Obbligazioni. La lunga marcia di allontanamento tra duration e rendimento

Perchè il mercato obbligazionario ha iniziato a soffrire così tanto negli ultimi mesi? Il ritorno ad una politica monetaria “normale” e le aspettative di tassi in risalita si sono scontrate con un dato statistico piuttosto interessante: la crescita costante, nell’ultimo decennio, della forbice tra duration e rendimento.

Per capire cosa implichi tutto questo occorre fare un passo indietro e ricordare come la duration sia strettamente correlata con i prezzi delle obbligazioni. In massima sintesi possiamo dire che più è alta la duration e più una variazione dei tassi di interesse sarà scontata dal prezzo di una obbligazione. In altre parole, più è alta la duration e più l’obbligazione sarà sensibile ad una modifica dei tassi di interesse.

Cos’è successo dal 2008 ad oggi? Le politiche ultra espansive delle banche centrali hanno avuto come conseguenza un appiattimento dei rendimenti. Nello stesso identico periodo la duration media del mercato obbligazionario è aumentata. Guardando all’indice BofA Global Corporate si osserva che il rendimento medio è passato dal 5,3% de 2007 al 2,6% attuale. Nello stesso periodo la duration media è salita da 4,8 a 6,48.

In termini di sensitività dei prezzi possiamo dire che un variazione dell’1% sui tassi di interesse nel 2007 implicava una diminuzione, in media, di circa il 4,8% sui prezzi, oggi l’effetto sui prezzi è aumentato di quasi 2 punti percentuali.

Utilizzando lo Sherman Ratio, il rapporto tra rendimento e duration di una obbligazione, possiamo valutare lo spazio di manovra entro il quale i tassi di interesse possono muoversi al rialzo prima che l’effetto sul prezzo “spazzi via” il rendimento dell’obbligazione. Attualmente lo Sherman Ratio, calcolato sull’obbligazionario corporate mondiale, si attesta attorno ai 40 punti base. Un valore in netto calo rispetto a 10 anni fa (98 punti base, più del doppio) che ci conferma l’aumentata sensitività delle obbligazioni ai movimenti dei tassi di interesse.

Guardando alla formula dallo Sherman Ratio, possiamo facilmente dedurre che la soluzione più appropriata, per il periodo, è sicuramente quella di ridurre la duration dei nostri portafogli obbligazionari. Il vantaggio di questa rimodulazione, oltre ad esporci ad una minor sensibilità alle variazioni dei tassi, sta nell’opportunità di tornare sul mercato più frequentemente – date le scadenze più ravvicinate di titoli a bassa duration – sfruttando così la dinamica al rialzo dei rendimenti.

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