La Banca Centrale Europea (BCE) ha lasciato invariati i tassi di interesse nella riunione di luglio, dopo il rialzo di 25 punti base deciso a giugno, il primo aumento degli ultimi tre anni. La mossa è in linea con le attese del mercato. L’istituto ha confermato un approccio prudente e fortemente dipendente dai dati, preferendo attendere ulteriori indicazioni sull’evoluzione del quadro macroeconomico. Pur rilevando che le prospettive per i prezzi dell’energia restano in linea con le stime di giugno, la BCE ha evidenziato come l’incertezza rimanga elevata e gli effetti inflazionistici del recente shock energetico non siano ancora pienamente emersi. Continuerà quindi a monitorare attentamente l’impatto diretto e indiretto sulle dinamiche dei prezzi e sulla crescita economica. Dai rumors emersi e dalle parole di Lagarde, sembra abbastanza probabile un nuovo intervento a settembre.
Australia, a giugno 2026 occupazione sale oltre le attese, stabile il tasso di disoccupazione.
A giugno 2026 il mercato del lavoro australiano ha mostrato una dinamica decisamente più solida delle attese. L’occupazione è aumentata di 76.300 unità, raggiungendo il massimo storico di 14,82 milioni, ben oltre le previsioni di un incremento di 15.000 posti. La crescita è stata sostenuta sia dai contratti full-time (+29.300) sia da quelli part-time (+47.000), mentre il tasso di partecipazione è salito al 67,0%, il livello più elevato da luglio 2025. Anche il rapporto tra occupazione e popolazione è migliorato, confermando la resilienza del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,4%, nonostante un lieve aumento del numero di disoccupati. Sono inoltre cresciute le ore lavorate, segnalando una domanda di lavoro ancora robusta.
Corea del Sud, crescita secondo trimestre 2026 meglio delle attese.
Nel secondo trimestre del 2026 l’economia della Corea del Sud è cresciuta dello 0,6% su base trimestrale, superando le attese dello 0,4% ma rallentando rispetto all’1,8% registrato nei primi tre mesi dell’anno. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalle esportazioni (+1,4%), trainate da semiconduttori, prodotti IT e macchinari, che hanno compensato gli effetti delle tensioni in Medio Oriente. Anche i consumi privati (+0,4%) e quelli pubblici (+0,2%) hanno contribuito positivamente, insieme agli investimenti in proprietà intellettuale. Su base annua, il PIL è aumentato del 3,7%, oltre le aspettative di mercato, confermando una crescita ancora solida.
Canada, dati positivi per le vendite al dettaglio a maggio e giugno 2026.
Le vendite al dettaglio in Canada sono aumentate dello 0,4% su base mensile a giugno 2026, secondo le stime preliminari, segnando potenzialmente il sesto incremento consecutivo. A maggio il fatturato del settore era già cresciuto dell’1%, raggiungendo 73,7 miliardi di dollari canadesi, con rialzi in tutti i nove principali comparti. A trainare la crescita sono stati i distributori di carburante (+3,1%) e i concessionari di veicoli e ricambi (+0,7%), sostenuti soprattutto dalle vendite di auto nuove. Anche le vendite core sono aumentate dello 0,9%, grazie ai rivenditori di beni generici.
Stati Uniti, indice CFNAI migliora a giugno 2026.
L’indice sull’attività economica nazionale della Federal Reserve di Chicago (CFNAI) è migliorato a -0,02 a giugno, rispetto al -0,19 di maggio, segnalando un rallentamento della debolezza dell’economia statunitense. Anche la media mobile a tre mesi è salita a -0,05 da -0,10, indicando un graduale rafforzamento del quadro congiunturale ed allontanandosi ulteriormente dalla soglia che divide periodi di espansione da quelli di contrazione. Il miglioramento è stato sostenuto principalmente dai comparti consumi e mercato immobiliare, oltre che da vendite, ordini e scorte, mentre il contributo della produzione si è leggermente indebolito e quello dell’occupazione è rimasto invariato. Nel complesso, l’indicatore suggerisce un’attività economica prossima al trend di lungo periodo, pur in un contesto ancora moderatamente debole.
Stati Uniti, mercato del lavoro.
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità nella settimana terminata il 18 luglio 2026, attestandosi a 187.000, ben al di sotto delle attese di 212.000 e ai minimi da quasi sessant’anni. Anche le richieste continuative sono scese a 1,796 milioni, confermando la solidità del mercato del lavoro. Il dato rafforza il quadro di un’economia prossima alla piena occupazione, in linea con le recenti valutazioni dei membri del FOMC. La resilienza dell’occupazione continua quindi a rappresentare un elemento di sostegno per i consumi e per la crescita statunitense, nonostante il contesto macroeconomico resti caratterizzato da incertezza.
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