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Fotografia dei mercati finanziari di novembre 2025: tra diversificazione geografica sull’azionario e obbligazioni corporate
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Fotografia dei mercati finanziari di novembre 2025: tra diversificazione geografica sull’azionario e obbligazioni corporate

Consueto appuntamento mensile con la fotografia dei mercati finanziari di KB Meter. Tra i temi: sentiment in moderazione, mancanza di dati macro statunitensi e buone performance dell’azionario di Europa e Giappone; senza dimenticare l’obbligazionario corporate e le materie prime.

Partiamo dal sentiment sui mercati finanziari, gli investitori sono un po’ meno ottimisti?

Ottobre è stato il mese della grande corsa dell’oro, per molti un segnale di incertezze crescenti e di investitori alla ricerca di asset meno rischiosi. Il nostro indicatore di sentiment ha visto un passaggio dalla zona di risk on a quella di neutralità e nello stesso tempo la volatilità sui mercati è decisamente risalita. Anche le analisi giornaliere dei nostri cruscotti intermarket ci suggeriscono una moderazione dell’appetito per il rischio sui mercati finanziari.

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Un trend destinato a continuare anche a novembre?

L’andamento dell’economia statunitense è una variabile troppo importante per i mercati finanziari e il non avere dati su come si stanno comportando mercato del lavoro, inflazione e crescita economica non può che alimentare un senso di incertezza e di prudenza. Per il momento il focus sul settore tecnologico – ed in particolare sull’IA – sta coprendo questo senso di disagio crescente e che gli indicatori, come appena detto, stanno registrando. L’impressione è che la spinta di trimestrali e l’hype sul settore tecnologico possano consentire ai mercati azionari di sopravvivere a novembre, sperando che lo shutdown finisca in tempi ragionevoli. Poi saranno i numeri dell’economia reale a decidere le sorti dei listini verso la fine del 2025.

L’Europa sembra un posto più tranquillo

Nell’ultimo mese l’EuroStoxx ha messo a segno un guadagno di circa 3 punti percentuali contro i due dello S&P500. Anche la nostra analisi di valutazione settimanale indica nel breve termine una preferenza per il principale listino europeo rispetto a quello statunitense. L’economia europea, come ha ricordato anche la BCE nei giorni scorsi, si sta dimostrando resiliente di fronte alle incertezze internazionali, con la domanda interna che regge bene e controbilancia la volatilità di quella estera. Il sentiment del settore privato sta mostrando miglioramenti e le trimestrali europee stanno convincendo.

Quale altra area geografica potrebbe risultare interessante per l’azionario in questo ultimo scorcio di 2025?

Occhio al Giappone. Nella nostra analisi globale la sua valutazione nel breve termine è in risalita. A favore giocano una ritrovata stabilità di governo e segnali positivi dall’economia; senza dimenticare l’approccio molto prudente adottato sin qui dalla BoJ nel normalizzare la propria politica monetaria. I numeri del Nikkei sono particolarmente significativi: nell’ultimo mese ha registrato un rialzo di oltre 15 punti percentuali. Il resto dell’Asia, invece, rimane molto volatile.

Quindi, se volessimo riassumere tutto in una frase? Per l’azionario…

Per l’azionario meglio diversificare, guardando all’Europa e al Giappone, alleggerendo sugli Stati Uniti (andamento troppo sbilanciato sul tech).

Abbiamo parlato prima dell’oro grande protagonista di ottobre…

I livelli raggiunti nelle scorse settimane hanno fatto surriscaldare gli indicatori tecnici e la successiva fase di calo era da mettere in conto. Stando alle nostra analisi le valutazioni dei metalli (preziosi e non) rimangono solide nel breve e nel medio termine. Non mi aspetto grossi rialzi dell’oro da qui a fine anno, ma nemmeno scivoloni pesanti.

Non possiamo non dire due parole sull’obbligazionario.

Chi segue la nostra analisi giornaliera di KbMeter sa che il trend di medio termine dell’obbligazionario globale rimane al rialzo. Le spinte inflazionistiche sono in generale moderazione e la tendenza delle banche centrali è comunque ad un ritorno alla zona di neutralità. C’è quindi una tendenza al ribasso dei rendimenti e un interesse forte e stabile sul fronte dei corporate. Dalle nostre analisi le obbligazioni corporate emergono come le vincitrici – sin qui – di questo 2025.

Chudiamo tirando le somme. A novembre cosa ci aspetta?

Tutto ruota attorno allo shutdown statunitense. Senza quei dati macro statunitensi i mercati rimarranno più o meno sulle attuali posizioni. L’eccessiva focalizzazione sul settore tech statunitense rischia di accentuare la volatilità, ma la tendenza di fondo – in assenza di novità sul fronte macro – rimarrà quella vista ad ottobre. In sintesi? Una esposizione azionaria più bilanciata a livello geografico, un occhio alle materie prime (ai metalli in primis) e alle obbligazioni corporate.

Foto di Pexels

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