La stima preliminare dei sondaggi PMI di settembre 2026 conferma la fase di espansione del settore privato e registra una sorpresa per quel che riguarda il settore servizi dell’Eurozona. Vediamo qualche dettaglio delle principali aree economiche.
Australia. Il PMI composite australiano è sceso a 50,8 a settembre, da 52,7, pur segnando il quarto mese consecutivo di espansione. Il PMI servizi ha continuato a crescere, ma a ritmo più contenuto, mentre il PMI manifatturiero ha evidenziato il calo più marcato della produzione in 21 mesi. Gli ordini sono aumentati per il terzo mese, sebbene più lentamente, mentre quelli esteri sono diminuiti. Sul fronte prezzi, hanno accelerato sia i costi degli input sia quelli di vendita, soprattutto per energia e carburanti.
India. Il settore privato indiano rimane saldamente in zona espansione, con il PMI composite che sale a 56,5 a settembre, da 54,6. La crescita si rafforza sia per il manifatturiero che per il settore dei servizi, sostenuta da una domanda più dinamica. Gli ordini hanno continuato ad aumentare, mentre quelli esteri sono cresciuti al ritmo più lento degli ultimi tre anni. Sul fronte prezzi, l’inflazione dei costi degli input è scesa ai minimi da gennaio, mentre i prezzi di vendita sono rimasti sostanzialmente invariati.
Eurozona. Terzo mese consecutivo di espansione e la crescita più rapida da oltre tre anni per l’Eurozona, con il PMI composite che sale a 53,1 e batte le attese. Il PMI manifatturiero ha raggiunto il massimo da 55 mesi, mentre quello dei servizi sorprende i mercati e tocca il massimo a dieci mesi. Gli ordini hanno registrato il maggiore incremento da maggio 2022. A livello nazionale da segnalare il terzo mese consecutivo di espansione per la Germania e il ritorno sopra la soglia dei 50 punti dopo 10 mesi per la Francia. Sul fronte prezzi la pressione non accenna a diminuire: hanno accelerato sia i costi degli input sia quelli di vendita, entrambi ai massimi da quattro mesi.
Gran Bretagna. Il settore privato inglese si mantiene in zona espansione per il terzo mese consecutivo. Il PMI composite scende a 51,7 da 52,5 di agosto. Il PMI servizi registra una fessione e si ferma a 51,7, mentre il PMI manifatturiero rallenta a quota 51,4. Gli ordini complessivi hanno perso slancio, penalizzati dall’incertezza geopolitica, nonostante il contributo positivo del settore tecnologico e della spesa per la difesa. Sul fronte prezzi, l’inflazione dei costi degli input ha raggiunto il massimo da tre mesi, trainata soprattutto da salari e carburanti.
Stati Uniti, tasso medio dei mutui trentennali supera il 7%
Il tasso medio dei mutui fissi trentennali negli Stati Uniti è salito al 7,12% nella settimana conclusa il 18 settembre, ai massimi da maggio 2024. L’aumento, di 15 punti base, riflette il rialzo dei rendimenti dei Treasury e le aspettative di una politica monetaria ancora restrittiva da parte della Federal Reserve. Il costo dei mutui è cresciuto di oltre 100 punti base dalla fine di febbraio. Il mercato immobiliare mostra intanto segnali di debolezza: le richieste complessive di mutui sono diminuite dell’1,5% per la terza settimana consecutiva, con rifinanziamenti in calo del 2,6% e nuove richieste d’acquisto dello 0,8%.
Indonesia, banca centrale lascia i tassi invariati come da attese.
In Indonesia la banca centrale ha confermato il tasso di riferimento al 5,75% per il terzo mese consecutivo, in linea con le attese. La scelta riflette l’attenzione alla stabilità della rupia, recentemente sostenuta dagli afflussi di capitali, mantenendo al contempo l’inflazione sotto controllo e favorendo la crescita. Dopo i rialzi complessivi di 100 punti base tra maggio e giugno, la banca centrale mantiene una politica monetaria relativamente restrittiva. L’inflazione annua ha raggiunto il 3,19% ad agosto, restando nel target dell’1,5%-3,5%. Confermate anche le previsioni di crescita del PIL 2026, comprese tra il 4,9% e il 5,7%.
Sud Africa, inflazione meglio delle attese a settembre ma la banca centrale alza i tassi.
L’inflazione in Sudafrica è salita al 4,4% su base annua nel mese di agosto 2026, in crescita dal 4,3% di luglio, ma al di sotto delle attese del mercato (4,5%). Il dato resta tuttavia significativamente sopra l’obiettivo del 3% della banca centrale. la voce relativa ai trasporti continua a risultare la più pesante, con i prezzi in aumento dell’8,8% su base annua. Anche i costi di abitazione e le utenze hanno mantenuto un’inflazione elevata al 5,2%; accelerazione anche per i prezzi di elettricità, gas e altri combustibili (+8,3%), mentre l’inflazione alimentare è salita all’1,1%. Di contro, l’inflazione core è scesa al 4,1%, mentre l’indice generale dei prezzi è rimasto invariato su base mensile.
Numeri migliori delle attese ma sopra il target della banca centrale, si diceva. Ed infatti la South African Reserve Bank (SARB) ha subito risposto, aumentando il tasso repo di 25 punti base e portandolo al 7,25%; una decisione in linea con le attese. La scelta è stata unanime e riflette l’obiettivo di riportare l’inflazione verso il target. La banca centrale ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni d’inflazione nel breve periodo, indicando soprattutto l’aumento dei prezzi dei carburanti e il relativo impatto sull’inflazione complessiva come principali fattori di pressione.
Foto di THAM YUAN YUAN





