Nella riunione di oggi la Bank of England (BoE) ha lasciato invariati i tassi d’interesse, confermando il riferimento al 3,75%, in linea con le attese del mercato. Dei nove membri del board, tre membri hanno nuovamente sostenuto la necessità di un rialzo di 25 punti base, confermando la stessa divisione emersa nella riunione di luglio scorso. La BoE ha evidenziato le crescenti pressioni sul fronte energetico, legate al protrarsi del conflitto in Medio Oriente, che hanno spinto al rialzo i prezzi del greggio e dei prodotti raffinati, aumentando al contempo la volatilità. L’inflazione, salita al 3,1% ad agosto, potrebbe accelerare ulteriormente nei prossimi trimestri. Il board ha ribadito la necessità di mantenere una politica monetaria sufficientemente restrittiva per riportare l’inflazione in modo sostenibile verso il target del 2%, monitorando durata e intensità dello shock energetico. Al momento, gli effetti di secondo impatto su salari e prezzi restano contenuti, ma potrebbero intensificarsi se i costi energetici dovessero rimanere elevati.
Il board, inoltre, ha approvato il progressivo azzeramento delle partecipazioni della banca centrale in titoli di Stato entro il 2034, modificando però in modo significativo il programma di quantitative tightening (QT) ed escludendo dalle operazioni di vendita i titoli a lunga scadenza. La revisione mira quindi a rendere il processo di riduzione del portafoglio più graduale e strutturato, visto che dall’avvio del processo di riduzione del bilancio nel 2022, le perdite accumulate sui titoli acquistati nell’ambito del programma hanno raggiunto una cifra vicina alle 110 miliardi di sterline, con un impatto sostenuto dai contribuenti.
Stati Uniti, a sopresa calano i nuovi cantieri residenziali ad agosto 2026.
Il mercato immobiliare statunitense ha mostrato segnali di debolezza ad agosto. Le nuove costruzioni residenziali sono diminuite del 2,6% su base mensile, a un tasso annualizzato destagionalizzato di 1,275 milioni di unità, il livello più basso da ottobre 2025 e al di sotto delle attese fissate a 1,31 milioni. Il calo è stato determinato soprattutto dal comparto multifamiliare, crollato del 22,5%, mentre gli avvii di nuove abitazioni unifamiliari sono aumentati del 7,6%. Anche i permessi edilizi hanno registrato una contrazione del 2,7%, a 1,394 milioni, sotto le previsioni di mercato. La debolezza ha interessato sia gli edifici con almeno cinque unità (-3,1%) sia le autorizzazioni per abitazioni unifamiliari (-1,8%), confermando un rallentamento dell’attività edilizia statunitense.
Stati Uniti, ancora segnali di solidità dal mercato del lavoro.
Il mercato del lavoro degli Stati Uniti continua a mostrare una solida tenuta. Nella seconda settimana di settembre, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 10.000 unità, a 196.000, il livello più basso da luglio e ben al di sotto delle attese di 208.000. Anche le richieste continuative sono scese di 39.000, a 1,73 milioni, segnando il minimo da gennaio 2024. Nel complesso, il quadro suggerisce una dinamica occupazionale ancora robusta, nonostante i segnali di raffreddamento osservati in altre componenti del mercato del lavoro.
Stati Uniti, a settembre 2026 il Philly Fed rallenta ma meno delle attese.
L’indice manifatturiero dell’area di Philadelphia è sceso a 37,8 punti a settembre 2026, dai 47,4 di agosto, mantenendosi comunque nettamente al di sopra delle attese di mercato, fissate a 30,5. Il dato segnala quindi una prosecuzione dell’espansione dell’attività manifatturiera regionale, sebbene a un ritmo più moderato. Gli ordini e le spedizioni hanno mantenuto livelli elevati, mentre l’indice relativo all’occupazione è diminuito, restando tuttavia in territorio positivo e indicando una crescita dell’occupazione. Anche entrambi gli indicatori dei prezzi sono tornati ad aumentare dopo il calo registrato ad agosto. Le imprese restano fiduciose sulle prospettive dei prossimi sei mesi: il 57,9% prevede un miglioramento dell’attività, contro appena il 5,0% che ne anticipa un deterioramento. Il Philly Fed CAPEX Index è invece sceso a 37,1 punti, da 48,2 ad agosto, segnalando una riduzione della propensione agli investimenti da parte delle aziende.
Foto di Dean Moriarty





