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Stati Uniti, occupazione sopra le attese a ottobre 2026

L’occupazione negli Stati Uniti è cresciuta oltre le attese a ottobre 2026, con il tasso di disoccupazione in calo e una revisione al rialzo dei dati di agosto e settembre.

A ottobre 2026 segnali confortanti per l’occupazione negli Stati Uniti. L’economia ha creato 165mila nuovi posti di lavoro, un risultato ben superiore alle attese (65mila) e al dato di settembre. Le assunzioni si sono concentrate in particolare nel settore dei servizi professionali e alle imprese (+70mila), nella sanità (+42mila) e nei trasporti (+25mila). Anche il manifatturiero ha proseguito il recupero, registrando un incremento di 19mila occupati e portando l’incremento da dicembre scorso a oltre 100mila posti di lavoro. Rivisti al rialzo anche i numeri di agosto e settembre, per un totale di 84 mila posti di lavoro in più.

A sopresa, il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, mentre il dato U-6 (che include anche sottooccupati e scoraggiati) è salito al 7,9%. Il tasso di partecipazione è salito al 61,9%, massimo da marzo scorso, con quasi mezzo milione di ingressi nella forza lavoro. Sul fronte salariale, le retribuzioni orarie sono aumentate dello 0,4% mensile e del 3,1% annuo. Il dato è leggermente sopra le attese e su base mensile rappresenta il massimo dal gennaio scorso.

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Nel complesso, i dati delineano un quadro robusto per il mercato del lavoro, con pressioni salariali ancora presenti e segnali contrastanti sulla qualità dell’occupazione.

Germania, produzione industriale torna a crescere a settembre 2026.

In Germania, a settembre 2026, la produzione industriale ha registrato una crescita dello 0,7% su base mensile, secondo mese di rialzo consecutivo e dato oltre le attese del mercato. A trainare il dato è stato soprattutto il forte rimbalzo dell’automotive (+17,1%) e dalla farmaceutica (+8,0%). Di contro, hanno pesato la contrazione delle costruzioni (-2,6%) e della produzione di macchinari (-6,5%). Al netto di energia e costruzioni, l’output industriale ha registrato un incremento dell’1,7% su base mensile. Su base annua, la crescita si è attestata allo 0,4%, segnalando una ripresa ancora moderata.

Spagna, produzione industriale si conferma in crescita a settembre 2026.

A settembre 2026, la produzione industriale spagnola è salita del 2% su base annua, rispetto al +1,3% di agosto. La crescita è stata sostenuta soprattutto dal comparto energetico (+6,6%), seguito dai beni strumentali (+2,8%) e intermedi (+1,8%). Rimane invece debole il segmento dei beni di consumo, in flessione dell’1,6%, penalizzato in particolare dai durevoli. Su base mensile, l’attività industriale ha registrato un recupero dello 0,8%, invertendo il segno meno registrato nel mese precedente.

Eurozona, vendite al dettaglio in calo a settembre 2026.

Nel mese di settembre 2026, le vendite al dettaglio dell’Eurozona hanno registrato una flessione dello 0,7% su base mensile, in controtendenza rispetto al +0,4% di agosto, e ben al di sotto delle attese degli analisti (-0,1%). Il calo è stato trainato soprattutto dai prodotti non alimentari (-1,2%) e da alimentari, bevande e tabacco (-0,3%), mentre i carburanti hanno mostrato un recupero dell’1%. Tra le principali economie, la Germania ha evidenziato la flessione più marcata (-2%), seguita da Paesi Bassi, Francia e Spagna. L’Italia ha chiuso settembre con un lieve incremento, pari allo 0,1% su base mensile. Su base annua, la crescita delle vendite al dettaglio si è fermata allo 0,4%, in netto rallentamento dall’1,3% di agosto, segnalando un indebolimento della domanda interna europea.

Canada, mercato del lavoro in indebolimento a ottobre 2026.

In Canada il mercato del lavoro ha registrato ulteriori segnali di indebolimento a ottobre 2026, con il tasso di disoccupazione salito al 6,7% dal 6,5% di settembre, sopra le attese. Il numero di disoccupati è aumentato di 32.800 unità, raggiungendo 1,51 milioni, mentre l’occupazione ha registrato una lieve flessione di 4.700 posti. Preoccupante anche la componente strutturale: quasi un quarto dei disoccupati è senza lavoro da almeno 27 settimane, con un’incidenza maggiore tra gli over 55. La partecipazione alla forza lavoro è rimasta stabile al 64,8%, il report sottolinea come i dazi statunitensi continuino a pesare sul quadro occupazionale di alcuni comparti.

Stati Uniti, fiducia consumatori in lieve ripresa a novembre.

La fiducia dei consumatori statunitensi è migliorata a inizio novembre 2026. L’indice curato dall’Università del Michigan è salito a 51 punti dai 48 di ottobre, superando le attese. Il recupero ha interessato soprattutto le famiglie a reddito medio e basso, mentre il sentiment è peggiorato tra i nuclei con maggiori investimenti azionari, penalizzati dalla volatilità dei mercati. Restano predominanti le preoccupazioni legate al costo della vita, sebbene emergano timori anche su una possibile bolla dell’intelligenza artificiale. Segnali positivi arrivano dalle aspettative d’inflazione, in calo sia sull’orizzonte annuale (4,3%) sia su quello di lungo periodo (3,4%).

Foto di Lucas Sankey su Unsplash

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