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Sondaggi PMI di luglio 2026: tornano gli ordini, inflazione in moderazione

Sondaggi PMI di luglio 2026: tornano gli ordini, inflazione in moderazione

La stima flash dei sondaggi PMI di luglio 2026 mostra segnali di miglioramento per ordini e inflazione, ma la stretta attualità rischia di superarli.

La fotografia che esce dalle stime flash del sondaggio PMI di luglio 2026 rischia di ingiallire velocemente di fronte agli sviluppi internazionali (guerra del Golfo e dazi). Nell’area Euro il settore privato cresce meglio delle attese e i prezzi mostrano segnali di moderazione. Vediamo in dettaglio le principali aree economiche.

Australia. Secondo mese consecutivo in zona espansione per il settore privato australiano, il PMI composite sale a 52,6, massimo da inizio anno. La manifattura registra il miglior risultato dell’anno, mentre il settore servizi tocca il massimo a sei mesi. Gli ordini sono tornati a crescere, anche se quelli esteri continuano la loro fase di debolezza. Sale sui massimi da aprile scorso, invece, l’occupazione, mentre per quel che riguarda i prezzi la pressione sui costi di produzione si fa meno evidente e i prezzi di vendita salgono con ritmi decisamente inferiori rispetto al periodo marzo-aprile. Tuttavia il livello dei prezzi rimane un elemento bloccante per le aziende e incide sull’umore degli operatori.

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Giappone. 16° mese consecutivo in zona espansione per il settore privato giapponese, il PMI composite sale a 53,1, massimo da febbraio scorso. La manifattura resta trainante, con la produzione che sale sui massimi dal 2014. Il settore servizi, invece, resta in zona espansione ma rallenta il passo. Gli ordini crescono ad un ritmo più basso – proprio a causa del settore servizi – ma tiene bene la domanda estera. Sul fronte occupazionale il sondaggio registra il 34° mese consecutivo di crescita, mentre per quel che riguarda i prezzi il rallentamento dei costi di produzione (minimo da aprile scorso) non decellera la crescita dei prezzi di vendita.

India. Il settore privato indiano resta in zona espansione, ma il ritmo oramai è il più basso da marzo 2022. Il PMI composite si ferma, infatti, a quota 54,3, quasi tre punti in meno rispetto a giugno. La manifattura migliora, mentre rallentano i servizi, ma il dato più significativo riguarda gli ordini: crescita più bassa da quattro anni e mezzo. Pesano una domanda estera debole e condizioni geopolitiche incerte. I prezzi alla produzione salgono moderatamente, mentre quelli di vendita toccano il massimo da aprile scorso.

Eurozona. Resta in zona espansione a luglio 2026 il settore privato dell’area Euro, il PMI composite sale a 51,9 e batte le attese del mercato. L’attività economica torna a crescere per la prima volta in quattro mesi, e questo grazie ad una manifattura che vede la produzione crescere ai ritmi più dal marzo 2022, mentre i servizi tornano in zona espansione. Gli ordini crescono con il ritmo più alto da aprile 2023, mentre la domanda estera, pur rimanendo in zona contrazione, registra il miglior risultato da marzo 2022. L’occupazione sale in zona espansione per la prima volta da inizio anno, mentre sul fronte dei prezzi la pressione tende a calare sia su quelli di input, sia su quelli di vendita. A livello nazionale, la Germania torna in zona espansione per la prima volta da quattro mesi, mentre rimane in zona contrazione la Francia, pur registrando un miglioramento.

Gran Bretagna. L’indice PMI composito S&P Global del Regno Unito è salito a 52,1 a luglio 2026, tornando in territorio espansivo dopo due mesi di contrazione e superando nettamente le attese del mercato. La ripresa è stata sostenuta sia dal manifatturiero sia dai servizi, favoriti dal miglioramento delle condizioni operative, dal calo dei costi logistici e, per il terziario, dal clima favorevole e dai Mondiali di calcio, che hanno stimolato i consumi. I nuovi ordini sono tornati a crescere, con il comparto manifatturiero ai massimi da quattro anni. Restano però criticità legate agli arretrati di produzione e agli elevati costi del lavoro, che continuano a frenare le assunzioni.

Giapppone, a giugno 2026 l’inflazione sale sui massimi da dicembre scorso.

L’inflazione annua del Giappone è salita all’1,7% a giugno 2026, dall’1,5% di maggio, raggiungendo il livello più alto da dicembre. L’accelerazione riflette soprattutto la riduzione dei sussidi governativi all’energia, che ha attenuato il calo dei prezzi di elettricità e gas. Si sono inoltre rafforzate le pressioni su trasporti, abitazione, beni per la casa e sanità, mentre l’inflazione alimentare ha rallentato al 3,2%, grazie al secondo calo consecutivo dei prezzi del riso. L’inflazione core è salita all’1,6%, in linea con le attese, ma resta sotto il target del 2% della Bank of Japan per il quinto mese consecutivo.

Gran Bretagna, vendite al dettaglio meglio delle attese a giugno 2026.

Le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono aumentate dell’1,0% su base mensile a giugno 2026, superando nettamente le attese di un calo dello 0,3%, pur rallentando rispetto al +1,2% di maggio. A sostenere i consumi sono stati il clima particolarmente caldo e i Mondiali di calcio, che hanno favorito gli acquisti di abbigliamento, articoli sportivi, prodotti stagionali e online, compensando temporaneamente le pressioni legate al costo della vita. Su base annua, le vendite sono cresciute del 4,2%, il ritmo più sostenuto da gennaio e ben oltre le previsioni. Nel secondo trimestre, il commercio al dettaglio ha registrato un incremento dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti.

Germania, fiducia consumatori in leggero calo a fine luglio 2026.

L’indice GfK sul clima di fiducia dei consumatori tedeschi è sceso leggermente a -29,6 in vista di agosto 2026, deludendo le attese di un miglioramento. Il calo riflette soprattutto il peggioramento delle aspettative sui redditi e un aumento della propensione al risparmio, segnale della persistente cautela delle famiglie in un contesto ancora incerto. In miglioramento, invece, la disponibilità agli acquisti e le aspettative sull’economia, in crescita per il terzo mese consecutivo, pur rimanendo su livelli deboli. Tornano inoltre a salire le preoccupazioni per l’inflazione, alimentate dall’aumento dei prezzi dei carburanti dopo la fine dei sussidi.

Stati Uniti, vendite di nuove abitazioni oltre le attese a giugno 2026.

Le vendite di nuove abitazioni unifamiliari negli Stati Uniti sono aumentate dell’1,6% mensile a giugno 2026, raggiungendo un ritmo annualizzato di 628 mila unità, oltre le attese del mercato. La ripresa, la prima dopo tre mesi di cali, riflette probabilmente gli incentivi offerti dai costruttori e la riduzione dei prezzi per sostenere la domanda in un contesto ancora difficile. Le vendite sono cresciute soprattutto nel Sud, mentre il West ha registrato una forte contrazione. L’offerta è rimasta elevata, con 9,3 mesi di disponibilità, mentre il prezzo mediano è sceso a 398.300 dollari, segnalando una maggiore pressione sui prezzi immobiliari.

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