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Stati Uniti, sondaggio ISM servizi migliora oltre le attese a febbraio 2026

Negli Stati Uniti il sondaggio ISM servizi migliora oltre le attese a febbraio 2026 e tocca il massimo da estate 2022. In Cina settore privato debole a febbraio. Nell’area Euro prezzi alla produzione in aumento e disoccupazione sui minimi storici. Negli Stati Uniti occupazione in salute per report ADP.

Negli Stati Uniti il sondaggio ISM servizi di febbraio 2026 supera le attese e tocca il massimo da agosto del 2022. L’indice sale a 56,1 punti, quasi tre punti sopra le attese, allungando la striscia di letture in zona espansione che dura da luglio del 2024. Netto miglioramento per quel che riguarda la componente relativa alle nuove attività (massimo da ottobre 2024) e agli ordini (massimo da un anno e mezzo). Lettura positiva anche per quel che riguarda l’occupazione che tocca il massimo ad un anno. Sul fronte dei prezzi la situazione rimane particolarmente “calda”, ma c’è da sottolineare che il sotto indice scende a quota 63 punti, vale a dire al minimo da marzo dell’anno scorso.

Corea del Sud, produzione industriale peggio delle attese a gennaio 2026.

La produzione industriale della Corea del Sud ha registrato a gennaio 2026 un calo dell’1,9% su base mensile, invertendo l’aumento dell’1,5% di dicembre e sorprendendo i mercati, che attendevano un progresso dello 0,5%. La contrazione è stata trainata dal netto indebolimento delle costruzioni (-11,3%) e del manifatturiero (-2,1%), mentre consumi privati e investimenti in impianti hanno mostrato segnali positivi. Il dato, inferiore alle attese, offusca le prospettive di slancio economico e conferma le difficoltà persistenti dell’industria. Su base annua, tuttavia, l’output è balzato del 7,1%, in accelerazione rispetto all’1,4% precedente e ben oltre il 2,2% stimato dagli analisti internazionali principali.

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Australia, crescita quarto trimestre 2025 migliore delle attese.

Nel quarto trimestre 2025 l’economia dell’Australia è cresciuta dello 0,8% su base trimestrale, accelerando rispetto al +0,5% rivisto del Q3 e superando le attese (+0,6%). È il 17° trimestre consecutivo di espansione, sostenuta da una domanda interna solida. I consumi delle famiglie sono aumentati dello 0,3%, favoriti anche dalle spese discrezionali legate al Black Friday, mentre gli investimenti privati sono saliti dello 0,7%, trainati da data center e aeromobili. La spesa e gli investimenti pubblici hanno contribuito positivamente. Le scorte hanno aggiunto 0,4 punti percentuali, mentre il commercio estero ha frenato la crescita. Il tasso di risparmio è salito al 6,9%. Su base annua, il PIL è cresciuto del 2,6%, massimo da quasi tre anni.

Cina, settore privato ancora debole a febbraio 2026.

In Cina, l’indice PMI Composite elaborato dall’istituto di statistica nazionale (NBS) è sceso a 49,5 a febbraio 2026 da 49,8, segnalando un rallentamento dell’attività complessiva e il livello più basso da dicembre 2022. Il manifatturiero è scivolato ai minimi di quattro mesi, complice la lunga pausa produttiva legata alla settimana festiva, che ha inciso su produzione e spedizioni. Per l’NBS, l’estensione delle festività ha temporaneamente indebolito l’operatività delle imprese. Al contrario, i servizi hanno mostrato un lieve miglioramento, sostenuti da viaggi, intrattenimento e acquisti duty-free, in un contesto di stimolo ai consumi.

Parallelamente, l’indice RatingDog China General Composite PMI è salito a 55,4 da 51,6, segnando la crescita più rapida dal maggio 2023. Produzione e nuovi ordini, inclusi quelli esteri, sono aumentati, ma si sono intensificate le pressioni sui prezzi e sono ripresi i tagli occupazionali nei servizi.

Eurozona, prezzi alla produzione salgono oltre le attese a gennaio 2026.

A gennaio 2026 i prezzi alla produzione nell’Eurozona sono aumentati dello 0,7% su base mensile, in controtendenza rispetto a dicembre e sopra le attese di un +0,2%. Il rimbalzo è stato trainato soprattutto dall’energia (+1,3% dopo -1,2%), con incrementi più sostenuti anche per beni intermedi (+1,0%), beni di consumo durevoli (+0,8%) e beni strumentali (+0,6%). In controtendenza i beni di consumo non durevoli, in flessione dello 0,2%. Su base annua, tuttavia, i prezzi restano inferiori del 2,1% rispetto all’anno precedente, ampliando leggermente la dinamica deflattiva già osservata a dicembre.

Eurozona, tasso di disoccupazione tocca nuovo minimo storico a gennaio 2026.

A gennaio 2026 il tasso di disoccupazione destagionalizzato dell’Eurozona è sceso al minimo storico del 6,1% dal 6,2% di dicembre, sorprendendo le attese che lo indicavano invariato. I disoccupati sono diminuiti di 184 mila unità, a 10,77 milioni. In calo anche la disoccupazione giovanile, scesa al 14,8% dal 15%. Tra le principali economie, Germania e Paesi Bassi hanno registrato i tassi più bassi (4%), mentre Spagna (9,8%), Francia (7,7%) e Italia (5,1%) i più elevati. Un anno prima il tasso era al 6,3%. Nell’Unione europea complessiva, la disoccupazione è scesa al 5,8%.

Stati Uniti, report ADP conferma fase di espansione del mercato del lavoro.

Per ADP, a febbraio 2026, le imprese private negli Stati Uniti hanno creato 63 mila posti di lavoro, il dato più elevato da luglio, dopo gli 11 mila di gennaio rivisti al ribasso e oltre le attese (50 mila). La crescita è stata trainata da istruzione e sanità (+58 mila), seguite da costruzioni (+19 mila) e informazione (+11 mila). In calo, invece, servizi professionali e alle imprese (-30 mila), manifattura (-5 mila) e commercio/trasporti (-1 mila). Le piccole aziende hanno generato 60 mila occupati, le grandi 10 mila, mentre le medie hanno ridotto gli organici. I salari annui sono rimasti stabili al 4,5% per chi resta nello stesso impiego, mentre per chi cambia lavoro sono scesi al 6,3% (minimo storico).

Foto di mar lidia

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