Di fronte alla crisi energetica, ed un quadro di generale deterioramento, l’Eurozona è l’anello più debole tra le grandi aree economiche mondiali. Questa potrebbe essere l’estrema sintesi della lettura preliminare di aprile 2026 dei sondaggi PMI. L’impatto della crisi energetica sui servizi riporta il settore privato dell’area Euro in zona contrazione. Ovunque salgono i costi di produzione e l’inflazione. Ma vediamo nel dettaglio le principali aree economiche mondiali.
Australia. Dopo lo stop di febbraio, il settore privato australiano ritorna in zona espansione ad aprile 2026. In forte recupero il settore dei servizi, ma torna in zona espansione anche la manifattura. La domanda rimane debole, con le esportazioni che continuano a crescere ma ad un ritmo più basso. La situazione internazionale è delicata e l’incertezza blocca l’apertura di nuove attività (secondo mese di calo consecutivo). Sul fronte dei prezzi gli effetti delle tensioni in Medio Oriente si fanno sentire sui costi di produzione (massimo da agosto 2022) e di riflesso su quelli di vendita (massimo da oltre tre anni). Il morale degli operatori scende sui minimi da due anni e mezzo.
Giappone. Il settore privato giapponese rimane in zona espansione ma rallenta rispetto a marzo 2026. Il PMI manifattura tocca 54,9 punti, massimo da gennaio 2022, con l’output che tocca il record dal 2014. Dall’altro lato, però, il settore servizi frena vistosamente. Sul fronte occupazione le notizie continuano ad essere positive, con la componente che resta in zona espansione per il 32° mese consecutivo. Sul fronte dei prezzi, invece, la narrativa è scontata: costi di produzione sui massimi da gennaio 2023; prezzi di vendita che toccano il record storico della serie. La fiducia degli operatori cala sui minimi da agosto 2020.
India. Il settore privato indiano continua ad espandersi, riaccelerando dopo il mezzo passo falso di marzo. Ad aprile il PMI composite risale a 58,3 punti, con l’output della manifattura in accelerazione e la tenuta del settore servizi. La componente occupazione registra il miglior risultato in 10 mesi, mentre sul fronte prezzi la situazione geopolitica mette il timbro anche in terra indiana: costi di produzione sui massimi a tre anni e inflazione che rimane elevata.
Eurozona. L’abbiamo detto in presentazione. L’area Euro appare come l’anello più debole tra le grandi aree economiche mondiali. Il sondaggio PMI composite scende a 48,7 punti nel mese di aprile 2026, peggior dato da novembre del 2024 e sotto le attese del mercato. L’incremento dei costi dell’energia pesa sulla domanda e colpisce in maniera particolarmente accentuata il settore dei servizi. Se la manifattura si mantiene in zona espansione, migliorando il suo PMI, il settore dei servizi registra un calo di quasi tre punti, scivolando a 47,4. L’attività economica del comparto registra il peggior risultato a cinque anni, con la Germania particolarmente colpita. I prezzi sono la causa del brusco stop: i costi di produzione salgono sui massimi da fine 2022, mentre i ricarico sui prezzi di vendita tocca il massimo a tre anni.
Gran Bretagna. Sorpresa in positivo per l’economia inglese. Il settore privato rimane a sopresa in zona espansione e va anche a migliorare rispetto a marzo. Il PMI composite sale a 52 punti, con progressi registrati sia per la manifattura che per il settore servizi. I volumi di produzione della manifattura compensano il lieve calo registrato dai servizi, mentre nel complesso continua il momento delicato sul fronte occupazione (19° mese consecutivo in contrazione per la componente che la monitora). Capitolo prezzi: per i servizi si registra il maggior incremento della serie, mentre l’inflazione sale a i massimi da giugno 2022.
Stati Uniti, mercato del lavoro
Numeri stabili per i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. La scorsa settimana le nuove richieste sono state 214 mila, leggermente sopra le attese. la media a quattro settimane si ferma in zona 210 mila, mentre i sussidi continuativi salgono marginalmente e toccano quota 1,821 milioni.
Stati Uniti, indice CFNAI di marzo 2026
L’indice dell’attività economica nell’area di Chicago è tornato in zona negativa a marzo 2026. Il CFNAI scende a –0,20 punti, con tre delle quattro componenti a contribuire negativamente al risultato. Migliora il diffusion index (meno volatile) che sale a -0,04 e si allontana ulteriormente dalla soglia dei -0,35 punti che indica storicamente periodo di contrazione.
Foto di wal_172619




