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Stati Uniti: offerte di lavoro rallentano a giugno 2026, ma aumentano (di poco) le uscite volontarie

Stati Uniti: offerte di lavoro rallentano a giugno 2026, ma aumentano (di poco) le uscite volontarie

A giugno 2026 le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono scese oltre le attese, fermandosi a 7,36 milioni. Stabili le assunzioni, mentre aumentano, marginalmente, le uscite volontarie.

A giugno 2026 le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono scese a 7,36 milioni, leggermente al di sotto delle attese di mercato, confermando un graduale raffreddamento del mercato del lavoro. Il calo ha interessato soprattutto il commercio all’ingrosso, il manifatturiero dei beni non durevoli e il comparto minerario, mentre si è registrato un aumento delle posizioni aperte nei trasporti, nella logistica, nei servizi di pubblica utilità e nella pubblica amministrazione federale. Sul piano geografico, la flessione ha coinvolto Nord-Est, Sud e Midwest, a fronte di un miglioramento nell’Ovest del Paese. Assunzioni e cessazioni sono rimaste pressoché stabili, mentre le dimissioni volontarie sono aumentate leggermente, a 3,23 milioni, segnale che molti lavoratori continuano a percepire buone opportunità occupazionali nonostante il progressivo riequilibrio della domanda di lavoro. Si tratta comunque di sfumature, il quits rate resta fermo al 2%, minimo dal 2020.

Corea del Sud, inflazione a luglio 2026 scende oltre le attese.

A luglio 2026 l’inflazione in Corea del Sud è rallentata al 2,8% annuo, dal 3,2% di giugno, registrando il livello più contenuto da aprile e sorprendendo positivamente il mercato, che stimava un 3,0%. Pur restando sopra il target del 2% della banca centrale, la dinamica dei prezzi mostra segnali di raffreddamento grazie al calo delle pressioni nei trasporti e nei beni alimentari. Al contrario, continuano a crescere i costi legati ad abitazione, abbigliamento, tempo libero e ristorazione. Su base mensile, i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,2%, primo calo da novembre 2025, sostenuto dalla flessione di trasporti, alimentari e abitazioni.

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Stati Uniti, deficit commerciale si assottiglia a giugno 2026.

A giugno 2026 le esportazioni statunitensi sono diminuite dello 0,9% su base mensile, attestandosi a 314,7 miliardi di dollari, il livello più basso degli ultimi quattro mesi. Il calo è stato trainato dalla flessione delle esportazioni di beni, penalizzate soprattutto dalla contrazione delle forniture industriali, con un forte ridimensionamento delle spedizioni di petrolio greggio e carburanti, complice il calo dei prezzi energetici. In controtendenza, le esportazioni di servizi hanno raggiunto un nuovo massimo recente grazie alla crescita dei servizi finanziari e del turismo, sostenuto dai flussi di visitatori legati ai Mondiali FIFA.

Il deficit commerciale si è ridotto a 73,3 miliardi di dollari, poiché le importazioni (-1,8%) sono diminuite più rapidamente delle esportazioni, soprattutto nei comparti dei beni di consumo e dei beni strumentali. Nel primo semestre dell’anno, il disavanzo commerciale si è ridotto sensibilmente rispetto al 2025, segnalando una graduale normalizzazione degli scambi dopo le distorsioni generate dall’anticipo delle importazioni in vista dei dazi, pur in un contesto di persistente incertezza sulla politica commerciale americana.

Stati Uniti, ordini all’industria nel mese di giugno 2026.

A giugno 2026 gli ordinativi all’industria statunitense sono diminuiti dello 0,3% rispetto al mese precedente, interrompendo la fase di crescita registrata nei mesi recenti. Al netto del comparto dei trasporti, i nuovi ordini di beni manifatturieri hanno segnato una flessione dello 0,4%, la prima da ottobre 2025, dopo il robusto incremento del 2,0% registrato a maggio. Il dato suggerisce un rallentamento della domanda nel settore manifatturiero, evidenziando un indebolimento degli investimenti e dell’attività produttiva dopo un periodo di espansione.

Foto di Janno Nivergall

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