Altra notizia macroeconomica a sorpresa dalla Gran Bretagna, dopo il dato sulla disoccupazione, oggi tocca all’inflazione che a giugno 2026 si è fermata al 2,6% su base annua; si tratta del minimo da marzo 2025. La lettura, due decimi sotto le attese del mercato, mostra un rallentamento della crescita per quel che riguarda i prezzi dei trasporti (carburanti in primis). Rallenta anche l’inflazione alimentare che si ferma all’1,7% annuo, minimo da agosto 2024. L’inflazione core resta stabile al 2,6%, un decimo in più delle attese e ancora sopra il target della BoE. Su base mensile i prezzi al consumo sono saliti dello 0,1% per quel che riguarda l’indice generale e dello 0,3% per la componente core.
Sul fronte dei prezzi alla produzione la tendenza è simile, con un raffreddamento della componente PPI Input (+7,3% annuo contro il +9,3% precedente).
Giappone, esportazioni crescono oltre le attese anche a giugno 2026.
Nel mese di giugno le esportazioni giapponesi sono salite del 19,3% su base annua, toccando il nuovo massimo a tre anni e superando di sette decimi le attese. Si tratta del quarto rilevamento in miglioramento consecutivo e del massimo incremento annuo dal novembre del 2022. La domanda estera rimane sostenuta da un lato dalla debolezza dello yen e dall’altro dalla forte domanda di beni collegati all’IA. ASEAN ed Europa registrano un incremento superiore al 20% annuo nelle spedizioni, ma numeri positivi sono registrati anche per l’export verso Cina e USA.
Cresce anche la domanda interna, con le importazioni che registrano un +25,4% su base annua, oltre quattro punti percentuali in più rispetto alle attese. Il risultato di queste dinamiche è una bilancia commerciale che presenta per il secondo mese consecutivo il segno meno. Il deficit sale a 406 miliardi di yen, massimo da gennaio scorso.
Indonesia, la banca centrale lascia i tassi invariati a luglio 2026.
Dopo due rialzi dei tassi consecutivi, la banca centrale indonesiana ha deciso – a sorpresa – di lasciare il riferimento fermo al 5,75% nella riunione di luglio 2026. Alla necessità di sostenere la valuta locale, l’istituto sembra aver voluto controbilanciare il sostegno alla crescita, con l’inflazione vista rimanere all’interno del canale di tolleranza nel 2026.
Stati Uniti, salgono ancora i tassi sui mutui trentennali.
Con i rendimenti dei titoli di stato a lungo termine statunitensi schizzati nuovamente verso l’alto, salgono anche i tassi applicati ai mutui. Il tasso medio per quelli trentennali è salito al 6,69%, massimo da agosto dell’anno scorso. Dallo scoppio della guerra nel Golfo il costo dei mutui è salito di oltre mezzo punto percentuale. Le richieste di nuovi prestiti sono comunque tornate a salire la scorsa settimana, invertendo il trend negativo dei due rilevamenti precedenti.
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