negativa per sei decimi. Si tratta della prima contrazione da dicembre 2022 e del terzo mese in peggioramento consecutivo. Netto calo per i beni discrezionali e per gli acquisti di automobili. Al netto di quest’ultima componente la variazione è stata del +1,1% su base annua. Su base mensile il calo è stato di quattro decimi, mentre da inizio anno la variazione rimane positiva, ma solo dell’1,4%.
Continua la fase complicata per gli investimenti. A maggio quelli fissi sono calati del 4,1% su base annua, peggior risultato da maggio del 2020 e secondo mese consecutivo in calo. Il quadro è particolarmente critico. Anche escludendo il comparto immobiliare (-16% annuo, in peggioramento rispetto al mese precedente), gli investimenti in infrastrutture salgono di appena lo 0,6%, quelli nella manifattura dello 0,4%; segno meno per il terziario. Da inizio anno, al netto dell’immobiliare gli investimenti sono in calo dell1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Germania, indice Zew torna in positivo a giugno 2026
Per la prima volta da febbraio l’indice Zew sulle aspettative degli investitori torna in territorio positivo a giugno 2026. L’economic sentiment sale a 10,5, in controtendenza rispetto alle attese del mercato. Gli intervistati hanno anticipato la fine del conflitto USA-Iran, concentrando l’attenzione sui benefici che questo porterà alla manifattura e alla domanda. L’ottimismo fa comunque i conti con la realtà: settori come automotive e chimica migliorano nettamente ma rimangono in territorio negativo. Anche le aspettative sui consumi migliorano ma rimangono sotto lo zero. Nubi nerissime sul settore costruzioni, con la decisione della BCE che mette ancora più in difficoltà il comparto.
Stati Uniti, report settimanale ADP continua a mostrare rallentamento nelle assunzioni
Per ora è un indizio, ma è sicuramente significativo. Il report settimanale ADP registra la quarta settimana consecutiva di rallentamento per quel che riguarda i nuovi posti di lavoro creati dal settore privato statunitense. Nelle quattro settimane chiuse il 30 maggio, la media dei nuovi posti di lavoro è stata di 25,5 mila a settimana, minimo da metà marzo scorso.
Stati Uniti, nuovi cantieri residenziali in calo a maggio 2026
A maggio 2026, l’avvio di nuove costruzioni residenziali negli Stati Uniti è diminuito del 15,4% rispetto al mese precedente, attestandosi a un tasso annualizzato di 1,177 milioni di unità, il livello più basso da maggio 2020 e inferiore alle attese di mercato. Il calo riflette l’impatto dei tassi ipotecari elevati sull’attività dei costruttori. Particolarmente marcata la contrazione del segmento multifamiliare, mentre anche le abitazioni unifamiliari hanno registrato una flessione. A livello geografico, la debolezza è stata diffusa, con forti riduzioni nel Sud, nell’Ovest e nel Nord-Est, parzialmente compensate dalla crescita del Midwest. Anche i permessi edilizi sono diminuiti leggermente.
Stati Uniti, prezzi delle importazioni ancora in crescita a maggio 2026
A maggio 2026, i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dell’1,9% su base mensile, dopo il rialzo del 2% registrato ad aprile, superando nettamente le aspettative di mercato. L’incremento è stato trainato soprattutto dai beni energetici: i prezzi di carburanti e lubrificanti sono saliti del 12,5%, risentendo delle tensioni in Medio Oriente che hanno limitato le esportazioni dai Paesi del Golfo Persico e sostenuto le quotazioni globali dell’energia. Anche le importazioni non energetiche hanno mostrato una crescita, con aumenti diffusi tra beni strumentali, materiali industriali, beni di consumo e componentistica automobilistica. L’indicatore, che esclude i dazi doganali, suggerisce inoltre una crescente trasmissione dei rincari dei costi ai consumatori finali.
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