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Settimana economica (8-13 dicembre 2025): il ritorno della Grecia e un’IPO spaziale
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Settimana economica (8-13 dicembre 2025): il ritorno della Grecia e un’IPO spaziale

Tra le notizie economiche della settimana dall’8 al 13 dicembre spicca la nomina di Kyriakos Pierrakakis a presidente dell’Eurogruppo, una rivincita storica per la Grecia. Negli Stati Uniti SpaceX si prepara ad un’IPO con numeri record per il 2026.

La settimana che si è appena conclusa ha portato sviluppi significativi sui mercati globali, con decisioni di politica monetaria, trimestrali societarie e importanti nomine istituzionali che hanno catturato l’attenzione degli investitori.

Italia: via libera all’emendamento sull’oro

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Sul fronte domestico, si è chiusa positivamente la vicenda dell’emendamento sulle riserve auree della Banca d’Italia che aveva sollevato le perplessità della BCE. Il ministro Giorgetti ha incontrato la presidente Lagarde l’11 dicembre a Bruxelles, raggiungendo un accordo dopo l’invio di una lettera l’8 dicembre in cui si specificava che la gestione delle riserve auree “del popolo italiano” resta in capo alla Banca d’Italia in conformità con i trattati UE. “Tutto chiarito“, hanno fatto sapere fonti del MEF, con l’emendamento che ora include un esplicito riferimento agli articoli 127 e 130 del Trattato dell’Unione europea. Nel frattempo, venerdì 13 dicembre la Banca d’Italia ha pubblicato il bollettino mensile “L’economia italiana in breve“, che fotografa gli andamenti congiunturali del sistema economico-finanziario. Lo spread tra BTP e Bund continua la sua discesa, segnale di fiducia dei mercati verso i titoli italiani.

Europa: la Grecia alla guida dell’Eurogruppo

A Bruxelles si è consumato un evento dal forte valore simbolico. Kyriakos Pierrakakis, ministro greco delle Finanze, è stato eletto presidente dell’Eurogruppo grazie all’appoggio decisivo della Germania, come confermato dal leader della CDU Friedrich Merz. Per la Grecia, questo rappresenta una straordinaria rivincita: proprio il paese che dieci anni fa era sull’orlo del default e della Grexit ora guida l’organismo che coordina le politiche economiche dell’Eurozona. La nomina di Pierrakakis ha battuto il candidato belga Van Peteghem e segna il riconoscimento del percorso di risanamento greco, che oggi vanta surplus di bilancio e una crescita superiore a molti partner europei. La presidente della BCE Christine Lagarde, intanto, ha lanciato un monito sull’urgenza di riforme strutturali per la competitività europea, sottolineando come la sola politica monetaria non possa affrontare i problemi del continente.

Stati Uniti: Oracle delude, SpaceX verso l’IPO storica

Oltreoceano, i riflettori si sono accesi su Oracle, il cui crollo in borsa dell’11% ha riaperto il dibattito sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. La società ha riportato ricavi di 16,06 miliardi di dollari, leggermente sotto le attese di 16,2 miliardi, ma soprattutto ha annunciato un aumento della spesa in conto capitale a 50 miliardi di dollari annui, ben oltre i 35 miliardi previsti a settembre. La notizia ha alimentato i timori sul debito e sulla capacità delle tech companies di trasformare gli enormi investimenti in AI in ricavi concreti.

Sul fronte opposto, Elon Musk ha confermato che SpaceX si prepara all’IPO nel 2026, con una valutazione attuale di circa 800 miliardi di dollari e una possibile raccolta di oltre 30 miliardi. Se confermata, sarebbe la più grande quotazione della storia, superando l’IPO di Saudi Aramco. I fondi serviranno per sviluppare data center orbitali basati su AI e accelerare il programma Starship.

La Federal Reserve, come ampiamente atteso, ha tagliato i tassi di 25 punti base portandoli al 3,5-3,75%, il terzo taglio consecutivo del 2025. La decisione ha però evidenziato crescenti divisioni all’interno del board, con tre membri contrari: due favorevoli a mantenere i tassi invariati e uno che spingeva per un taglio più aggressivo di 50 punti base.

Resto del mondo: Cina tra stimoli e incertezze

La Cina ha concluso la Conferenza Centrale sul lavoro economico delineando le strategie per il 2026, con focus su politiche fiscali più attive e una politica monetaria moderatamente accomodante. L’obiettivo è rilanciare la domanda interna, ancora frenata dalla crisi immobiliare. Un elemento su cui ha insistito anche l’FMI nel suo rapporto sull’economia di Pechino. L’attività manifatturiera ha mostrato un lieve rallentamento a dicembre, pur rimanendo in territorio espansivo, mentre incombono le minacce dei dazi promessi da Trump per il 2026.

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