I primi numeri sull’inflazione nell’area Euro nel mese di giugno 2026 riflettono lo stop alla crescita dei prezzi dell’energia e restituiscono una situazione di minor urgenza per la BCE, allontanando l’ipotesi di un secondo rialzo dei tassi già a luglio. In Francia, Germania e Italia l’inflazione rallenta a giugno 2026, anche se il tasso armonizzato resta al di sopra del target della banca centrale. Vediamo qualche dettaglio.
Francia – L’inflazione annua francese è rallentata all’1,8% a giugno 2026, dal 2,4% di maggio, attestandosi al di sotto delle attese di mercato. La decelerazione è stata trainata soprattutto dal rallentamento dei prezzi dell’energia, pur ancora nettamente superiori ai livelli di un anno fa, e dal raffreddamento dell’inflazione nei servizi e nei beni alimentari. I prezzi dei beni manifatturieri hanno registrato una flessione più marcata, anche per effetto dei saldi stagionali, mentre il tabacco ha mostrato un lieve incremento. Su base mensile l’indice dei prezzi è diminuito dello 0,2%, prima flessione degli ultimi cinque mesi. Anche l’inflazione armonizzata dell’Eurozona è scesa al 2,0%, confermando un quadro di graduale attenuazione delle pressioni inflazionistiche.
Germania – L’inflazione annua in Germania è rallentata al 2,3% a giugno, dal 2,6% del mese precedente, risultando inferiore alle aspettative degli analisti. Il calo riflette principalmente la moderazione dei prezzi dei beni, favorita dall’attenuazione delle pressioni energetiche, mentre l’inflazione dei servizi e quella alimentare sono rimaste sostanzialmente stabili. L’inflazione di fondo, che esclude energia e alimentari, si è mantenuta al 2,5%, segnalando una persistenza delle pressioni nei comparti meno volatili. Anche l’indice armonizzato europeo è sceso al 2,4%, avvicinandosi ulteriormente all’obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea, pur restando ancora leggermente al di sopra del target.
Italia – L’inflazione italiana ha rallentato al 3,0% annuo a giugno 2026, dal 3,2% di maggio, registrando la prima decelerazione dall’inizio dell’anno e un dato leggermente migliore delle attese. Il rallentamento è stato favorito dalla moderazione dei prezzi degli alimentari non lavorati e dei servizi culturali e di trasporto. Restano tuttavia elevate le pressioni nel comparto energetico, con un’accelerazione sia dei prezzi regolamentati sia di quelli non regolamentati, riflesso delle tensioni sui mercati delle materie prime legate al Medio Oriente. L’inflazione di fondo è scesa all’1,6%, mentre su base mensile i prezzi al consumo sono rimasti invariati, suggerendo un graduale raffreddamento delle spinte inflazionistiche. Il tasso armonizzato scende di un decimo rispetto al mese precedente ma resta un punto abbondante sopra il target BCE.
Corea del Sud, produzione industriale in contrazione anche a maggio 2026.
La produzione industriale della Corea del Sud ha registrato a maggio 2026 una contrazione del 3,0% su base mensile, dopo il calo dello 0,7% di aprile, segnando la flessione più marcata dallo scorso ottobre. A pesare è stato soprattutto il comparto manifatturiero (-3,0%), penalizzato dalla debolezza dei settori dei semiconduttori e dei prodotti farmaceutici, mentre l’industria automobilistica ha mostrato una dinamica positiva. La produzione manifatturiera è diminuita sia per la domanda interna sia per quella estera. In controtendenza, il settore dei servizi è rimbalzato dell’1,3%. Su base annua, la produzione industriale è scesa dello 0,9%, interrompendo tre mesi consecutivi di crescita.
Giappone, disoccupazione stabile e produzione industriale sotto le attese a maggio 2026.
Il mercato del lavoro giapponese ha confermato la propria solidità a maggio 2026, con il tasso di disoccupazione stabile al 2,5%, il livello più basso da luglio 2025 e in linea con le attese. Il numero dei disoccupati è diminuito di 50 mila unità, mentre gli occupati hanno raggiunto il massimo storico di 68,82 milioni. Anche la forza lavoro ha toccato un nuovo record, accompagnata da un calo delle persone inattive e da un aumento del tasso di partecipazione al 64,6%, segnali di un mercato del lavoro ancora resiliente. Tuttavia, il rapporto tra offerte di lavoro e candidati è sceso a 1,17, il valore più basso degli ultimi cinque mesi, indicando un lieve rallentamento della domanda di assunzioni.
Sul fronte industriale, la produzione è cresciuta dello 0,5% su base mensile, confermando il secondo incremento consecutivo ma deludendo le aspettative degli analisti, che prevedevano un’espansione più sostenuta. La crescita è stata trainata dai comparti dei mezzi di trasporto (escluse le auto), della chimica e dei prodotti petroliferi, mentre hanno registrato un calo i macchinari industriali, le apparecchiature elettriche e l’elettronica. Su base annua, invece, la produzione industriale è diminuita dell’1,7%, invertendo il rialzo di aprile e segnando la prima contrazione degli ultimi sei mesi, in un contesto ancora condizionato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai conseguenti rischi per le catene di approvvigionamento e i costi energetici.
