Sfondo scuro Sfondo chiaro

Previdenza complementare: 10,4 milioni di iscritti e 262 miliardi di risorse. I dati COVIP sul 2025

Secondo quanto emerge dalla relazione COVIP, la previdenza complementare ha chiuso il 2025 in crescita su tutti i principali indicatori. I fondi pensione hanno battuto il TFR su ogni orizzonte temporale, ma la posizione accumulata da chi si avvicina alla pensione resta ancora insufficiente.

La previdenza complementare italiana ha chiuso il 2025 con dati in crescita su tutti i principali indicatori. È questo uno degli elementi che emergono dalla relazione COVIP presentata settimana scorsa. Andiamo allora a vedere qualche numero.

Gli iscritti raggiungono 10,425 milioni, il 4,8 per cento in più rispetto al 2024, con un tasso di partecipazione alle forze di lavoro che sale al 39,9 per cento dal 38,3 per cento dell’anno precedente. Le risorse destinate alle prestazioni toccano i 262 miliardi di euro, equivalenti all’11,6 per cento del PIL e al 4 per cento delle attività finanziarie delle famiglie italiane.

Pubblicità

I contributi versati nel 2025 ammontano a 22,4 miliardi di euro, con un incremento dell’8,6 per cento rispetto ai 20,4 miliardi del 2024. La crescita è trasversale ma più accentuata nei fondi aperti (+15,4 per cento) e nei fondi negoziali (+10,9 per cento). Il flusso di TFR conferito alle forme pensionistiche è pari a 9,6 miliardi.

Il dato più rilevante riguarda le nuove adesioni: 928.100 nuovi iscritti nel 2025, il 16,2 per cento in più rispetto al 2024, il ritmo più sostenuto degli ultimi anni. L’incremento è particolarmente marcato nelle forme di mercato: +24,5 per cento nei fondi aperti, +26,4 per cento nei PIP.

I numeri del 2025

Indicatore2025Var. vs 2024
Iscritti totali10,425 milioni+4,8%
Risorse destinate alle prestazioni262 miliardi di euro+7,7%
Incidenza sul PIL11,6%
Contributi raccolti22,4 miliardi di euro+8,6%
Nuove adesioni (nette da trasferimenti)928.100+16,2%
Rendimento netto fondi negoziali4,8% (generale); 7,7% azionari
Rendimento netto fondi aperti5,7% (generale); 9,6% azionari
Rivalutazione TFR (netta)1,9%
Inflazione (indice FOI)1,1%
Capitale medio pro capite (60-64 anni, neg.)€30.820
Fonte: COVIP, Relazione per l’anno 2025, giugno 2026.

Rendimenti 2025: i fondi pensione battono il TFR su tutti gli orizzonti

Il 2025 è stato un anno favorevole per i mercati finanziari — borse in rialzo, allentamento delle politiche monetarie — e i fondi pensione ne hanno beneficiato. I rendimenti netti, al netto di costi di gestione e fiscalità, si attestano in media al 4,8 per cento per i fondi negoziali e al 5,7 per cento per i fondi aperti; le linee unit linked dei PIP segnano un 5,1 per cento. Il confronto con la rivalutazione netta del TFR, pari all’1,9 per cento, e con l’inflazione all’1,1 per cento conferma il vantaggio reale del risparmio previdenziale.

Le performance migliori sono state registrate dai comparti azionari: 7,7 per cento nei fondi negoziali, 9,6 per cento nei fondi aperti, 7,8 per cento nelle linee unit linked dei PIP. La prospettiva di lungo periodo rafforza questa lettura: su un arco di dieci anni (2015-2025), i rendimenti medi annui composti delle linee azionarie si collocano tra il 4,8 e il 5,1 per cento, a fronte di un TFR rivalutato al 2,5 per cento medio annuo nello stesso periodo.

Costi e accumulo: il nodo ancora aperto

Il rapporto COVIP rileva come le posizioni individuali accumulate da chi si avvicina alla pensione risultino ancora modeste rispetto all’obiettivo di integrare in modo significativo la pensione obbligatoria. Nella fascia 60-64 anni, il capitale medio accumulato è di circa 30.820 euro nei fondi negoziali, 31.490 nei fondi aperti e 21.430 nei PIP. Valori ben diversi si osservano solo nei fondi preesistenti, dove la posizione media sale a 179.810 euro, riflettendo storie contributive molto più lunghe e retribuzioni mediamente più elevate.

Sul fronte dei costi, il sistema sconta ancora una marcata eterogeneità strutturale. I costi complessivi stimati per le forme di mercato ammontano a 1,533 miliardi di euro: 1,042 miliardi gravano sui PIP, 491 milioni sui fondi aperti. I fondi negoziali restano la tipologia più efficiente, con 227 milioni complessivi. La differenza incide direttamente sui rendimenti netti: a parità di esposizione azionaria, COVIP rileva come i comparti dei fondi negoziali registrino mediamente rendimenti superiori a quelli dei fondi aperti e dei PIP proprio per effetto dei costi più contenuti.

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il meccanismo di adesione automatica per i lavoratori dipendenti privati di prima assunzione, introdotto dalla Legge di bilancio 2026: per un’analisi della scelta tra TFR e fondo pensione si rimanda all’approfondimento dedicato.

Foto di Bruno

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Banche centrali: Giappone alza i tassi, Australia attende

Post successivo

Gran Bretagna, a sorpresa inflazione invariata a maggio 2026

Pubblicità