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La settimana economica (11-16 maggio 2026): Mistral e l’IA per le banche europee, i record di Cerebras e Alphabet, la via verso ovest per il petrolio arabo

La settimana economica (11-16 maggio 2026): Mistral e l’IA per le banche europee, i record di Cerebras e Alphabet, la via verso ovest per il petrolio arabo

Nella settimana economica (11-16 maggio 2026) l’ipo stellare di Cerebras, il maxi bond in yen di Alphabet, la via europea all’IA di Mistral e quella verso ovest del petrolio arabo.

È stata un’altra settimana economica ricca di spunti quella dall’11 al 16 maggio 2026. L’inflazione è tornata protagonista con i numeri leggermente migliori delle attese in Italia, ma pur sempre in netto rialzo. Intanto l’Europa, quasi con una risposta involontaria al discorso di Mario Draghi, prova a implementare un’IA tutta europea (grazie a Mistral) per proteggere le banche. Negli USA, mentre si cerca di capire cosa abbia portato concretamente il viaggio di Trump in Cina, i mercati finanziari celebrano Cerebras (un mezzo gioco di parole) e la sua IPO stellare, senza dimenticare Alphabet con il suo maxi bond in yen.

Italia, inflazione accelera con il caro energia

Ad aprile l’inflazione italiana ha accelerato al +2,7% su base annua, dal +1,7% di marzo: un balzo significativo che nei dati preliminari era atteso ancora più alto, a +2,8%, e che alla fine è risultato leggermente inferiore alla stima. Secondo il comunicato dell’Istat, il dato riflette principalmente la netta risalita dei prezzi dell’energia — il comparto non regolamentato è passato da -2,0% a +9,6% — e l’accelerazione degli alimentari non lavorati, saliti dal +4,7% al +5,9%. Confcommercio ha espresso preoccupazione, sottolineando come la spinta al rialzo degli energetici rischi, se prolungata, di diffondersi lungo le filiere e comprimere la capacità di spesa delle famiglie. Il dato che rassicura parzialmente è quello dell’inflazione di fondo: al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è scesa all’1,6% dall’1,9% del mese precedente, segnale che la pressione sui prezzi resta per ora circoscritta alle componenti più volatili e non si sta ancora trasmettendo al cuore dell’economia reale. Il contesto geopolitico — guerra in Medio Oriente e tensioni sullo Stretto di Hormuz — resta il principale fattore di rischio per i mesi a venire.

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Europa, Mistral e un’IA europea a difesa delle banche

La settimana europea è stata dominata dall’intelligenza artificiale e dalla cybersicurezza, con Mistral al centro di una partita che vale molto più di una questione tecnologica. La startup francese è in trattativa con alcune banche europee per sviluppare un modello di AI dedicato alla sicurezza informatica, posizionandosi come alternativa al sistema Mythos di Anthropic — lo strumento capace di individuare vulnerabilità nei codici software con velocità e scala senza precedenti, ma il cui accesso resta riservato a un numero ristretto di partner, con le istituzioni europee in gran parte escluse. Come riportato da Bloomberg il 13 maggio, il CEO di Mistral Arthur Mensch ha reso esplicita la posta in gioco durante un’audizione all’Assemblea nazionale francese: “Non si può far scansionare il codice sorgente dell’esercito francese da Mythos. Questo crea una dipendenza irreparabile”. La BCE, nel frattempo, ha chiesto alle banche dell’Eurozona di rafforzare le difese digitali, con il vicepresidente del Supervisory Board Frank Elderson che ha definito Mythos “una rivoluzione nella sicurezza informatica” che le banche europee non possono permettersi di ignorare.

Sul fronte monetario, la direzione di Francoforte si fa sempre più chiara. Nelle ultime settimane gli economisti monitorati da Bloomberg sono conversi su due rialzi dei tassi di 25 punti base, nelle riunioni dell’11 giugno e del 10 settembre 2026. Il capo economista Philip Lane, in un discorso tenuto giovedì alla Borsa di Londra, non si è sbilanciato sulla direzione ma ha delineato le condizioni che renderebbero il rialzo necessario: se i dati su salari, margini aziendali e aspettative d’inflazione dovessero muoversi insieme, Francoforte non potrebbe più permettersi di attendere.


Stati Uniti, tra ipo storica di Cerebras e nuove idee di digital tax

La settimana americana ha avuto tre protagonisti principali: un’IPO storica, un vertice diplomatico ad alto tasso di ambiguità e una proposta fiscale destinata a far discutere.