Cina, settore privato rimane in zona espansione a giugno 2026.
L’indice composito PMI elaborato dall’Ufficio Nazionale di Statistica (NBS) della Cina è salito a 50,6 a giugno 2026, dal 50,5 di maggio, raggiungendo il livello più alto dallo scorso dicembre e confermando il quarto mese consecutivo di espansione dell’attività economica in Cina. Il settore manifatturiero è tornato in crescita grazie alla solidità delle esportazioni di tecnologie avanzate, sostenute dal boom globale dell’intelligenza artificiale, nonostante la debolezza della domanda estera e dei consumi interni. Anche il comparto dei servizi ha registrato un’espansione inattesa, favorita dal maggiore sostegno al credito. Nel complesso, migliorano fiducia e aspettative delle imprese, pur in un contesto economico ancora sfidante.
Germania, vendite al dettaglio crescono a sorpresa nel mese di maggio 2026.
Le vendite al dettaglio in Germania sono aumentate dell’1,1% su base mensile a maggio 2026, recuperando dopo il calo rivisto dello 0,4% di aprile e sorprendendo positivamente il mercato, che si attendeva una lieve flessione. Si tratta della crescita più sostenuta da giugno dello scorso anno e di un segnale di ritrovato slancio dei consumi, nonostante il contesto economico resti incerto. L’incremento ha interessato sia il comparto alimentare (+1,1%) sia quello dei beni non alimentari (+1,0%), mentre le vendite online e per corrispondenza sono balzate del 3,4%. Su base annua, le vendite sono cresciute dell’1,8%, il miglior risultato degli ultimi cinque mesi.
Stati Uniti, offerte di lavoro crescono oltre le attese a maggio 2026.
Il mercato del lavoro statunitense ha mostrato nuovi segnali di resilienza a maggio 2026, con le offerte di lavoro salite a 7,594 milioni, il livello più elevato da maggio 2024 e ben oltre le attese degli analisti. L’aumento riflette una domanda di lavoro ancora solida nonostante l’incertezza economica e l’impatto dei maggiori costi energetici legati al conflitto in Iran. Le posizioni aperte sono cresciute soprattutto nei settori del commercio all’ingrosso, della ristorazione e dell’accoglienza, oltre che negli immobili e nei servizi di locazione, mentre sono diminuite nella sanità, nell’assistenza sociale e nella finanza.
Parallelamente, il mercato ha evidenziato una fase di stabilizzazione nei flussi occupazionali: le nuove assunzioni sono rimaste ferme a 5,2 milioni e le separazioni complessive a 5,1 milioni. Le dimissioni volontarie sono aumentate solo marginalmente a 3,065 milioni, ma il relativo tasso è rimasto all’1,9%, minimo dal 2020. Il dato suggerisce una minore mobilità dei lavoratori e una maggiore cautela nelle decisioni di cambio occupazionale, pur in presenza di un mercato ancora caratterizzato da un numero elevato di opportunità.
Stati Uniti, prezzi delle abitazioni tornano a crescere nel mese di aprile 2026.
L’indice Case-Shiller relativo ai prezzi delle abitazioni nelle 20 principali città statunitensi è cresciuto dell’1,1% annuo ad aprile 2026, accelerando rispetto al +0,9% rivisto di marzo e superando le attese del mercato. Si tratta della prima ripresa della crescita dei prezzi dal novembre 2025, anche se il ritmo resta vicino ai minimi degli ultimi tre anni, confermando il raffreddamento del settore immobiliare. Per l’undicesimo mese consecutivo l’inflazione ha superato l’aumento dei prezzi delle case, riducendo il valore reale della ricchezza immobiliare. A livello regionale, Midwest e Nord-Est hanno registrato i progressi migliori, mentre diverse aree del Sun Belt e dell’Ovest hanno continuato a mostrare cali.
Stati Uniti, fiducia consumatori CB migliora leggermente a giugno 2026
La fiducia dei consumatori statunitensi è salita lievemente a giugno 2026, con l’indice del Conference Board in aumento a 91,2 punti dai 90,6 rivisti di maggio. Il miglioramento è stato sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio, che ha ridotto le preoccupazioni legate all’inflazione. Tuttavia, la valutazione della situazione attuale è peggiorata, soprattutto per il mercato del lavoro, con una quota maggiore di consumatori che considera difficile trovare un impiego. L’indice delle aspettative future è invece aumentato, grazie a prospettive più favorevoli su redditi e condizioni economiche. Le aspettative inflazionistiche sono diminuite, ma la maggioranza degli intervistati continua a prevedere tassi di interesse più elevati nei prossimi dodici mesi.
Foto di Bruno





