Per il report ADP, le imprese private negli Stati Uniti hanno creato 44 mila nuovi posti di lavoro a luglio 2026. Il dato, il più basso degli ultimi sei mesi e ben inferiore alle attese, segnala un rallentamento del mercato del lavoro, in attesa dei dati ufficiali previsti per venerdì. La crescita dell’occupazione è stata sostenuta esclusivamente dal settore dei servizi, in particolare sanità, istruzione e attività finanziarie, mentre il comparto manifatturiero ha registrato una lieve contrazione. Sul fronte salariale, gli aumenti per chi è rimasto nello stesso impiego sono rimasti stabili al 4,4%, mentre i lavoratori che hanno cambiato occupazione hanno ottenuto incrementi del 7%, una dinamiche che evidenzia le persistenti carenze di manodopera in alcuni segmenti del mercato.
Cina, altri segnali di debolezza dal sondaggio PMI Composite di luglio 2026
Ancora segnali di debolezza per l’economia cinese, a luglio 2026 il sondaggio PMI composite curato da S&P Global è sceso a 50,8 da 53,6 di giugno, registrando il livello più basso da un anno e indicando un’espansione dell’attività economica privata ancora presente, ma in evidente rallentamento. La frenata ha coinvolto sia il comparto manifatturiero sia quello dei servizi, mentre i nuovi ordini sono cresciuti al ritmo più debole da marzo, riflettendo una domanda meno dinamica. L’occupazione, invece, è aumentata per il terzo mese consecutivo, segnalando fiducia delle imprese. Sul fronte dei prezzi, il rallentamento di costi e listini evidenzia un’attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
India, banca centrale lascia i tassi invariati come da attese.
La Reserve Bank of India (RBI) ha mantenuto il tasso repo al 5,25% per la quarta riunione consecutiva, in linea con le attese, confermando un orientamento neutrale in un contesto di debolezza della rupia e crescenti incertezze geopolitiche. La scelta riflette il delicato equilibrio tra il sostegno alla crescita e il contenimento dell’inflazione, salita al 4,38% a giugno, sopra il target del 4% ma ancora entro la fascia di tolleranza del 2%-6%. L’istituto ha rivisto al rialzo le stime di crescita del PIL per il 2026/27 al 6,7%, mentre prevede un’inflazione media in lieve calo al 5,0%, con un graduale raffreddamento anche della componente core.
Eurozona, prezzi alla produzione invertono la marcia a giugno 2026.
A giugno 2026 i prezzi alla produzione dell’Eurozona sono diminuiti dello 0,3% su base mensile, interrompendo quattro mesi consecutivi di rialzi e confermando le attese del mercato. Il calo è stato trainato dalla componente energetica (-1,5%), favorita dalla discesa delle quotazioni petrolifere dopo la tregua tra Stati Uniti e Iran. Contestualmente, si è registrato un rallentamento degli aumenti per beni intermedi, strumentali e durevoli, mentre i prezzi dei beni non durevoli sono rimasti invariati. Su base annua, l’inflazione alla produzione è scesa al 4,6% dal 5,9% di maggio, segnalando un progressivo allentamento delle pressioni sui costi.
Stati Uniti, tassi sui mutui trentennali toccano il massimo a un anno.
Nella settimana conclusa il 31 luglio 2026, il tasso medio sui mutui ipotecari trentennali a tasso fisso negli Stati Uniti è salito al 6,81%, il livello più elevato dell’ultimo anno, sostenuto dall’aumento dei rendimenti dei Treasury e dalle rinnovate tensioni in Medio Oriente, che hanno alimentato i timori inflazionistici attraverso il rialzo dei prezzi del petrolio. Il contesto di tassi più elevati ha ulteriormente frenato la domanda di credito immobiliare: le richieste di mutuo sono diminuite del 2,9%, con un calo sia delle domande per l’acquisto di abitazioni sia di quelle per la rinegoziazione dei finanziamenti esistenti.
Stati Uniti, ISM servizi di luglio 2026 sale meno delle attese.
L’ISM Servizi statunitense è salito marginalmente a 54,1 punti a luglio dai 54 di giugno, rimanendo leggermente sotto le attese (54,5) ma confermando la continua espansione del settore dei servizi. La crescita è stata sostenuta da un’accelerazione dell’attività economica, dei nuovi ordini e delle scorte, mentre l’occupazione è tornata in territorio di contrazione dopo un solo mese di espansione. Sul fronte dell’inflazione, le pressioni sui prezzi si sono intensificate, trainate soprattutto da prodotti petroliferi e materie plastiche, sebbene sia aumentato anche il numero delle commodity in calo. Rallentano invece gli ordini inevasi e i tempi di consegna dei fornitori. L’impatto di dazi e tensioni geopolitiche appare meno marcato, mentre i Mondiali di Calcio hanno continuato a sostenere domanda e attività.





