Sfondo scuro Sfondo chiaro
Midterm, Trump perde l’intero Congresso. Ma la vittoria piena dei democratici potrebbe creare meno ingorghi di un pareggio
Eurozona, a ottobre 2026 inflazione sui massimi da tre anni, stabile componente core. Stati Uniti, report ADP vede occupazione in crescita

Eurozona, a ottobre 2026 inflazione sui massimi da tre anni, stabile componente core. Stati Uniti, report ADP vede occupazione in crescita

Ad ottobre 2026 l’inflazione nell’Eurozona sale al 4%, massimo a tre anni e in linea con le attese. Stabile la componente core. Negli Stati Uniti brutto dato per l’ISM servizi, mentre il report ADP registra 86 mila nuovi posti di lavoro nel mese appena concluso.

A ottobre 2026 l’inflazione nell’Eurozona ha accelerato, portandosi al 4,0% su base annua, due decimi oltre il dato di settembre e livello più elevato da settembre 2023. Si tratta di un dato in linea con le attese, ma che allontana ulteriormente la dinamica dei prezzi dall’obiettivo del 2% della BCE. A trainare il rialzo è stata soprattutto l’impennata dei prezzi energetici (+20,8%), innescata dalle tensioni e dal conflitto in Medio Oriente. In aumento anche l’inflazione nei servizi (3,3%) e negli alimentari non trasformati (4,6%). La componente core è rimasta stabile al 2,5%, confermando l’assenza di effetti di seconda ondata. Su base mensile la variazione è stata dello 0,4%, in rallentamento rispetto al mese precedente.

Cina, settore privato rallenta il ritmo di espansione a ottobre 2026.

Il settore privato cinese rallenta a ottobre. Il sondaggio PMI composit curato da S&P Global è sceso a 52,0 punti, quattro decimi in meno rispetto a settembre e livello più basso da luglio scorso. La maggiore crescita della produzione manifatturiera non è bastata a compensare la perdita di slancio del settore servizi. Ordini interni ed export hanno continuato ad aumentare, sostenendo l’occupazione, ma a ritmi più contenuti. Sul fronte dei prezzi, le imprese hanno ridotto i prezzi di vendita per sostenere la domanda, e questo nonostante l’ulteriore aumento dei costi degli input. Il sondaggio, infine, registra un calo della fiducia delle imprese rispetto al mese precedente.

Pubblicità

Stati Uniti, continua il calo dei tassi sui mutui trentennali.

I tassi medi sui mutui trentennali a tasso fisso negli Stati Uniti sono scesi al 7,3% nella settimana al 30 ottobre, registrando la terza flessione consecutiva grazie al calo dei rendimenti dei Treasury. La riduzione dei costi di finanziamento non ha tuttavia sostenuto la domanda: le richieste complessive di mutui sono diminuite dell’1,2% su base settimanale. In particolare, le domande per l’acquisto di abitazioni sono calate del 2%, mentre quelle per la surroga dei finanziamenti esistenti sono aumentate marginalmente dello 0,1%.

Stati Uniti, per report ADP occupazione in crescita a ottobre 2026.

Per il report ADP, il settore privato statunitense ha creato 86mila posti di lavoro in ottobre. Si tratta di una lettura superiore alle attese di mercato (69mila) e stabile rispetto a settembre. Le assunzioni hanno coinvolto imprese di tutte le dimensioni, con un contributo maggiore dalle aziende di medie dimensioni (+33mila). La crescita occupazionale si è concentrata soprattutto nei servizi, trainati da commercio, trasporti e utility (+39mila), sanità e istruzione (+28mila) e tempo libero e ospitalità (+19mila). Il report evidenzia come esistono anche zone grigie. È il caso dei servizi professionali e alle imprese che registrano il terzo mese di calo di occupati consecutivo (- 27mila a ottobre). Interessante il dato sulla crescita dei salari, ed in particolare per chi cambia posto di lavoro. In questo caso, infatti, la variazione annua è ai massimi da marzo 2024.

Stati Uniti, ISM servizi sotto le attese a ottobre 2026.

Negli Stati Uniti l’indice ISM Servizi è sceso a 54,5 punti in ottobre, dai 54,9 di settembre, deludendo le attese e raggiungendo il minimo degli ultimi tre mesi. Il rallentamento riflette soprattutto la frenata dell’attività economica e dei nuovi ordini, mentre l’occupazione ha continuato a espandersi per il secondo mese consecutivo. In moderazione anche le pressioni sui prezzi, sebbene restino elevate. Secondo l’ISM, dazi e costi energetici continuano a pesare sulle catene di approvvigionamento e non sono ancora stati pienamente trasferiti ai clienti, lasciando intravedere ulteriori rincari nei prossimi mesi.

Foto di ALEXANDRE LALLEMAND su Unsplash

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Midterm, Trump perde l’intero Congresso. Ma la vittoria piena dei democratici potrebbe creare meno ingorghi di un pareggio

Pubblicità