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Eurozona, economia cresciuta oltre le attese nel secondo trimestre 2026. Germania e Spagna, inflazione accelera più delle attese a luglio 2026

Eurozona, economia cresciuta oltre le attese nel secondo trimestre 2026. Germania e Spagna, inflazione accelera più delle attese a luglio 2026

Nell’Eurozona la crescita del nel secondo trimestre batte le attese, ma a luglio 2026 l’inflazione in Spagna e Germania accelera più delle aspettative. Negli Stati Uniti delude il dato sulla crescita del PIL nel secondo trimestre dell’anno, meglio delle attese, invece, i numeri sull’inflazione PCE. Intanto la BoE lascia i tassi invariati.

L’economia dell’Eurozona ha sorpreso positivamente nel secondo trimestre del 2026, registrando una crescita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, il ritmo più sostenuto dall’inizio del 2025 e superiore alle attese degli analisti (+0,2%). A sostenere l’espansione sono stati gli investimenti legati all’intelligenza artificiale, la solidità della spesa pubblica e alcuni fattori temporanei, che hanno compensato gli effetti del conflitto in Iran e del rialzo dei prezzi dell’energia. Tra le principali economie, la Spagna si conferma il motore della crescita con un +0,7%, mentre i Paesi Bassi sorprendono con un +0,4%. Francia, Germania e Italia tornano o proseguono il percorso di espansione, tutte sopra le aspettative. Su base annua, il PIL dell’Eurozona accelera all’1%, raddoppiando il ritmo registrato nel trimestre precedente.

Eurozona, fiducia settore privato migliora a luglio 2026.

A luglio 2026 il clima di fiducia nell’Eurozona ha continuato a migliorare, con l’Economic Sentiment Indicator salito a 96,9 punti dai 95,4 di giugno, superando le attese del mercato (96) e raggiungendo il livello più alto dallo scorso febbraio. Il recupero è stato favorito dal temporaneo calo dei prezzi dell’energia e dalla riduzione dei costi di finanziamento, sostenuti dalla breve tregua nel conflitto in Medio Oriente. La fiducia nel settore dei servizi è cresciuta ulteriormente, mentre il pessimismo dell’industria si è attenuato. In discesa sia l’aspettativa di inflazione dei consumatori, sia quella sui prezzi di vendita delle imprese. Tra le principali economie dell’area euro, il miglioramento è stato diffuso: la Germania ha registrato il progresso più marcato, seguita da Francia, Italia e Spagna, confermando un quadro di fiducia in graduale rafforzamento.

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Gran Bretagna, banca centrale lascia i tassi invariati come da attese.

La Bank of England ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 3,75% nella riunione di luglio, con una maggioranza di 6 membri favorevoli alla pausa e tre che avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base. La decisione riflette un equilibrio tra il rallentamento dell’inflazione e i rischi legati al recente aumento dei prezzi dell’energia, alimentato dalle tensioni in Medio Oriente. Sebbene l’inflazione sia scesa al 2,6%, l’istituto prevede una nuova risalita nei prossimi mesi per effetto del caro energia. Allo stesso tempo, il raffreddamento del mercato del lavoro e le condizioni finanziarie ancora restrittive stanno contribuendo a contenere le pressioni sui prezzi. La banca centrale mantiene quindi un approccio prudente, pronta a intervenire qualora i rischi inflazionistici dovessero intensificarsi.

Germania e Spagna, inflazione riaccelera oltre le attese a luglio 2026

In Spagna, l’inflazione ha accelerato al 3,5% a luglio 2026, rispetto al 3,2% del mese precedente, superando le attese del mercato e raggiungendo il livello più elevato da maggio 2024. A sostenere il rialzo sono stati soprattutto i rincari di carburanti, lubrificanti ed energia elettrica, alimentati dal nuovo aumento dei prezzi energetici legato alle tensioni in Medio Oriente. Anche l’inflazione core, che esclude energia e alimentari freschi, è salita al 3%, confermando la persistenza delle pressioni sui prezzi. L’indice armonizzato europeo (HICP) ha toccato il 3,8%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea, segnalando che il percorso di rientro dell’inflazione resta ancora irregolare.

