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Mercato del lavoro: non è l'intelligenza artificiale a lasciare a casa i giovani negli Stati Uniti. È che le aziende hanno smesso di assumere
La settimana economica (29 giugno – 3 luglio 2026): Leonardo e il caccia, Lagarde e il fine mandato, tutti i numeri del presidente (Trump), IA una quota allo stato?

La settimana economica (29 giugno – 3 luglio 2026): Leonardo e il caccia, Lagarde e il fine mandato, tutti i numeri del presidente (Trump), IA una quota allo stato?

Nella settimana economica dal 29 giugno al 3 luglio 2026, Leonardo e la commessa per il caccia di 6° generazione, Trump e i suoi guadagni, Lagarde potrebbe lasciare prima della scadenza. OpenAi apre ad una partecipazione del governo nel capitale. Hormuz, l’ipotesi pedaggio resta in piedi.

Nella settimana economica dal 29 giugno al 3 luglio 2026, i numeri dell’inflazione dell’area Euro e del mercato del lavoro statunitense sono stati superati, per clamore mediatico, da quelli dei guadagni finanziari ottenuti dal presidente degli Stati Uniti nel 2025. Nel frattempo in Europa avanza il progetto per il caccia di 6° generazione e Lagarde non smentisce un suo possibile addio alla BCE prime della scadenza del suo incarico. L’intelligenza artificiale resta protagonista, con i mal di pancia di Meta e la proposta di cedere al governo federale il 5% delle quote di OpenAi.

Italia, Leonardo e il caccia di 6° generazione

Il Gcap, il programma per il caccia di sesta generazione che lega Italia, Regno Unito e Giappone, cambia marcia. L’agenzia che coordina l’iniziativa ha assegnato a Edgewing — la joint venture che riunisce Leonardo, Bae Systems e la giapponese Jaiec — un nuovo contratto internazionale da 4,6 miliardi di sterline, quasi sette volte il valore del primo affidamento siglato ad aprile. L’accordo, firmato il 1° luglio, copre diciotto mesi e finanzia la fase di progettazione di dettaglio del velivolo: è il segnale che il programma sta lasciando la fase di impostazione per entrare in quella esecutiva, con un impegno di spesa condiviso dai tre governi partner.

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Sul fronte industriale arriva anche il primo bilancio di metà anno della produzione Stellantis in Italia: nel primo semestre gli stabilimenti italiani del gruppo hanno prodotto 252.223 veicoli, il 13,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo il report Fim-Cisl. A trainare la ripresa sono la nuova Fiat 500 ibrida di Mirafiori (+135,4%) e la Jeep Compass di Melfi (+88,4%); resta invece critica la situazione di Cassino, dove la produzione cala ancora del 36,2%. Il sindacato stima una produzione 2026 poco sopra le 500mila unità complessive, lontana dai livelli pre-crisi.

Europa, Lagarde non smentisce

Christine Lagarde apre, per la prima volta senza smentire, all’ipotesi di lasciare la guida della Bce prima della scadenza naturale del mandato, fissata a ottobre 2027. In un’intervista a Les Echos, interpellata su un possibile addio anticipato per portare “una voce europea” nel dibattito presidenziale francese del 2027, la presidente ha risposto che si tratta di una possibilità concreta. Le indiscrezioni su un’uscita anticipata circolavano da mesi — il Financial Times le aveva ipotizzate già a febbraio — ma finora erano sempre state respinte. L’eventuale addio riaprirebbe la partita sulla successione all’Eurotower proprio mentre a Bruxelles si discute della revisione dei vertici comunitari attesa per gennaio.

Le sue parole arrivano a ridosso del Forum di Sintra, dove la presidente ha anche registrato il calo dell’inflazione dell’area euro a giugno (2,8%, sotto le attese), pur ribadendo cautela sui rischi residui legati all’energia.

Sempre da Sintra, il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha richiamato l’attenzione sull’aumento della leva finanziaria nei mercati obbligazionari governativi e in quelli azionari, segnalando che tra i rischi monitorati dalle banche centrali c’è ora anche la possibile transizione di un rischio di coda verso un’instabilità finanziaria più ampia, con un occhio particolare al credito privato e ai fondi con leva elevata.

Stati Uniti, tutti i trading del presidente, una quota di IA al governo?

Il mercato del lavoro Usa rallenta più del previsto: a giugno i nonfarm payrolls sono cresciuti di sole 57mila unità, circa la metà delle 113-115mila attese dagli analisti, con revisioni al ribasso anche sui due mesi precedenti. Il tasso di disoccupazione scende comunque al 4,2%, ma il calo riflette soprattutto la contrazione del tasso di partecipazione alla forza lavoro, sceso al 61,5%, il livello più basso da marzo 2021. Un quadro che riduce la pressione su una Fed guidata da Kevin Warsh, reduce da un impostazione da falco dopo il primo meeting da presidente.

A far notizia in settimana è stata anche la dichiarazione finanziaria obbligatoria di Donald Trump per il 2025. Le 927 pagine, contro le 11 dell’ultima di Joe Biden, mostrano guadagni per oltre un miliardo di dollari legati alle criptovalute: 635 milioni di royalty dal memecoin $TRUMP e oltre 500 milioni dalla società World Liberty Financial. A questi si aggiungono 86,5 milioni da accordi extragiudiziali con società mediatiche e tecnologiche, tra cui 24,5 milioni versati da Meta. La Casa Bianca ha respinto le accuse di conflitto di interesse, sostenendo che gli asset sono gestiti da un trust indipendente.

Meta è stata protagonista di una settimana complicata sul fronte dell’intelligenza artificiale. In un incontro interno, Mark Zuckerberg ha ammesso che lo sviluppo degli agenti IA non ha accelerato come previsto negli ultimi quattro mesi, e che la riorganizzazione aziendale — con circa 8mila licenziamenti e 7mila dipendenti riassegnati a team IA — non è stata gestita nel modo più efficace. L’azienda continua comunque a investire fino a 145 miliardi di dollari quest’anno in infrastrutture IA, con benefici attesi entro sei mesi.

Sul fronte della governance dell’IA, Sam Altman ha proposto all’amministrazione Trump di cedere al governo statunitense una quota del 5% di OpenAI, per un controvalore stimato in oltre 42 miliardi di dollari sulla base della valutazione di 852 miliardi raggiunta a marzo. L’idea, discussa con il presidente e i segretari Lutnick e Bessent, punterebbe a coinvolgere anche Anthropic, Google e Meta in uno schema ispirato all’Alaska Permanent Fund, per redistribuire ai cittadini parte dei proventi del boom dell’IA.

Resto del Mondo, il pedaggio per Hormuz

Sul fronte mediorientale, diversi governi europei starebbero ormai considerando inevitabile un qualche meccanismo di pedaggio per il transito nello Stretto di Hormuz. Secondo indiscrezioni riprese da Bloomberg, l’Oman avrebbe comunicato ai partner europei che un ritorno alla situazione precedente alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran non è più realistico, e che il futuro dello stretto richiederà nuovi meccanismi di gestione — dalla sicurezza della navigazione alla bonifica delle mine. Stati Uniti e Paesi del Golfo continuano invece a respingere l’ipotesi, ritenendola in contrasto con il diritto marittimo internazionale e un precedente pericoloso per altri snodi strategici globali, da Malacca a Gibilterra.

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