Cerebras Systems ha debuttato al Nasdaq il 14 maggio con un’apertura a 350 dollari per azione, dopo aver fissato il prezzo dell’IPO a 185 dollari — ben sopra la forchetta già rivista al rialzo — e aver raccolto 5,55 miliardi di dollari. L’operazione implica una valutazione della società su base fully diluted di circa 56 miliardi di dollari, rendendola il debutto in borsa più rilevante dall’inizio dell’anno. Il titolo ha chiuso i primi scambi con un rialzo del 69%. Cerebras si è fatta conoscere per i processori destinati all’addestramento e all’esecuzione di modelli AI, sostenendo che le proprie soluzioni offrano prestazioni superiori e costi inferiori rispetto alle GPU di Nvidia, e ha stretto un accordo con OpenAI per un modello dedicato alla scrittura di codice.

Sul fronte geopolitico, Trump ha lasciato Pechino dopo due giorni di incontri con Xi Jinping parlando di “fantastici accordi commerciali”. Xi ha definito i colloqui “storici”, dichiarando che i due paesi hanno raggiunto intese importanti sul mantenimento di relazioni economiche stabili e sull’espansione della cooperazione in diversi settori. Nella sostanza, però, le due parti hanno rilasciato comunicati che si sovrappongono solo parzialmente: Washington ha annunciato accordi che Pechino non ha confermato, mentre la Cina ha ribadito la propria posizione su Taiwan senza che la Casa Bianca ne facesse menzione. Il risultato più concreto citato da Trump è l’acquisto di 200 aerei Boeing da parte della Cina — meno della metà dei 500 attesi dai mercati, che hanno risposto con un calo del 4% del titolo Boeing.

Il governatore della California Gavin Newsom ha proposto di estendere l’imposta sulle vendite al software digitale precompilato e ai servizi cloud, con un’aliquota del 7,25%. La misura, se approvata dal parlamento statale, entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2027 e colpirebbe principalmente aziende come Microsoft, Salesforce e Oracle. Secondo le stime di Bloomberg, la tassa genererebbe circa 2 miliardi di dollari l’anno a regime. La proposta arriva mentre Newsom è considerato uno dei possibili candidati democratici alle presidenziali del 2028.

Alphabet ha chiuso la settimana con un’operazione finanziaria da record: 576,5 miliardi di yen collocati sul mercato obbligazionario giapponese — circa 3,6 miliardi di dollari — in sette tranche con scadenze da 3 a 40 anni. Si tratta della più grande emissione in yen mai realizzata da una società non giapponese, superando il precedente record di Berkshire Hathaway del 2019. L’emissione si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione del debito per finanziare investimenti in AI: Alphabet ha previsto spese in conto capitale fino a 190 miliardi di dollari nel 2026, e negli ultimi mesi ha già emesso bond in euro, sterline, dollari canadesi e franchi svizzeri.

Resto del Mondo, la via verso ovest del petrolio arabo

I ministri degli Esteri dei BRICS si sono riuniti questa settimana a Nuova Delhi, con l’India che detiene la presidenza di turno per il 2026. Il vertice si è concluso senza una dichiarazione congiunta, sostituita da una nota della presidenza indiana: alcuni membri hanno espresso posizioni divergenti sulla crisi in Medio Oriente, con Iran ed Emirati Arabi Uniti — entrambi membri del blocco — su fronti opposti del conflitto. Sul piano economico, il tema della de-dollarizzazione e del sistema di pagamenti alternativo BRICS Pay resta al centro dell’agenda, ma i progressi concreti restano lenti rispetto all’ampiezza delle ambizioni dichiarate.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’accelerazione del progetto West-East Pipeline: il nuovo oleodotto, il cui completamento è atteso nel 2027, raddoppierà la capacità di esportazione di greggio attraverso il porto di Fujairah, aggirando lo Stretto di Hormuz. Come riportato da CNBC, l’unico oleodotto attualmente operativo — l’ADCOP — ha una capacità di circa 1,8 milioni di barili al giorno, insufficiente a compensare le restrizioni imposte dalla guerra con l’Iran. Anche l’Arabia Saudita sta aumentando il ricorso al proprio East-West pipeline, il Petroline, che collega i giacimenti del Golfo al porto di Yanbu sul Mar Rosso, ma nessuno dei due sistemi è in grado di rimpiazzare da solo i volumi che transitavano nello Stretto. La partita energetica del Golfo si sta ridisegnando sul lungo periodo, anche perché il contesto geopolitico non lascia presagire una risoluzione rapida.

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