Cura dei figli e pandemia, madri tre volte più impegnate dei padri

Nel corso del 2020, l’anno della pandemia, le madri hanno dedicato alla cura dei figli tre volte il tempo dei padri, una disparità evidente soprattutto nelle economie emergenti. Un’altra prova di come la crisi abbia colpito duramente soprattutto le donne.

Arrivano altri dati a confermare un trend oramai chiarissimi. A livello sociale ed economico la pandemia ha colpito duramente soprattutto le donne. E’ femminile, infatti, il più alto tasso di disoccupazione generato dalla crisi economica del 2020; ma è femminile anche il maggior peso sopportato per prendersi cura dei figli, costretti a casa dalla chiusura delle scuole.

Proprio su quest’ultimo argomento si è concentrato lo studio condotto da Charles Kenny e George Yang del Center for Global Development. Analizzando i dati dell’UNESCO, di World Bank e dell’ONU, i due ricercatori hanno provato a calcolare l’impatto della chiusura delle scuole a causa della pandemia sul tempo dedicato dai genitori alla cura dei propri figli.

Lo studio si è focalizzato soprattutto sui paesi poveri ed in via di sviluppo. Qui infatti è presente la più alta percentuale di popolazione in età scolare e prescolare, e sempre qui si sono registrati negli ultimi anni i maggiori tassi di disparità lavorativa tra donne e uomini. Per questi paesi le scuole sono rimaste chiuse in media 124 giorni a causa della pandemia. Ipotizzando che queste chiusure abbiano comportato per i genitori, in media, un aumento di 5 ore al giorno per la gestione dei figli, si arriva ad un monte ore aggiuntivo nel 2020 di 615 miliardi. A livello globale questo numero, secondo i dati raccolti fino ad ottobre 2020, arriva a superare i 670 miliardi di ore aggiuntive di cura dei propri figli, e di conseguenza di quello che in economia viene chiamato unpaid care work.

Il dato fondamentale che emerge dalla ricerca è che le donne si sono fatte carico della maggior parte di questo monte ore extra. Per tutto il 2020 il calcolo del Center for Global Development dice 173 ore in più dedicate alla cura dei figli per le donne, contro le 59 ore aggiuntive per gli uomini. Tre volte tanto.

Sappiamo da molti altri studi che la cura dei figli durante la pandemia è stata tra le principali cause dell’alta disoccupazione sofferta dalle donne nel corso del 2020, con Oxfam International che è arrivata stimare in circa 800 miliardi di dollari il totale di redditi persi dalle madri durante la crisi, 64 milioni di posti di lavoro persi. Gli impegni famigliari, secondo molti analisti, sono anche tra le cause che stanno rendendo il recupero dell’occupazione in molti paesi lento e disomogeneo.

Ora, ovviamente, non si deve trarre la fuorviante conclusione che la colpa sia di padri scansafatiche, pur non potendola escludere come concausa marginale. Si tratta piuttosto di analizzare e cercare di affrontare a livello legislativo un fenomeno nuovo, vale a dire la prima recessione della storia moderna che ha colpito l’occupazione femminile in maniera molto più severa rispetto a quella maschile. Paesi come Canada, USA e Australia stanno pensando o già mettendo in pratica programmi di sussidio ai genitori. Nei paesi in via di sviluppo tutto questo risulta molto più complicato, con un aumento delle disparità uomo donna che preoccupa.

Foto di Ratna Fitry

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