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Sondaggio BCE: inflazione percepita salita al 4% nel mese di aprile 2026

Il sondaggio mensile della BCE sulle aspettative fotografa un quadro di persistenza inflazionistica che alimenta le pressioni per un rialzo dei tassi al meeting di giugno

L’indagine sulle aspettative dei consumatori della BCE relativa ad aprile 2026, pubblicata oggi, offre un quadro coerente con le preoccupazioni che Isabel Schnabel ha espresso questa mattina: la pressione inflazionistica percepita è in aumento e le aspettative a breve termine restano ancorate su livelli elevati.

L’inflazione percepita negli ultimi dodici mesi è salita al 4,0%, dal 3,5% di marzo — un balzo significativo, massimo da luglio del 2024. Le aspettative per i prossimi dodici mesi rimangono invariate al 4,0%, mentre quelle a tre anni scendono marginalmente al 2,9% e quelle a cinque anni si stabilizzano al 2,4%. Il lato relativamente rassicurante è che le aspettative di lungo periodo – quelle monitorate attentamente dalla BCE – non sembrano ancora sganciate dall’obiettivo del 2%. Ma è precisamente questo il confine che preoccupa Schnabel.

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La governatrice tedesca del Comitato esecutivo BCE ha dichiarato che l’impatto inflazionistico della guerra in Iran si sta ormai allargando oltre i soli prezzi energetici, e che l’istituto non può più permettersi di “guardare oltre” nella speranza di una stabilizzazione naturale. Il rischio concreto è che le aspettative di famiglie e imprese si sgancino dall’obiettivo del 2%, innescando una spirale di rialzi salariali e prezzi. Un aumento dei tassi al Consiglio del 10-11 giugno è dato ormai per certo, posizione che Schnabel aveva già anticipato la settimana scorsa.

Il sondaggio restituisce un quadro ulteriormente deteriorato anche sul versante creditizio: la quota netta di famiglie che segnala un inasprimento dell’accesso al credito ha raggiunto il livello più alto da febbraio 2024. Come avevamo anticipato la scorsa settimana, il rischio dell’effetto doppia cicatrice — rialzo dei tassi su un’economia già in frenata, con aspettative di crescita da parte dei consumatori in calo del 2,2% rispetto al mese precedente — si fa un più concreto.

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