Ad aprile 2026 l’inflazione PCE negli Stati Uniti rimane sostenuta ma rallenta rispetto al mese precedente. Il core PCE, indicatore preferito dalla Federal Reserve, è aumentato dello 0,2% su base mensile, rallentando rispetto a marzo e risultando inferiore alle attese. Su base annua, invece, è salito al 3,3%, segnando un lieve rafforzamento rispetto al mese precedente.
L’indice PCE complessivo è cresciuto dello 0,4% mensile e del 3,8% annuo, massimo dal 2023 e in linea con le previsioni, con un’accelerazione guidata soprattutto dai prezzi dei beni, mentre i servizi sono rimasti stabili. Nel complesso, i dati indicano un’inflazione ancora superiore al target ma con dinamiche divergenti tra componenti, suggerendo pressioni persistenti ma non uniformi nell’economia statunitense.
Stati Uniti, redditi personali stabili ad aprile, tengono i consumi.
Ad aprile 2026 il reddito personale negli Stati Uniti è rimasto invariato su base mensile, deludendo le attese di un aumento dello 0,4% e dopo un incremento rivisto dello 0,5% a marzo. La stagnazione è stata principalmente causata dal forte calo del reddito degli agricoltori, legato alla riduzione dei pagamenti del Farmer Bridge Assistance Program dopo la chiusura delle domande a metà mese, oltre a una flessione del reddito da attività imprenditoriali.
In parte, queste diminuzioni sono state compensate dall’aumento delle retribuzioni, con crescita sia dei salari privati sia di quelli pubblici. Tuttavia, il reddito disponibile nominale è leggermente sceso e quello reale ha registrato una contrazione più marcata, segnalando un indebolimento del potere d’acquisto delle famiglie.
La spesa dei consumatori è comunque aumentata dello 0,5%, sostenuta da beni e servizi, ma rallentando rispetto a marzo. La componente dei beni è stata trainata dall’energia e da altri consumi essenziali, mentre quella dei servizi ha beneficiato soprattutto di spese per abitazione, ristorazione e intrattenimento. In termini reali, i consumi sono cresciuti solo marginalmente, indicando una dinamica della domanda ancora debole.
Eurozona, fiducia del settore privato stabile ma debole a maggio 2026.
A maggio 2026 l’Indicatore del Sentimento Economico (ESI) dell’Eurozona è salito lievemente a 93,5, restando vicino al minimo degli ultimi cinque anni registrato ad aprile (93,2), ma sopra le attese di mercato. Il quadro generale rimane debole, influenzato da crescenti timori legati alle tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto nel Golfo. A livello settoriale si osserva un miglioramento marginale nei servizi e nella fiducia dei consumatori, mentre peggiorano manifattura, commercio al dettaglio e costruzioni.
Sul fronte dei prezzi, diminuiscono le aspettative di inflazione dei consumatori e si attenuano anche quelle sui prezzi di vendita delle imprese manifatturiere, dopo i picchi precedenti e su notizie di un possibile accordo tra USA e Iran. Tra le principali economie dell’area euro, il sentiment migliora in Germania e Francia, resta sostanzialmente stabile in Italia e Spagna, e cala nei Paesi Bassi. Nel complesso, il dato indica una ripresa fragile e disomogenea, ancora esposta a rischi esterni e incertezza macroeconomica nel breve termine atteso stabilità contenuta.
Stati Uniti, ordini di beni durevoli crescono per il secondo mese consecutivo ad aprile 2026.
In aprile 2026 gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti hanno registrato un aumento, salendo del 7,9% fino a 346 miliardi di dollari, dopo una revisione al rialzo del +1,3% del mese precedente e ben oltre le attese del +3,5%. Si tratta del miglior incremento da maggio 2025, trainato dal comparto dei trasporti (+21,5%), in particolare dagli aerei e componenti non difesa (+165,9%), e dai beni capitali (+21%). Incrementi più moderati hanno interessato i metalli lavorati, i metalli primari e i macchinari, mentre i prodotti informatici ed elettronici hanno segnato un lieve calo (-0,7%).
Escludendo i trasporti, la crescita è stata dell’1,1%, stabile rispetto a marzo; escludendo la difesa, gli ordini sono aumentati dell’8,1% dopo il calo precedente. Gli ordini di beni capitali non difesa esclusi gli aerei sono scesi dell’1,1%, dopo il +3,9% del mese precedente, segnalando una dinamica degli investimenti ancora volatile e disomogenea nel settore manifatturiero.
Stati Uniti, crescita primo trimestre 2026 rivista al ribasso
Nel primo trimestre 2026 l’economia statunitense è cresciuta dell’1,6% annualizzato, in accelerazione rispetto allo 0,5% del quarto trimestre ma sotto la stima preliminare del 2%. La revisione al ribasso riflette soprattutto una minore crescita di consumi e investimenti. La spesa dei consumatori è aumentata dell’1,4%, trainata dai servizi, mentre i beni restano deboli. Gli investimenti privati sono saliti del 7%, con forte crescita per attrezzature e proprietà intellettuale, ma cali in costruzioni e residenziale. Il commercio estero ha pesato negativamente sul PIL a causa del forte aumento delle importazioni. La spesa pubblica è cresciuta del 4,4%, contribuendo alla ripresa dopo la contrazione precedente e la fine dello shutdown governativo.
Foto di mar lidia





