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Inflazione nell'Eurozona, i primi dati di maggio 2026 confermano accelerazione. Canada sfiora la recessione tecnica
La settimana economica (26-30 maggio 2026): più ombre che Luce per Ferrari, Stati Uniti tra IPO in rampa di lancio e razzo Blu Origin che… lasciamo stare, FMI-IEA-BM un’estate a rischio carburanti?

La settimana economica (26-30 maggio 2026): più ombre che Luce per Ferrari, Stati Uniti tra IPO in rampa di lancio e razzo Blu Origin che… lasciamo stare, FMI-IEA-BM un’estate a rischio carburanti?

Nella settimana economica dal 26 al 30 maggio ancora Medio Oriente in primo piano con l’allarme carburanti lanciato da FMI-IEA-BM, il debutto complicato della Ferrari Luce, le IPO in rampa di lancio negli Stati Uniti e il razzo di Blue Origin esploso.

La settimana economica dal 25 al 30 maggio 2026 ha visto un andamento che si potrebbe definire sinusoidale dal punto di vista economico/finanziario, ma non solo. L’attenzione resta concentrata sul Medio Oriente e sul continuo avvicinamento/allontanamento da un possibile accordo tra le parti, con FMI, IEA e BM che lanciano l’allarme su una possibile estate a richio carburanti. Ma è stata anche una settimana di notizie importanti per l’Italia, con l’occupazione che registra altri record ma i salari che non seguono il trend. Non possiamo non citare quanto accaduto dopo la presentazione della nuova Ferrari Luce, la prima creatura di Maranello 100% elettrica. Negli Stati Uniti, tra razzi che esplodono e Ipo in rampa di lancio, a sorprendere i mercati sono stati i conti di Dell.

Italia, occupazione vai salari meno, il discorso di Panetta, più ombre che luce per Ferrari

I dati provvisori ISTAT di aprile 2026 pubblicati il 29 maggio confermano la traiettoria positiva del mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è sceso al 5,1% (-0,1 punti), gli occupati sono aumentati di 269mila unità rispetto ad aprile 2025 (+1,1%) e il tasso di inattività è calato al 33,4%. Nel trimestre febbraio-aprile si registrano 108mila occupati in più rispetto al trimestre precedente (+0,4%). Lo stesso 29 maggio, l’ISTAT ha stimato che l’inflazione a maggio è salita al 3,2% su base annua, dal 2,7% di aprile. La distanza tra l’indicatore dell’occupazione e quello del potere d’acquisto era già al centro del Rapporto Annuale ISTAT presentato il 21 maggio: più occupati, sì, ma i salari reali sono calati dell’8,6% dal 2019.

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Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta ha tenuto giovedì le Considerazioni Finali in occasione della Relazione Annuale sul 2025, delineando un quadro internazionale «drammaticamente modificato» dal conflitto nel Golfo Persico. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha prodotto rincari delle materie prime energetiche che frenano una ripresa già fragile: «l’attività economica rimarrà debole nei prossimi mesi; negli scenari più sfavorevoli, potrebbe ristagnare o contrarsi». La sfida indicata da Panetta come non più rinviabile è la produttività: senza un aumento deciso, l’Italia resterà ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti. L’intelligenza artificiale, se adottata in modo diffuso, potrebbe alzare il PIL potenziale di circa un punto percentuale, ma «l’intervento pubblico può essere decisivo nelle fasi iniziali». Sul fronte bancario, il governatore ha aperto alle aggregazioni — nazionali e transfrontaliere — purché «ben disegnate», in un sistema che mostra utili robusti ma anche una quota di prestiti garantiti dallo Stato ancora superiore al 20% degli impieghi alle imprese, il triplo dei principali paesi europei. Da segnalare anche l’allarme cyber: gli incidenti informatici che hanno coinvolto le banche italiane sono aumentati dell’80% tra il 2023 e il 2025.

Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti hanno approvato mercoledì 27 maggio la relazione semestrale al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR. Tutti i 50 obiettivi europei in scadenza nel secondo semestre 2025 sono stati raggiunti, con un tasso di avanzamento complessivo del 72%, otto punti in più rispetto al semestre precedente. Le riforme si attestano all’85%, gli investimenti al 67%, le milestone all’87%. La nota critica riguarda la spesa: circa 24,2 miliardi di euro riferiti a 66 misure rischiano di slittare oltre il 2026, e le opere pubbliche — pur senza nuovi rallentamenti — non recuperano i ritardi già accumulati.

