Come ampiamente atteso, la BCE ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il riferimento dal 2,15% al 2,4% e il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%. Si tratta del primo rialzo dal 2023. Nel comunicato si sottolinea come la scelta sia dovuta all’effetto amplificatore che la crisi del Golfo sta avendo sull’inflazione dell’area e che il rialzo sia congruente con i vari scenari macro elaborati per l’economia del blocco (tra cui un nuovo “milder scenario”).
Come anticipato, l’istituto ha anche rivisto al rialzo le proprie stime sull’inflazione (3% nel 2026 e 2,3% nel 2027), mentre per quel che riguarda la crescita è previsto un +0,8% per il 2026 e un +1,2% per il 2027, entrambi dati rivisti al ribasso rispetto alla stima di inizio anno.
Nella conferenza stampa la governatrice Lagarde ha difeso la scelta, presa all’unanimità, sottolineando che l’inflazione è in ripresa, soprattutto nel settore servizi e che le imprese stanno alzando i prezzi di vendita. Non si tratta dell’inizio di un ciclo, ma di passo “ovvio” di fronte all’attuale scenario internazionale. Lagarde ha anche detto di non ritenere che questa decisione possa incidere in maniera sensibile sulla crescita dell’economia dell’Eurozona. In un altro passaggio la governatrice ha evidenziato che il tasso neutrale sui depositi si aggira attorno al 2,5%, vale a dire a 25 punti base dall’attuale livello. In altre parole, se possiamo interpretare ed estendere, la BCE potrebbe avere un altro colpo in canna senza provocare scossoni sull’economia del blocco.
Australia, aspettative di inflazione scendono a giugno 2026.
Nel mese di giugno le aspettative di inflazione ad un anno dei consumatori australiani sono scese al 5,5%, un decimo in meno rispetto al mese scorso e secondo mese di ribasso consecutivo. Un primo risultato del triplo rialzo dei tassi da parte della banca centrale, impegnata a ridurre la possibilità di seconda ondata, stante la persistenza dell’incertezza geopolitica nell’area del Medio Oriente.
Stati Uniti, crescita prezzi alla produzione stabile a maggio 2026.
Nel mese di maggio 2026 i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono saliti dell’1,1% su base mensile, stesso risultato di maggio e quattro decimi sopra le attese del mercato. La componente core sale dello 0,4%, in rallentamento rispetto a maggio e meglio delle attese. Al netto delle componenti energia, alimentari e commercio, però, l’incremento è dello 0,8% su base mensile, massimo da marzo 2022. Su base annua l’indice generale sale del 6,5%, la componente core del 4,9% e la misura al netto di energia, alimentari e commercio del 5,1%. Il dato sembra confermare quanto emerso dall’inflazione CPI di ieri: la componente energia sale, la componente core rimane al momento ai margini del rialzo.
Stati Uniti, sussidi di disoccupazione crescono per la terza settimana consecutiva.
Dopo il dato del report ADP settimanale, anche quello relativo ai sussidi di disoccupazione comincia a segnalare qualche timidissimo indizio di rallentamento per il mercato del lavoro statunitense. La settimana scorsa le nuove richieste di sussidio sono state 229 mila, massimo a tre mesi, terza settimana di rialzo consecutiva e dato in controtendenza rispetto alle attese. Salgono anche i sussidi continuativi, anche se rimangono sotto la soglia degli 1,8 milioni.



