In Australia l’inflazione accelera oltre le attese a settembre 2026, salendo su base annua al 4,3%, tre decimi in più rispetto ad agosto e livello più elevato da marzo scorso. Il dato supera le previsioni di mercato e si allontana ulteriormente dal target della Reserve Bank of Australia (2-3%). La principale pressione arriva dai trasporti, con un’inflazione all’8,7%, sostenuta dal balzo del 23,6% dei prezzi dei carburanti, in scia al rialzo del petrolio. Accelerano anche i prezzi di alimentari e bevande analcoliche (+3,2%) e ricreazione e cultura (+4,5%). Rallenta invece l’inflazione abitativa, pur restando la principale forza del rialzo dei prezzi. L’indice mensile cresce dello 0,8%, mentre gli indicatori core pur mostrando segnali contrastanti si mantengono ben al di sopra del 3% annuo.
Germania, fiducia dei consumatori in calo a fine ottobre 2026.
Il clima di fiducia dei consumatori tedeschi peggiora a fine ottobre 2026. L’indice GfK scende a -30,8, due decimi peggio di settembre ma un decimo sopra le attese. Il dato segna il livello più debole da maggio e resta nettamente inferiore a quello di un anno prima (-24,1). Le persistenti preoccupazioni per il bilancio familiare e l’inflazione frenano i consumi: diminuiscono sia le aspettative di reddito sia la propensione agli acquisti, mentre le attese sui prezzi segnalano rinnovate pressioni inflazionistiche. In controtendenza, le aspettative economiche risalgono in territorio positivo a 2,1, proseguendo il recupero per il sesto mese consecutivo. La propensione al risparmio arretra, ma rimane elevata, confermando l’atteggiamento prudente delle famiglie.
India, produzione industriale rallenta il passo a settembre 2026.
La produzione industriale indiana ha rallentato a settembre, con una crescita annua del 6,7%, rispetto al 7,8% rivisto di agosto e al di sotto delle attese fissate al 7,2%. L’output manifatturiero, pur mantenendo una crescita significativa, decelera al 7,6% dall’8,6%, penalizzato dal peggioramento di diversi comparti, tra cui farmaceutica, elettronica e automotive. Si accentua inoltre la contrazione dell’attività estrattiva, con un calo del 6,2% rispetto al -4,6% precedente. Nel complesso, il dato segnala una perdita di slancio dell’attività produttiva, sebbene l’espansione resti solida.
Stati Uniti, seconda settimana di calo per i tassi sui mutui trentennali.
Il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso negli Stati Uniti è sceso al 7,37% nella settimana al 23 ottobre, registrando la seconda flessione consecutiva. La conseguenza è una lieve ripresa della domanda di finanziamenti: le richieste complessive di mutui sono aumentate del 3,4% settimanale, sostenute sia dalle surroghe (+3%) sia dai finanziamenti per l’acquisto di abitazioni (+4%). Tuttavia, il costo del credito resta elevato, oltre un punto percentuale sopra i livelli di un anno fa.
Canada, banca centrale alza i tassi di 25 punti base.
In Canada la banca centrale ha deciso di aumentare i tassi di interesse, alzando il riferimento di 25 punti base, al 2,5%. Si tratta del primo rialzo in tre anni, una mossa in linea con le attese. La decisione mira a contenere il rischio che il persistente rincaro dell’energia si trasmetta ai prezzi di beni e servizi, in un contesto di inflazione più elevata e duratura rispetto alle precedenti stime. La banca centrale non esclude ulteriori strette, pur sottolineando la necessità di cautela. L’inflazione è attesa al 3% nel 2027, un punto sopra le previsioni di luglio, e dovrebbe tornare al 2% a metà 2028. La crescita economica è stimata all’1% nel 2026 e al 2% nel 2027-2028.
Foto di Joshua Hoehne su Unsplash





