Il sentiment del settore privato dell’area Euro migliora a giugno 2026 per il secondo mese consecutivo, con gli intervistati che continuano a guardare alla situazione in Medio Oriente e agli impatti sull’economia. Migliora il sentiment per tutti i settori, tranne per quello delle costruzioni. Sul fronte dell’inflazione il sondaggio registra una flessione sia per quel che riguarda le aspettative di inflazione dei consumatori, sia per quel che riguarda le aspettative sui prezzi di vendita da parte delle imprese. A livello nazionale il sondaggio mostra sensibili miglioramenti in Germania e Italia, variazione positiva ma sotto il punto per la Spagna, situazione stabile (e in negativo) per la Francia.
Giappone, vendite al dettaglio in crescita anche a maggio 2026.
Nel mese di maggio 2026 le vendite al dettaglio in Giappone sono salite dell’1,9% su base mensile, terzo mese consecutivo di crescita. Su base annua l’incremento è stato del 5,3%, ben al di sopra delle attese e massimo da novembre 2023. I consumi sono sostenuti dalla crescita dei salari e dalle misure di sostegno volute dal governo. Sempre su base annua spicca il +23% di acquisti di automobili.
Spagna, a giugno 2026 inflazione stabile e componente core in rallentamento.
La stima preliminare dell’inflazione spagnola a giugno 2026 mostra numeri stabili su base tendenziale. La variazione annua dell’indice generale rimane ferma al 3,2%, in linea con le attese, mentre la componente core scende di un decimo e si ferma al 2,9%. Su base mensile l’incremento è stato dello 0,6%, cinque decimi in più rispetto al mese precedente. L’inflazione armonizzata rimane stabile al 3,6% (+0,6% su base mensile), un livello ben superiore al target BCE e due decimi oltre le attese degli analisti.
India, a maggio 2026 la produzione industriale sale oltre le attese.
Risultato migliore delle attese per la produzione industriale indiana nel mese di maggio 2026. Su base annua l’incremento è stato del 5,1%, massimo da febbraio scorso e quattro decimi oltre le attese. Rallenta la crescita dell’output manifatturiero che si ferma al 5,5% su base annua. Ancora in contrazione, invece, il settore estrattivo.
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