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Eurozona, aspettativa d’inflazione a un anno balza al 4% a marzo 2026

Eurozona, aspettativa d’inflazione a un anno balza al 4% a marzo 2026

Il caro energia si fa sentire sulle aspettative di inflazione dei consumatori nell’Eurozona. L’inflazione attesa a 12 mesi sale al 4%, maggior rialzo mensile dal dicembre del 2022.

L’aspettativa d’inflazione nell’Eurozona per i prossimi 12 mesi è salita al 4,0% a marzo 2026, massimo da ottobre 2023, rispetto al 2,5% di febbraio. Si tratta dell’aumento mensile più marcato dall’inizio del 2022. A incidere sono stati il conflitto con l’Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz, che hanno spinto i prezzi energetici e alimentato timori inflazionistici generalizzati. Anche l’inflazione attesa a tre anni è cresciuta toccando il 3,0%, mentre quelle a cinque anni è salita di un decino, fermandosi al 2,4%. Il sondaggio registra un sensibile aumento dell’incertezza nel breve termine. Le famiglie a basso reddito sono quelle che prevedono i rincari maggiori; i giovani dai 18 ai 34 anni, invece, risultano l’insieme demografico con l’aspettativa di inflazione più bassa.

Giappone, banca centrale lascia i tassi invariati come da attese.

La Bank of Japan ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75% nella riunione di aprile 2026, massimo dal 1995. La decisione, in linea con le attese, è passata a maggioranza, con tre membri favorevoli a un rialzo all’1,0%. L’istituto ha alzato le stime d’inflazione core per l’anno fiscale 2026 al 2,8% dal 1,9%, a causa del caro energia collegato al conflitto iraniano. Ridotte invece le previsioni di crescita 2026 allo 0,5% dall’1,0%, conseguenza di una domanda interna più debole. L’aspettativa rimane per un’espansione moderata sostenuta da misure pubbliche, credito favorevole e utili aziendali solidi. La stima PIL per l’anno fiscale 2025 sale all’1,0% anche grazie all’accordo commerciale siglato con gli Stati Uniti.

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India, crescita produzione industriale rallenta a marzo 2026.

La produzione industriale indiana è cresciuta del 4,1% annuo a marzo 2026, in rallentamento rispetto al 5,1% rivisto di febbraio e al ritmo più contenuto degli ultimi cinque mesi, pur superando le attese del mercato ferme al 3,7%. Il rallentamento riflette anche gli effetti del conflitto in Medio Oriente, con rincari energetici, rischi inflazionistici e pressioni sulla rupia. La manifattura, che rappresenta oltre il 77% dell’output industriale complessivo, è salita del 4,3% dopo il 5,9% precedente. L’attività mineraria ha accelerato al 5,5%, mentre la produzione elettrica ha frenato allo 0,8% per maggiori costi delle materie prime energetiche.

Stati Uniti, report settimanale ADP segnala stabilizzazione su nuovi occupati.

Negli Stati Uniti il settore privato ha creato in media 39.250 posti settimanali nelle quattro settimane concluse l’11 aprile 2026, leggermente sotto i 40.250 (rivisti al ribasso) del periodo precedente. Il dato segnala una stabilizzazione del mercato del lavoro dopo l’accelerazione delle assunzioni registrata nella seconda metà di marzo scorso.

Stati Uniti, fiducia consumatori CB di aprile 2026.

L’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board è salito marginalmente ad aprile a 92,8 punti, dai 92,2 di marzo, confermando un quadro sostanzialmente stabile. L’indicatore della situazione corrente è sceso a 123,8, mentre quello delle aspettative è migliorato a 72,2, pur restando su livelli contenuti. Il periodo di rilevazione ha incluso la tregua temporanea di due settimane nel conflitto mediorientale e il successivo recupero dei mercati azionari statunitensi, fattori che hanno contribuito a sostenere il sentiment.

Secondo l’economista capo Dana Peterson, le preoccupazioni per l’aumento dei prezzi della benzina, legato al rialzo del petrolio Brent, hanno continuato a pesare sulla fiducia. Le valutazioni sulle condizioni economiche presenti e future sono peggiorate moderatamente, compensate però da una percezione più favorevole del mercato del lavoro e da attese reddituali leggermente migliori. Restano elevate le aspettative d’inflazione e quasi il 50% dei consumatori prevede tassi d’interesse più alti nei prossimi dodici mesi.

Foto di NoName_13

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