Ad agosto 2026, l’inflazione statunitense ha mostrato un’accelerazione sul fronte mensile, con il CPI in crescita dello 0,4%, il maggiore incremento degli ultimi tre mesi e in linea con le attese. La principale spinta è arrivata dall’energia, in particolare dalla benzina (+3,9% su base mensile e +27,4% annuo), sostenuta dal rialzo del greggio nel contesto delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Anche i costi abitativi hanno accelerato, mentre comunicazioni, tariffe aeree, istruzione e auto usate hanno contribuito alla pressione sui prezzi. L’inflazione core è salita dello 0,3% mensile, superando le previsioni, anche se il dato annuale è sceso al 2,4%, minimo da marzo 2021. Su base annua, l’inflazione headline è rimasta stabile al 3,4%. Il quadro evidenzia quindi una pressione di breve periodo legata soprattutto all’energia, l’incremento della componente core su base mensile rende ancora più probabile un intervento restrittivo della Fed la prossima settimana.
Gran Bretagna, economia meglio delle attese a luglio 2026
L’economia britannica ha mostrato un’accelerazione superiore alle attese nel luglio 2026, con il PIL in crescita dello 0,4% su base mensile, dopo il +0,3% di giugno e contro previsioni di stagnazione. Si tratta della migliore performance da febbraio, sostenuta dal contributo congiunto di servizi, produzione e costruzioni. Il settore dei servizi è cresciuto dello 0,4%, trainato soprattutto dalle attività amministrative e di supporto e dall’informazione e comunicazione, nonostante la debolezza del commercio all’ingrosso e al dettaglio. La produzione industriale è tornata a espandersi dello 0,2%, grazie al rimbalzo della manifattura (+0,9%), con un forte contributo dell’elettronica. Le costruzioni hanno registrato un modesto +0,1%, sostenute dalle attività di manutenzione. Su base annua, il PIL è cresciuto dell’1,6%, massimo da febbraio 2025, mentre la produzione industriale ha segnato un incremento dello 0,6%, confermando un quadro economico più resiliente delle aspettative.
Stati Uniti, fiducia consumatori peggiora ancora a settembre 2026.
A inizio settembre 2026, la fiducia dei consumatori statunitensi ha registrato un ulteriore peggioramento, con l’indice dell’Università del Michigan sceso a 47,8 punti, al di sotto delle attese di mercato e vicino ai minimi storici. Il deterioramento riflette soprattutto le crescenti preoccupazioni per l’impatto dell’aumento dei prezzi del carburante e delle tensioni commerciali sui bilanci familiari e sulle condizioni economiche future. Le aspettative a breve termine su finanze personali e attività economica si sono indebolite, mentre quelle a cinque anni restano stabili ma significativamente inferiori alla media storica. Il sentiment risulta ora inferiore del 16% rispetto a febbraio e del 13% su base annua. Parallelamente, le aspettative di inflazione a un anno sono salite al 4,6%, mentre quelle a cinque anni hanno raggiunto il 3,4%, segnalando un aumento delle preoccupazioni dei consumatori sulle prospettive dei prezzi.
Foto di mar lidia