Anche in Germania l’inflazione ha mostrato un’accelerazione, salendo al 2,8% su base annua dal 2,3% di giugno e superando le aspettative degli analisti. Il principale fattore di crescita è stato il forte incremento dei prezzi dell’energia, la cui inflazione è balzata all’8,3% dal 3,4%, riflettendo il rialzo delle quotazioni petrolifere. Al contrario, le pressioni nel comparto dei servizi hanno continuato ad attenuarsi, mentre l’inflazione alimentare è rimasta stabile. L’inflazione core è scesa lievemente al 2,4%, suggerendo un graduale raffreddamento delle componenti più strutturali. Tuttavia, anche l’indice armonizzato europeo è risalito al 2,8%, mantenendosi sopra il target della BCE e confermando la necessità di un approccio prudente in politica monetaria.

Stati Uniti, crescita secondo trimestre 2026 peggio delle attese.

L’economia statunitense ha rallentato nel secondo trimestre del 2026, con il PIL cresciuto dell’1,5% su base annualizzata, al di sotto sia del 2,1% registrato nei primi tre mesi dell’anno sia delle aspettative del mercato. Il principale freno è arrivato dal commercio estero, con esportazioni in netto rallentamento e importazioni ancora sostenute, oltre al contributo negativo delle scorte private e alla flessione della spesa pubblica. Anche gli investimenti delle imprese hanno mostrato una crescita meno vivace, pur restando solidi nel comparto dei macchinari, mentre gli investimenti immobiliari residenziali sono tornati ad aumentare per la prima volta dopo sei trimestri. A sostenere l’attività economica è stata soprattutto la ripresa dei consumi delle famiglie, trainata dagli acquisti di beni durevoli, farmaci, arredamento e dalla spesa per ristorazione e servizi ricettivi, confermando la resilienza della domanda interna nonostante un contesto di crescita più moderata.

Stati Uniti, spese e redditi personali a giugno 2026.

A giugno 2026 i consumi personali negli Stati Uniti hanno registrato una crescita dello 0,3% mensile, in rallentamento rispetto al +0,9% di maggio. Il dato è stato condizionato dal forte calo della spesa per benzina ed energia, favorito dalla discesa dei prezzi del petrolio dopo i negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Al contrario, la spesa per servizi ha continuato a crescere, sostenuta soprattutto da sanità, servizi finanziari, trasporti e attività ricreative. Anche i consumi reali, depurati dall’inflazione, sono aumentati dello 0,4%, confermando una domanda interna ancora solida. Il reddito personale è invece salito solo dello 0,2%, rallentando rispetto al mese precedente, nonostante il contributo positivo di salari, dividendi e prestazioni sociali.

Sul fronte dei prezzi, l’indice core PCE, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, è aumentato dello 0,1% mensile a giugno, meno delle attese (+0,2%). Su base annua, tuttavia, l’indicatore ha registrato un incremento del 3,3%, mantenendosi nettamente sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale. Il quadro complessivo evidenzia un’economia ancora sostenuta dai consumi, ma con una dinamica dei redditi più moderata e pressioni inflazionistiche di fondo ancora elevate. Questi elementi potrebbero spingere la Fed a mantenere un atteggiamento prudente sulla politica monetaria, valutando attentamente l’equilibrio tra crescita e controllo dei prezzi.

Stati Uniti, mercato del lavoro.

Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono salite a 197.000 nella settimana terminata il 25 luglio 2026, in aumento di 9.000 unità rispetto al minimo degli ultimi 57 anni registrato nella settimana precedente, ma comunque sotto le attese del mercato (200.000). Le richieste continuative sono invece scese a 1,782 milioni, segnando il livello più basso da oltre un mese e confermando una situazione occupazionale solida. I dati rafforzano la visione di un mercato del lavoro vicino alla piena occupazione, in linea con le recenti valutazioni dei membri del FOMC sull’economia statunitense.

Foto di NoName_13

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