Negli Stati Uniti le imprese hanno annunciato 97.006 tagli occupazionali a maggio 2026, il livello più elevato da gennaio e il dato più alto per questo mese dal 2020. Si tratta inoltre del terzo aumento consecutivo. L’intelligenza artificiale si conferma la principale causa delle riduzioni di personale, soprattutto nel settore tecnologico, che ha registrato oltre 38.000 esuberi. Seguono trasporti, servizi e fintech. Secondo Challenger, Gray & Christmas, oltre all’impatto dell’AI, stanno aumentando le ristrutturazioni legate a fusioni, acquisizioni e fallimenti aziendali. Da inizio anno i tagli ammontano a quasi 398.000 unità, in calo del 43% rispetto al 2025.
Australia, bilancia commerciale torna in attivo grazie ad aumento esportazioni ad aprile 2026.
Le esportazioni di beni dell’Australia sono aumentate del 7,2% su base mensile ad aprile 2026, raggiungendo 47,19 miliardi di dollari australiani, il livello più alto degli ultimi tre anni, dopo la flessione registrata a marzo. La crescita è stata trainata soprattutto dall’impennata dei prezzi dei minerali e dei metalli, sostenuti da timori sull’offerta e dall’aumento dei costi energetici. Le esportazioni non agricole sono salite dell’11% e anche il comparto agricolo ha mostrato una dinamica positiva (+4,4%). In controtendenza, le esportazioni di oro non monetario sono diminuite del 6,1%. Con le importazioni salite solo dello 0,8%, la bilancia commerciale torna a segnare un surplus pari a 1,79 miliardi di dollari australiani.
Eurozona, settore costruzioni resta in area contrazione anche a maggio 2026.
Il PMI delle costruzioni dell’Eurozona elaborato da S&P Global è salito a 43,7 punti a maggio 2026 dai 41,7 di aprile, segnalando un lieve rallentamento della contrazione del settore. Nonostante ciò, l’indice resta ben al di sotto della soglia di 50 punti, confermando una fase recessiva che dura oramai da oltre quattro anni. La Francia ha registrato il calo più marcato dell’attività, seguita dalla Germania, mentre l’Italia ha mostrato la flessione più contenuta. Tra i comparti, l’edilizia residenziale è risultata la più debole, mentre le opere di ingegneria civile hanno evidenziato una maggiore resilienza. La domanda resta fragile, mentre sul fronte dei costi, le pressioni inflazionistiche continuano ad essere elevate, soprattutto in Germania. Il risultato è un outlook che rimane negativo per quel che riguarda l’andamento dell’attività nei prossimi dodici mesi.
Eurozona, vendite al dettaglio tornano a calare ad aprile 2026.
Ad aprile 2026, le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono diminuite dello 0,4% su base mensile, tornando a contrarsi dopo il forte aumento dello 0,8% registrato a marzo. Il calo – peggiore di un decimo rispetto alle attese – è stato trainato dalla debolezza dei prodotti non alimentari e dei carburanti, mentre alimentari, bevande e tabacco hanno mostrato una crescita. Tra le principali economie, le flessioni in Germania e Spagna sono state solo parzialmente compensate dall’aumento delle vendite in Francia. Su base annua, le vendite sono cresciute dell’1%, rallentando rispetto a marzo ma battendo le attese.
Stati Uniti, sussidi di disoccupazione stabili nonostante il lieve rialzo
Nella terza settimana di maggio le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono aumentate di 5.000 unità, raggiungendo quota 215.000, leggermente sopra le attese. Anche le richieste continuative sono salite a 1,786 milioni. Nonostante questi incrementi, i livelli restano contenuti rispetto alle medie dello scorso anno, confermando la resilienza del mercato del lavoro statunitense e lasciando alla Federal Reserve margini per mantenere una politica monetaria restrittiva.
Stati Uniti, produttività in crescita, costi del lavoro sotto controllo nel primo trimestre 2026
Nel primo trimestre del 2026 la produttività del settore non agricolo è aumentata dello 0,8%, rallentando rispetto al trimestre precedente ma continuando a espandersi. Particolarmente brillante la performance del manifatturiero, dove la produttività è salita del 3,6%. Parallelamente, il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto del 2,3%, meno delle attese e in netto rallentamento rispetto al quarto trimestre del 2025. Su base annua, la produttività è aumentata del 2,9%, il ritmo più sostenuto dal terzo trimestre del 2024, contribuendo a contenere le pressioni salariali e inflazionistiche.
Foto di Lazarovic





