Il settore manifatturiero statunitense accelera, mostrando segnali di resilienza. A luglio 2026 l’indice ISM Manufacturing PMI è salito a 55,6 punti, superando le attese e raggiungendo il livello più alto da maggio 2022. La crescita è stata sostenuta soprattutto dal deciso aumento della produzione, ai massimi da fine 2021, e dal rafforzamento dei nuovi ordini. Anche l’occupazione è tornata in territorio espansivo dopo oltre un anno, indicando un miglioramento del mercato del lavoro industriale. Parallelamente, le pressioni sui costi hanno rallentato. Le imprese hanno anticipato gli acquisti per proteggersi da possibili rincari e interruzioni legate alle tensioni geopolitiche, mentre gli investimenti nell’intelligenza artificiale hanno contribuito a compensare l’impatto dei dazi.
Cina, sondaggio PMI di S&P Global conferma rallentamento manifattura a luglio 2026.
Secondo S&P Global, a luglio 2026, il PMI manifatturiero cinese è sceso a 50,9, il livello più basso degli ultimi quattro mesi, segnalando un rallentamento della crescita del settore pur restando sopra la soglia di espansione. Produzione e nuovi ordini hanno continuato ad aumentare, ma con un ritmo più moderato, mentre la domanda estera è tornata a crescere dopo tre mesi di debolezza. L’occupazione ha registrato il miglior incremento da agosto 2023, segnale di maggiore fiducia delle imprese. Sul fronte dei prezzi, le pressioni sui costi hanno continuato ad attenuarsi e i prezzi di vendita si sono stabilizzati. Le aspettative delle aziende restano comunque positive grazie alla domanda, agli investimenti e all’aumento della capacità produttiva.
Indonesia, esportazioni tornano a crescere, inflazione rallenta.
Le esportazioni dell’Indonesia hanno registrato un forte rimbalzo a giugno, crescendo dell’8,8% su base annua fino a 25,46 miliardi di dollari, dopo la brusca flessione di maggio. La ripresa è stata trainata soprattutto dai prodotti non energetici, con performance particolarmente solide per combustibili minerali, oli vegetali, acciaio e apparecchiature elettriche. Anche la domanda internazionale ha mostrato segnali di rafforzamento, con aumenti delle vendite verso Stati Uniti, Cina, Giappone, India e Paesi ASEAN. Più debole invece il comparto oil & gas, penalizzato dal calo delle esportazioni di petrolio greggio e gas naturale.
Sul fronte macroeconomico, l’inflazione ha rallentato al 2,88% a luglio, il livello più basso da aprile e ben all’interno dell’obiettivo della banca centrale. La frenata è stata favorita soprattutto dalla moderazione dei prezzi alimentari, grazie a un miglioramento dell’offerta nonostante i rischi legati a El Niño, mentre l’inflazione di fondo è rimasta stabile. Su base mensile i prezzi al consumo sono addirittura diminuiti dello 0,14%, invertendo il rialzo di giugno. Il quadro suggerisce un contesto di crescita sostenuta delle esportazioni accompagnato da pressioni inflazionistiche sempre più contenute.
Foto di mar lidia





