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Inflazione nell’Eurozona, i primi dati di maggio 2026 confermano accelerazione. Canada sfiora la recessione tecnica

Inflazione nell’Eurozona, i primi dati di maggio 2026 confermano accelerazione. Canada sfiora la recessione tecnica

I primi dati sull’inflazione di maggio 2026 in Italia, Francia, Spagna e Germania confermano l’accelerazione dei prezzi nell’Eurozona. In Canada l’economia stalla nel primo trimestre 2026 e sfiora la recessione tecnica.

L’inflazione accelera in molte economie dell’Eurozona nel mese di maggio 2026, ma nella maggior parte dei casi i rialzi restano ancora limitati alla componente energia e ai settori strettamente connessi con essa. In attesa dei dati complessivi, il compito che spetta alla BCE non risulta per nulla semplice. Accettare il rialzo considerandolo ancora limitato, oppure anticipare eventuali effetti di seconda ondata anche in presenza di una congiuntura debole? Nell’attesa vediamo i dati diffusi oggi e relativi a Francia, Italia, Spagna e Germania.

In Francia l’inflazione ha continuato a rafforzarsi, raggiungendo il 2,4% annuo a maggio 2026, il livello più alto da oltre due anni. La spinta principale è arrivata dall’energia, in particolare dal gas, penalizzato dalle tensioni geopolitiche legate al conflitto con l’Iran. Anche i servizi hanno mostrato rincari più marcati, mentre i prezzi alimentari sono rimasti stabili. Nonostante il lieve aumento mensile dei prezzi, l’inflazione armonizzata europea è salita al 2,8%, confermando una pressione inflazionistica ancora persistente nell’economia francese.

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In Spagna il quadro appare più stabile: l’inflazione si è mantenuta al 3,2%, sotto le attese del mercato. I maggiori rincari nei trasporti e nelle attività ricreative sono stati compensati dal calo dei prezzi di abbigliamento e calzature e dalla stabilità del comparto alimentare. Tuttavia, l’inflazione core è salita al 2,9%, segnalando che le pressioni di fondo restano presenti. Anche l’indice armonizzato europeo ha toccato il massimo da giugno 2024, attestandosi al 3,6%, quasi due punti sopra il target BCE.

L’Italia ha registrato un’accelerazione più marcata dell’inflazione, salita al 3,2%, massimo da settembre 2023. A incidere sono stati soprattutto i rincari energetici, alimentati dalle tensioni in Medio Oriente e dalle difficoltà di approvvigionamento di petrolio e gas. Sono aumentati anche i costi dei servizi di trasporto e delle attività culturali e ricreative. L’inflazione core ha mostrato un lieve incremento (+1,8% da +1,6% su base annua), indicando un graduale trasferimento delle pressioni energetiche ai prezzi interni. Il dato armonizzato sale al 3,3% su base annua, un decimo oltre le attese.

In Germania, invece, l’inflazione ha rallentato al 2,6%, grazie al raffreddamento dei prezzi energetici e alimentari. Nonostante ciò, il costo dei servizi ha ripreso a crescere tornano sopra la soglia del 3% annuo, mentre l’inflazione core è tornata a salire, registrando un +2,5%. Il tasso armonizzato scende di due decimi e si ferma al 2,7% su base annua, ben al di sopra del target BCE.

Giappone, numeri positivi per l’economia ad aprile 2026.

Ad aprile 2026 l’economia giapponese ha mostrato segnali di consolidamento, sostenuta da un mercato del lavoro particolarmente dinamico e da una ripresa della domanda interna. Il tasso di disoccupazione è sceso al 2,5%, il livello più basso da luglio 2025, grazie alla diminuzione dei disoccupati e a un incremento record dell’occupazione, che ha raggiunto quasi 69 milioni di persone. Parallelamente, la partecipazione al mercato del lavoro è cresciuta, mentre il numero di individui inattivi ha toccato un minimo storico, confermando una struttura occupazionale sempre più solida.

Anche il comparto industriale ha registrato un miglioramento inatteso: la produzione è aumentata dello 0,8% su base mensile, invertendo il calo precedente e superando nettamente le attese negative degli analisti. A trainare la ripresa sono stati soprattutto i macchinari industriali, l’elettronica e le apparecchiature per comunicazione, sostenuti dalla resilienza della domanda estera e dal recupero della manifattura domestica. Restano tuttavia rischi legati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che potrebbero incidere su catene di approvvigionamento e costi energetici.

Sul fronte dei consumi, le vendite al dettaglio sono cresciute del 2,1% annuo, accelerate dagli incentivi governativi e dal rafforzamento della spesa delle famiglie. Si tratta del miglior risultato dall’aprile del 2025, con la variazione mensile (+1,3%) che tocca il massimo a tre mesi.

A corollario di tutto quanto scritto, la fiducia dei consumatori giapponesi torna a crescere nel mese di maggio, interrompendo una serie di tre mesi consecutivi di calo e battendo le attese.

Canada, economia ad un passo dalla recessione tecnica nel primo trimestre 2026.

L’economia canadese ha mostrato segnali di debolezza nel primo trimestre del 2026, con il PIL annualizzato in calo dello 0,1%, dopo la contrazione dell’1% registrata nel trimestre precedente. Il dato ha deluso nettamente le aspettative degli analisti, che prevedevano una crescita dell’1,5%. Su base trimestrale nei primi tre mesi del 2026 l’economia canadese ha registrato crescita nulla dopo il -0.2% dell’ultimo trimestre 2025. A pesare sono stati soprattutto l’aumento delle importazioni, in particolare di oro, e il rallentamento degli investimenti pubblici e aziendali. La tenuta dei consumi delle famiglie e l’accumulo di scorte hanno solo parzialmente compensato il quadro negativo. Su base trimestrale il PIL è rimasto invariato, mentre ad aprile l’istituto di statistica nazionale stima che l’attività economica sia tornata a crescere dello 0,4% su base mensile.

Foto di Bruno

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