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BoE Credit Conditions Survey: situazione stabile ma soffre il credito al consumo

Una domanda di credito immobiliare vivace e difficoltà in aumento per il credito al consumo. Questi i dati più significativi del Credit Conditions Survey della BoE relativo al secondo trimestre del 2026

Se sotto il cielo della politica Londra conferma un periodo di forte instabilità, la stesso cosa non si può fortunatamente dire per il mercato del credito britannico. La BoE ha rilasciato proprio questa mattina i dati del suo Credit Conditions Survey, i numeri raccontano una situazione normale ma con qualche segnale da tenere sotto osservazione.

Il sondaggio trimestrale sulle condizioni del credito, condotto tra il 26 maggio e il 12 giugno presso banche e building societies, restituisce un quadro misto per il secondo trimestre 2026. Sul fronte dell’offerta, la disponibilità di credito garantito alle famiglie è rimasta sostanzialmente stabile, con un miglioramento atteso nel terzo trimestre; quella non garantita è invece aumentata, ma gli operatori ne prevedono una contrazione nei prossimi tre mesi. Per le imprese la disponibilità complessiva è ferma, con un lieve peggioramento per le piccole e medie imprese.

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La domanda racconta una fase di vivacità nel comparto immobiliare: le richieste di mutui per l’acquisto della casa e per la surroga sono cresciute nel trimestre, sebbene le banche si attendano un rallentamento nei prossimi tre mesi. La domanda di credito non garantito è rimasta stabile, mentre quella delle imprese si è indebolita per le realtà piccole e medie.

Sul pricing, gli spread sui mutui si sono allargati, un segnale di maggiore cautela, anche se dovrebbero restringersi in autunno; quelli sul credito al consumo, al contrario, si sono ridotti. Per le grandi imprese gli spread si sono ristretti, mentre restano invariati per le PMI.

Il dato più significativo riguarda i default: quelli sui prestiti garantiti sono stabili, ma il tasso di insolvenza sul credito non garantito totale – carte di credito comprese – è aumentato nel trimestre e le banche ne prevedono un’ulteriore crescita nel terzo. Le imprese, invece, non mostrano segnali di deterioramento della qualità del credito.

Nel complesso, il quadro che emerge da Londra è quello di un sistema creditizio che tiene, ma con crepe selettive: da un lato una domanda di mutui ancora sostenuta e condizioni corporate stabili, dall’altro famiglie sempre più in difficoltà nel restituire il credito al consumo.

Foto di Kamila Smrekovska

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