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Sondaggi PMI di maggio 2026: la crisi energetica frena l’economia mondiale

Sondaggi PMI di maggio 2026: la crisi energetica frena l’economia mondiale

La fotografia dei sondaggi PMI di maggio 2026 – nella lettura flash – mostra un’economia mondiale che frena di fronte alla crisi energetica e all’indebolimento della domanda. Nell’Eurozona male soprattutto la Francia.

Il settore privato frena vistosamente nel mese di maggio, con la crisi energetica che inizia a mordere e aumenta la pressione sui prezzi. Questo è in estrema sintesi il quadro che esce dalle stime flash del sondaggio PMI di questo mese. Andiamo a vedere le principali aree economiche.

Australia. Il settore privato australiano torna in zona contrazione a maggio 2026. Il PMI composite scivola a 47,8 punti, secondo peggior mese da dicembre 2023. La manifattura resta sotto quota 50 per il quarto mese di fila, mentre torna a contrarsi anche il settore servizi. La domanda mostra segni di sofferenza, con i nuovi ordini che scendono sui minimi da inizio autunno 2021. Di conseguenza frena per la prima volta in 18 mesi la componente occupazione e la fiducia delle imprese tocca i minimi decennali. A crescere sono i prezzi: la componente relativa ai costi di produzione sale sui massimi da agosto 2022; i prezzi di vendita salgono a loro volta, anche se a ritmo più blando.

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Giappone. Il settore privato giapponese riesce a mantenersi in zona espansione anche a maggio 2026, allungando a 14 i mesi consecutivi sopra la soglia dei 50 punti. Ma le notizie positive terminano qui: il 51,1 di questo mese è il peggior dato da dicembre scorso; i servizi stallano per la prima volta da un anno; gli ordini crescono al peggior ritmo da cinque mesi a questa parte. La manifattura tiene grazie ad una domanda estera ancora sostenuta, mentre sul fronte occupazione la crescita segna il ritmo più basso da sette mesi a questa parte. I prezzi alla produzione salgono ai massimi da fine 2022 e le imprese accelerano il passaggio dei costi ai consumatori finali (la velocità di rialzo dei prezzi di vendita sale sui massimi della serie storica).

India. Il settore privato indiano sembra al momento tenere rispetto alla crisi internazionale, con il PMI composite che rimane sostanzialmente inviariato a 58,1 punti. Anche qui, però, non mancano segnali di preoccupazione: l’industria cresce col ritmo più basso da metà 2022, mentre rallentano i nuovi ordini e si alleggerisce notevolente la pressione sulla capacità produttiva. Sul fronte dei prezzi sale la pressione su quelli di input (massimo a tre anni), mentre i prezzi di vendita rallentano e si fermano sui livelli di gennaio scorso.

Eurozona. Secondo mese di contrazione consecutiva per il settore privato dell’area Euro. Dopo il brusco calo registrato il mese scorso, il PMI composite di maggio 2026 scende di un ulteriore punto e si ferma a 47,5; minimo da ottobre del 2023. A peggiorare vistosamente è il settore servizi, fortemente penalizzato dal caro energia, con il PMI sui minimi da cinque anni a questa parte. Dall’altro lato la manifattura regge l’urto e rimane sopra zona 50 punti, ma nel complesso l’attività economica rallenta e torna sui livelli di fine 2024. Capitolo prezzi: i costi di produzione toccano i massimi a tre anni, mentre accelera il passaggio dei costi sui prezzi di vendita. Di fronte all’incertezza, le imprese riduco la forza lavoro: la componente occupazione scende per il quinto mese consecutivo. A livello nazionale situazione pesantissima per la Francia (43,5 il PMI composite, sui livelli dell’era Covid), leggermente sopra il dato dell’area per la Germania.

Gran Bretagna. La crisi energetica travolge il settore servizi che traina sotto quota 50 il PMI composite. Il settore privato inglese scivola in contrazione per la prima volta da oltre un anno. La manifattura tiene e migliora rispetto al mese precedente (con gli ordini aumentati anche per anticipare eventuali aumenti di prezzi successivi), mentre per il settore servizi il PMI tocca il minimo a cinque anni. L’incertezza rallenta la domanda e l’attività economica, parallelamente la componente occupazione scende per il 20° mese consecutivo (bel dilemma per la BoE!). Sul fronte dei prezzi si registra un ulteriore incremento per la componente relativa ai prezzi alla produzione, mentre la situazione rimane stabile per i prezzi di vendita.

Stati Uniti, Philly Fed a maggio 2026.

Dopo quattro mesi di crescita consecutiva in territorio positivo, a maggio 2026 il Philly Fed torna sotto lo zero, ben al di sotto delle attese del mercato. La crisi sembra iniziare a farsi sentire, con gli ordini calati col ritmo più alto dall’aprile dell’anno scorso. L’occupazione resta in territorio negativo per il terzo mese consecutivo, mentre sul fronte dei prezzi si segnala una stabilizzazione sia per quel che riguarda i costi alla produzione, sia per i prezzi di vendita.

Stati Uniti, nuovi cantieir residenziali ad aprile 2026.

Ad aprile 2026 i nuovi cantieri residenziali negli Stati Uniti sono saliti del 2,8% su base mensile, toccando una crescita annualizzata di 1,46 milioni, meglio delle attese ma in frenata rispetto al boom di marzo scorso. La complicata situazione sul fronte dei tassi sembra frenare la “voglia” di nuove abitazioni, con il numero dei permessi edilizi sceso di 11 punti percentuali rispetto al mese precedente.

Foto di THAM YUAN YUAN

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