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Giappone, inflazione sale a marzo 2026. Germania, fiducia imprese sui livelli del periodo Covid ad aprile 2026

Giappone, inflazione sale a marzo 2026. Germania, fiducia imprese sui livelli del periodo Covid ad aprile 2026

A marzo 2026 l’effetto del caro energia fa salire l’inflazione in Giappone che tocca il massimo su base mensile da gennaio 2025. In Germania crolla la fiducia delle imprese, l’indice ifo torna sui livelli di maggio 2020 (in pieno Covid).

L’inflazione in Giappone è salita all’1,5% su base annua nel mese di marzo 2026, due decimi oltre il riferimento precedente, massimo da dicembre scorso e in linea con le attese. Su base mensile l’accelerazione dei prezzi al consumo è stata dello 0,4%, primo segno più da novembre scorso e maggior rialzo su base mensile da gennaio 2025. La causa scatenante rimane il caro energia, ma nel dato giapponese comincia ad intravedersi un travaso degli aumenti anche nella meno volatile componente core (+1,8% da +1,6% precedente), mentre l’indice core core (al netto dei comparti energia e alimentare) conferma la tendenza al ribasso (+2,4% da +2,5%, minimo da dicembre 2024).

Gran Bretagna, vendite al dettaglio salgono oltre le attese a marzo 2026.

Nel mese di marzo 2026 il volume delle vendite al dettaglio in Gran Bretagna è salito dello 0,7%, in controtendenza rispetto al mese precedente e ben al di sopra delle attese (+0,2%). Sul dato pesa significativamente l’aumento delle vendite di carburante, con gli automobilisti intenti a fare scorte sulla scia delle tensioni in Medio Oriente. Al netto di questa componente l’incremento scende al +0,2%. Significativo il dato delle vendite a distanza, cresciute al ritmo più alto dal febbraio del 2022. Su base annua le vendite al dettaglio sono salite dell’1,7%, un decimo in meno rispetto a febbraio ma oltre le attese.

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Germania, fiducia delle imprese in calo ad aprile 2026.

Netto calo per la fiducia delle imprese tedesche nel mese di aprile 2026. L’indice Ifo scende a quota 84,4, minimo da maggio 2020 (in pieno Covid) e oltre un punto sotto le attese del mercato. A cedere sono soprattutto le aspettative per i prossimi mesi, zavorrate dall’incertezza sugli effetti per costi e domanda della crisi in Medio Oriente. Lieve peggioramento anche per la componente relativa all condizione attuale, segnale di un’economia già molto fragile.

Foto di Marcellinus Jerricho

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