A febbraio l’inflazione nell’Eurozona riaccelera e supera le attese del mercato. Secondo i dati preliminari, la variazione annua sale di due decimi e tocca l’1,9%. Su base mensile la variazione è del +0,7%, in controtendenza rispetto al mese precedente e massimo da marzo del 2024. La componente core risale al 2,4% su base annua, massimo a tre mesi e due decimi oltre le attese.
L’effetto base sulla componente energetica si fa sempre meno marcato, mentre risale l’inflazione sui servizi (su base annua al 3,4% dal 3,2% precedente). I prezzi dei beni industriali non energetici salgono dello 0,7%, tre decimi in più rispetto al mese precedente.
Avevamo già detto nei giorni scorsi dell’accelerazione dei prezzi al consumo registrata in Francia e Spagna. E della flessione in Germania. A queste si aggiunge il dato italiano: +1,6%, sei decimi in più rispetto al mese precedente.
Con i potenziali effetti negativi del conflitto mediorientale sulla componente energetica, la situazione sull’inflazione nei prossimi mesi torna a farsi incerta anche per l’area Euro, con la BCE che al momento sceglierà di attendere.
Giappone, disoccupazione sale a sorpresa nel mese di gennaio 2026.
A gennaio 2026 la disoccupazione in Giappone è salita al 2,7%, un decimo oltre le attese, primo rialzo da luglio scorso e massimo da luglio 2024. Il tasso di partecipazione destagionalizzato scende di quattro decimi al 63,5%, mentre il rapporto tra domanda e offerta di posti di lavoro resta stabile a 1,18.
Stati Uniti, settore logistica in miglioramento a febbraio 2026
Il Logistics Manager’s Index (LMI) degli Stati Uniti ha raggiunto 61,5 a febbraio 2026, massimo degli ultimi dodici mesi, in aumento rispetto a 59,6 di gennaio. Il dato interrompe undici mesi sotto la media storica di 61,3 e segnala una crescita solida ma equilibrata lungo l’intera supply chain, senza differenze rilevanti tra monte e valle, fasi iniziali o finali, grandi o piccole imprese. Le scorte crescono a ritmo stabile, mentre i costi di magazzino si attenuano. La capacità resta invariata, ma aumenta l’utilizzo. Nei trasporti cala la capacità, cresce la domanda e i prezzi accelerano sensibilmente.
Stati Uniti, ottimismo investitori in calo a marzo 2026.
Il RealClearMarkets/TIPP Economic Optimism Index è sceso a 47,5 a marzo 2026 da 48,8 di febbraio, deludendo le attese di mercato (50,1) e restando in area di pessimismo. L’indice sulle prospettive economiche a sei mesi è calato dell’1,8%, attestandosi a 43,0, segnalando aspettative più deboli sull’andamento generale dell’economia. Anche l’indicatore relativo alla situazione finanziaria personale ha registrato un arretramento significativo (-4,6%), pur rimanendo sopra la soglia di neutralità a 54,3. Infine, la fiducia nelle politiche economiche federali è diminuita dell’1,3%, scendendo a 45,1, confermando un clima di cautela tra i consumatori.
Foto di Elias







