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Stati Uniti: stallo consumi reali a settembre 2025, ma notizie positive da aspettative di inflazione

A settembre 2025 consumi reali fermi negli Stati Uniti, mentre i prezzi PCE si allineano alle attese. Fiducia consumatori in miglioramento a dicembre, scende l’aspettativa di inflazione.

Lettura stabile negli Stati Uniti per l’indice dei prezzi PCE relativa al mese di settembre 2025. La componente core ha registrato un incremento su base mensile dello 0,2%, in linea con le attese del mercato. Su base annua l’indicatore sull’inflazione più monitorato dalla Fed registra un +2,8% che è di un decimo inferiore alle attese ed il minimo da maggio scorso.

Sempre a settembre 2025, i consumi personali sono saliti dello 0,3% su base mensile, in calo rispetto ad agosto ma in linea con le attese; si tratta del quarto mese di crescita consecutivo. In crescita, sempre dello 0,4%, anche i redditi personali; altro dato in linea con le attese e positivo per il quarto mese consecutivo. L’incremento reale dei consumi personali registrato a settembre è stato pari a zero, segnale di un sostanziale stallo nei consumi.

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Se messi assieme al buon dato sull’aspettativa di inflazione (ne parliamo più sotto), i numeri di oggi suggeriscono una situazione abbastanza ingessata sul fronte dei prezzi (inflazione sostenuta ma stabile), mentre sembrano indebolirsi i consumi. Per la Fed la scelta di tagliare i tassi nella riunione di mercoledì prossimo sembra oramai scontata. Più interessante sarà il tono del comunicato che accompagnerà la decisione.

Giappone, consumi privati in calo a ottobre 2025.

A ottobre le spese delle famiglie giapponesi sono scese del 3,5% rispetto al mese precedente, peggior risultato da giugno scorso e secondo mese di calo consecutivo. Su base annua si registra un calo del 3%, primo segno meno da aprile scorso e peggior risultato dal gennaio del 2024; una flessione ben più pesante rispetto alle attese. Presto per dire se si tratta di un’inversione di tendenza o di una frenata temporanea. Sicuramente si tratta di altro materiale per alimentare il dibattito attorno alle prossime scelte della BoJ.

India, banca centrale taglia i tassi come da attese.

Come da attese la banca centrale indiana ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base, portando il riferimento dei repo al 5,25, vale a dire al livello più basso dal luglio del 2022. In aggiunta, la RBI ha annunciato un piano di acquisto titoli per dicembre pari a 1 trilione di rupie. Liquidità aggiuntiva per accelerare la trasmissione nell’economia delle ultime decisioni dell’isitituto centrale. A livello macro è stata migliorata la stima sulla crescita per l’anno prossimo e ridotta quella relativa all’inflazione.

Germania, ordini all’industria crescono anche a ottobre 2025.

In ottobre 2025 gli ordini all’industria tedesca sono aumentati dell’1,5% su base mensile, battendo le attese e segnando il secondo mese di crescita consecutivo, anche se ad un ritmo più moderato. A trainare il dato è stato il boom degli ordini per grandi mezzi di trasporto, accompagnato da un buon andamento della metallurgia, mentre l’elettronica ha mostrato un brusco calo. La domanda interna è cresciuta con forza, compensando solo in parte la debolezza dei mercati extra-Eurozona. Tra le categorie spiccano i beni capitali, in crescita, a fronte di flessioni nei beni intermedi e di consumo. Al netto dei mega-contratti, emerge comunque una domanda di fondo stabile.

Eurozona, crescita terzo trimestre 2025 rivista al rialzo.

Nel terzo trimestre del 2025 l’economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,3% su base trimestrale, un decimo in più rispetto alla stima precedente. La ripresa degli investimenti, tornati in crescita dopo il calo di primavera, e una spesa pubblica più dinamica hanno sostenuto l’espansione, insieme a un piccolo contributo delle scorte. I consumi delle famiglie hanno invece rallentato e il commercio estero ha pesato sul risultato, complice l’aumento delle importazioni. Tra le grandi economie spiccano Spagna e Francia, seguite dai Paesi Bassi, mentre l’Italia cresce appena e la Germania rimane ferma, confermando un quadro europeo a velocità diverse.

Canada, mercato del lavoro in miglioramento a novembre 2025.

Nel mese di novembre 2025 l’economia canadese ha creato 53 mila nuovi posti di lavoro, molto meglio delle attese e terzo mese consecutivo di crescita. Il tasso di disoccupazione scende al 6,5%, quattro decimi in meno di ottobre e cinque sotto le attese. Il tasso di partecipazione scende leggermente, mentre la crescita della paga oraria rimane stabile al 4% annuo.

Stati Uniti, fiducia consumatori migliora a dicembre 2025.

All’inizio di dicembre il sentiment dei consumatori statunitensi elaborato dall’università del Michigan è migliorato leggermente, con un aumento di 2,3 punti, trainato soprattutto dai più giovani. Le valutazioni sulla situazione attuale sono rimaste quasi immutate, mentre le aspettative hanno mostrato segnali più incoraggianti: spicca il balzo del 13% nelle previsioni sulle proprie finanze, un miglioramento diffuso a prescindere da età, reddito, istruzione o orientamento politico. Tuttavia, queste aspettative restano ancora ben sotto i livelli di inizio anno. Anche la percezione del mercato del lavoro è salita di poco, pur rimanendo piuttosto cupa. Nel complesso, gli intervistati riconoscono qualche progresso rispetto a novembre, ma continuano a sentirsi gravati dai prezzi elevati.

Sul fronte dell’inflazione, le aspettative a un anno sono scese dal 4,5% al 4,1%, il livello più basso da gennaio 2025 e quarto calo consecutivo, pur restando sopra il 3,3% registrato allora. Le aspettative di lungo periodo sono diminuite al 3,2%, in linea con l’inizio dell’anno, mentre l’incertezza rimane più alta rispetto a gennaio.

Foto di Thomas Breher

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