Il patrimonio degli ETF attivi quotati a livello globale ha raggiunto un nuovo massimo storico a fine aprile 2026: 2.330 miliardi di dollari, superando il precedente record di 2.150 miliardi registrato a fine febbraio. È quanto emerge dal report mensile di ETFGI sull’industria degli ETF e ETP a gestione attiva.
A differenza degli ETF tradizionali, che replicano passivamente un indice di riferimento, gli ETF attivi affidano le decisioni di portafoglio a un gestore che seleziona i titoli con l’obiettivo di sovraperformare il mercato. Mantengono però la struttura classica dell’ETF.
La crescita da inizio anno è del 20,7%, partendo da 1.930 miliardi a fine 2025. Ma è il confronto sui flussi a misurare la reale portata del fenomeno: i 311,66 miliardi di dollari di afflussi netti accumulati nei primi quattro mesi del 2026 sono quasi il doppio dell’intero 2025 (176,44 miliardi) e più del triplo del 2024 (96,28 miliardi). Il solo mese di aprile ha contribuito con 67,02 miliardi, concentrati principalmente sul comparto azionario (48,87 miliardi) e su quello obbligazionario (16,35 miliardi).
Sul fronte dei provider, la struttura del mercato rimane concentrata: Dimensional Fund Advisors guida con 296,28 miliardi di dollari e una quota del 12,7%, seguita da JPMorgan Asset Management (280,49 miliardi, 12,0%) e iShares (150,46 miliardi, 6,5%). I tre gestori controllano insieme il 31,2% del patrimonio globale; i restanti 703 provider si dividono la quota rimanente, ciascuno sotto il 6%.
73 mesi di afflussi consecutivi — oltre sei anni senza interruzioni — segnalano qualcosa di più profondo di una semplice scelta tattica. I numeri fanno pensare ad una trasformazione sempre più profonda del settore degli ETF, orientato sempre di più a strategie di gestione attiva.
Foto di Markus Winkler