Infine, il 25-26 maggio, è stata presentata a Roma la Ferrari Luce, la prima vettura 100% elettrica nella storia del Cavallino: una gran turismo a quattro porte, cinque posti, oltre cinque metri di lunghezza, 2,2 tonnellate di peso e 550.000 euro di prezzo di partenza. Il design, firmato da Jony Ive e Marc Newson (già Apple), è stato paragonato sui social a una Tesla o a un iPhone su ruote. Il giorno successivo alla presentazione il titolo ha perso oltre l’8%, e le critiche sono arrivate da figure storicamente legate a Maranello: Luca Cordero di Montezemolo ha parlato del rischio di «distruggere un mito». Il CEO Benedetto Vigna ha difeso la vettura come «disruptive e innovativa», rimandando i dati sugli ordini alla conference call di agosto. Gli analisti di Mediobanca stimano che la Luce resterà un’offerta di nicchia — circa l’1% dei volumi totali — con un prezzo sensibilmente superiore alla media di vendita Ferrari del Q1 2026, pari a 453.000 euro.

Europa. Lagarde, che tempo “incerto” che fa

Il 24 maggio, la presidente della BCE Christine Lagarde è stata ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, in un’ospitata inusuale per una banchiera centrale nella fascia di largo ascolto di un canale generalista. Il messaggio di sostanza è stato chiaro: le proiezioni sull’inflazione fissate a marzo, pari al 2,6% per il 2026, «saranno probabilmente riviste» al rialzo nella riunione dell’11 giugno, in cui si deciderà anche sul costo del denaro. Lagarde non si è sbilanciata — «lo saprete l’11 giugno» — ma i mercati prezzano ormai con una probabilità superiore all’86% un rialzo di 25 punti base, il primo dall’ultimo intervento del settembre 2023. Fermezza anche sul Patto di Stabilità: nessuna deroga, con un implicito appello all’Italia a non chiedere scostamenti mentre la BCE tiene il punto sull’inflazione al 3,0% nell’area euro. Sullo sfondo, il contesto geopolitico che altera le proiezioni di base: il conflitto nel Golfo Persico continua a spingere i prezzi dell’energia verso l’alto, complicando qualsiasi tentativo di previsione a medio termine.

I verbali della riunione BCE di aprile, pubblicati giovedì 28 maggio, hanno rivelato un dibattito interno più aggressivo di quanto la conferenza stampa di fine aprile avesse lasciato intendere: diversi membri del Consiglio direttivo hanno dichiarato che non si sarebbero opposti a un rialzo già in quella seduta, se l’opzione fosse stata formalmente sul tavolo. I verbali riconoscono che lo shock energetico legato al conflitto in Iran «sta mostrando una persistenza superiore alle stime» e avvertono che «preservare la stabilità dei prezzi potrebbe richiedere una politica monetaria più restrittiva». Il giorno successivo, i dati sull’inflazione di maggio dei principali paesi dell’area euro hanno ulteriormente rafforzato queste preoccupazioni: in Francia i prezzi sono saliti al livello più alto da oltre un anno, e in Germania l’inflazione di fondo — quella che la BCE monitora con più attenzione — è risalita al 2,5% dal 2,3% di aprile. I mercati monetari prezzano già un tasso sui depositi tra il 2,5% e il 2,65% entro fine anno, scontando almeno due o tre rialzi da 25 punti base. L’appuntamento dell’11 giugno — con nuove proiezioni macroeconomiche e la decisione sui tassi — è diventato il momento più atteso del semestre per i mercati europei.

USA, super IPO pronte a partire mentre si ferma Blu Origin.

Con l’S-1 di SpaceX già depositato pubblicamente, il roadshow potrebbe partire nella settimana dell’8 giugno, con una valutazione target di circa 1,75 trilioni di dollari e una raccolta prevista tra 50 e 75 miliardi — che sarebbe la più grande IPO della storia, superando il precedente record di Saudi Aramco. Per il 2025, SpaceX ha dichiarato ricavi di 18,67 miliardi e una perdita di 4,94 miliardi, ma il mercato scommette sul valore strategico di Starlink e sull’integrazione con xAI. Diverso il profilo di Anthropic, che punta a quotarsi in ottobre a una valutazione di 900 miliardi di dollari con Goldman Sachs, JPMorgan e Morgan Stanley come sottoscrittori: i ricavi run-rate a maggio 2026 hanno già superato i 44 miliardi annualizzati, e per il secondo trimestre è atteso il primo profitto operativo della storia dell’azienda. Con OpenAI anch’essa in fase di preparazione per un debutto in autunno, i mercati potrebbero trovarsi ad assorbire più di 200 miliardi di dollari di domanda di capitale nel solo secondo semestre del 2026.

