GSAM Insurance Report. Qualche spunto dal mondo delle assicurazioni

Strategie di lungo periodo intatte, alleggerimento del rischio ed etf. Questi i concetti chiave che emergono dal GSAM Insurance Report, un sondaggio svolto tra i principali CIO del panorama assicurativo globale. Il primo dalla comparsa della pandemia di covid-19.

E’ un settore assicurativo che, nella gestione del proprio patrimonio, mantiene la rotta sul lungo periodo, preferisce sempre di più gli ETF e continua a trovare parecchie difficoltà nell’implementare strategie ESG nei propri portafogli.

Questo, riassumendo al massimo, il pensiero raccolto dal Goldman Sachs nel suo consueto GSAM Insurance Report, sondaggio condotto su 273 CIO e CFO delle più importanti compagnie assicurative mondiali, un campione che gestisce qualcosa come 13 miliardi di dollari di patrimonio.

Il rapporto, rilasciato nel luglio scorso, è anche il primo dell’era covid-19 e per questo ancora più interessante. Come stanno gestendo le conseguenze della pandemia i responsabili dei portafogli assicurativi?

Il primo punto saliente del sondaggio, che è corredato da “conversazioni” con alcuni CFO, è la netta differenza di atteggiamento nel considerare le strategie di lungo e di breve termine. Emerge dal report un settore assicurativo che nella gestione del patrimonio ha provveduto, già da alcuni anni, ad una progressiva riduzione del rischio di portafoglio, complice una marcata percezione – informazione interessante – che il ciclo finanziario sia prossimo ad un punto di svolta. Il risultato è che, in ottica di lungo periodo, la crisi pandemica non ha costretto ad alcuna manovra correttiva. Nel breve l’attenzione è rivolta alla gestione della volatilità, in termini difensivi ma anche rimanendo pronti a cogliere opportunità di investimento.

Il “fascino” e l’effettiva convenienza economica del settore ESG ha “stregato” anche il settore assicurativo. Per il 70% degli intervistati il tema è tra quelli da prendere in considerazione nelle decisioni di investimento, un 9% lo indica come il principale. Ed è assolutamente interessante notare come, nella maggioranza dei casi, specialmente per i gestori americani ed europei, l’adozione di asset ESG è giustificata dalla volontà di ridurre il rischio globale di portafoglio.

Interesse altissimo, quindi, per tutto ciò che è sostenibile, ma le difficoltà nell’adozione di queste strategie rimangono. In particolare i CIO intervistati lamentano la mancanza di dati completi ed affidabili per valutare questa tipologia di investimenti, oltre ad un numero non ancora sufficiente di strumenti finanziari a disposizione.

Nei portafogli delle grandi compagnie assicurative trovano sempre più spazio gli ETF. Se il 42% degli intervistati dichiara di non farne uso, il 25% li adotta sia per l’equity che per la parte obbligazionaria. I gestori asiatici sono i più entusiasti, con il 75% degli intervistati che ammette la presenza di ETF nei loro portafogli.

Foto di David Schwarzenberg

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