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BCE verso giugno: Moulin, Nagel e Wunsch alzano il tono sul rischio inflazione

Tre interventi ravvicinati di tre membri importanti della BCE – Moulin, Nagel e Wunsch – segnalano una crescente convergenza verso un rialzo dei tassi, con sfumature diverse sulla crescita.

Il conto alla rovescia verso la riunione BCE di giugno si anima di segnali sempre più espliciti. Nell’arco di due giorni, tre esponenti importanti del Governing Council di Francoforte hanno preso pubblicamente posizione sullo scenario aperto dalla guerra in Medio Oriente e dal conseguente shock energetico.

Il più atteso è stato Emmanuel Moulin, neo governatore della Banque de France. Davanti alla commissione Finanze del Senato francese, Moulin ha dichiarato che la BCE deve essere pronta a inasprire la politica monetaria, pur sottolineando la necessità di tenere conto dell’impatto delle decisioni sulla crescita in un contesto sempre più volatile. Una posizione equilibrata, coerente con il profilo neutro-colomba che caratterizzava il suo predecessore Villeroy de Galhau, ma con una disponibilità ad agire che Villeroy non aveva reso altrettanto esplicita.

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Toni più decisi da Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e voce tra le più hawkish del Consiglio (non una sorpresa). Lo shock energetico si sta rivelando persistente, ha detto nel corso di una intervista a Bloomberg Television, portando la situazione fuori dallo scenario base: «Forse dovremo fare qualcosa». La probabilità che le pressioni sui prezzi si diffondano è in aumento, ha aggiunto, e la questione sarà sul tavolo alla prossima riunione.

Ancora più diretto Pierre Wunsch, governatore della banca centrale belga, anch’egli posizionato sul lato falco del board. Con l’inflazione già al 3%, ha definito «ragionevoli» le scommesse dei mercati su tre rialzi da un quarto di punto nel corso del 2026 e ha indicato come «abbastanza alta» la probabilità di un rialzo a giugno, a patto che il conflitto non si risolva nel frattempo.

I tre interventi compongono un quadro in cui la direzione di marcia sembra orientata verso un primo rialzo già nella riunione di giugno, con la variabile geopolitica a fare da ago della bilancia. Par di capire che, in assenza di notizie positive sul fronte mediorientale o di dati particolarmente confortanti sul fronte macro, la decisione della BCE sia già segnata.

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