Giovedì 28 maggio il razzo New Glenn di Blue Origin — la società spaziale di Jeff Bezos — è esploso durante un test di accensione statica al Cape Canaveral Space Force Station, distruggendo sia il vettore sia l’unico pad di lancio disponibile. Nessuna vittima e nessun satellite di Amazon Leo a bordo, ma l’impatto sui piani di Bezos è rilevante: questa era la prima delle 24 missioni che Amazon ha contratto con Blue Origin per costruire la sua costellazione internet, alternativa diretta a Starlink. Con il pad fuori uso e i tempi di ripristino incerti, Amazon ha precisato che New Glenn rappresenta il 25% del proprio programma complessivo di oltre cento lanci e che potrà proseguire con altri vettori. A rischio anche alcune tappe del programma lunare NASA Artemis — le missioni Blue Moon dipendono dal New Glenn. «Most unfortunate. Rockets are hard», ha commentato Elon Musk su X.

Sui mercati finanziari la settimana ha visto brillare la stella di Dell. I risultati del primo trimestre fiscale 2027 dello storico marchio statunitense, annunciati il 28 maggio, hanno stupito anche gli analisti più ottimisti: ricavi record di 43,8 miliardi di dollari, +88% anno su anno su stime che si fermavano a 35-36 miliardi. Nel solo trimestre Dell ha ricevuto 24,4 miliardi di dollari in ordini per server ottimizzati per l’AI, con ricavi da questi sistemi pari a 16,1 miliardi. Per l’intero anno fiscale, la guidance sale a circa 60 miliardi di ricavi da server AI, il 144% in più rispetto all’anno precedente. Il titolo ha guadagnato quasi il 40% nel pre-market del 29 maggio. Un dato di contesto che aiuta a misurare l’entità della crescita: il solo gruppo Infrastructure Solutions di Dell ha fatturato nel trimestre più dell’intera azienda appena due anni fa.

Resto del Mondo, Brasile batte le attese, il rischio di un’estate senza carburante

Il prodotto interno lordo brasiliano è cresciuto dell’1,8% su base annua nel primo trimestre 2026 — in linea con le previsioni di mercato, ma positivo in un contesto globale difficile. A trainare la crescita sono stati l’agricoltura (+2,0%, grazie in particolare alla soia) e il settore estrattivo industriale (+1,0%). Il mercato del lavoro resta solido e il governo Lula ha messo in campo misure di sostegno ai consumi per attenuare lo shock energetico generato dal conflitto in Iran, con un occhio alle elezioni presidenziali di ottobre. Lo spazio di manovra della politica monetaria resta limitato: il tasso di riferimento SELIC è prossimo al 15%, tra i più elevati al mondo in termini reali, segno che l’inflazione legata ai prezzi dell’energia non è ancora sotto controllo nemmeno nell’economia più grande dell’America Latina.

Ampliando l’orizzonte, il tema resta quello dell’energia. Venerdì 29 maggio, i capi del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia hanno firmato un comunicato congiunto senza precedenti per la sua forma istituzionale: se i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non torneranno alla normalità in tempi brevi, la combinazione tra scorte globali in rapido esaurimento e picco stagionale della domanda estiva nell’emisfero nord produrrà rischi crescenti per la sicurezza energetica, i mercati e la resilienza economica mondiale. Le perdite cumulative di offerta hanno già superato il miliardo di barili dall’inizio del conflitto, e la stessa IEA aveva definito a marzo la chiusura dello stretto «la più grande interruzione dell’offerta di petrolio nella storia».

L’allarme delle tre istituzioni arriva mentre le trattative diplomatiche sono entrate in una fase cruciale: il 28 maggio USA e Iran sembravano vicini a un accordo provvisorio, mediato dal Pakistan, che include tra i punti principali la riapertura dello Stretto, il dossier nucleare e la rimozione graduale delle sanzioni — ma alla chiusura della settimana Trump non aveva ancora firmato. I mercati seguono ogni aggiornamento diplomatico con attenzione crescente: anche una parziale riapertura del corridoio energetico potrebbe imprimere una svolta immediata alle aspettative di inflazione globale.

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