Dinamiche del risparmio in tempi di covid

Considerati la principale fonte di energia della ripresa economica nei prossimi mesi, i risparmi accumulati dalle famiglie nei mesi di lockdown sono al centro dell’attenzione degli economisti. Due recenti studi, in Italia e negli USA, ci dicono qualcosa in più sulle dinamiche del risparmio in tempi di covid e su cosa attendersi davvero nei prossimi mesi.

Il ritornello oramai lo conosciamo: la grande massa di risparmi accumulati durante i mesi di lockdown è pronta a riversarsi sul mercato, generando un forte aumento della domanda, ripresa economica e – forse – anche un po’ di inflazione. Certamente un bel ritornello, ma abbiamo già avuto modo di dire che questa idilliaca ipotesi di un torrente di denaro che si riversa in spese pazze, forse, è un po’ troppo ottimistica.

La certezza è che questa massa di liquidità esiste; nei paesi più ricchi ed in determinate fasce di popolazione. Come possa essere successivamente utilizzata è ancora tutto da definire. Ed è in estrema sintesi questo il concetto che emerge dallo studio condotto dalla Banca d’Italia negli scorsi mesi, i cui risultati sono stati pubblicati una settimana fa. Valerio Ercolani, Elisa Guglielminetti, Concetta Rondinelli hanno “vivisezionato” i dati del sondaggio sulla situazione economica delle famiglie italiane condotto dall’istituto con sede a Palazzo Koch, cercando di capire le dinamiche del risparmio nei mesi di lockdown e covid e la possibile futura evoluzione.

Lo studio conferma l’alto tasso di risparmio raggiunto nei mesi della prima ondata di pandemia – e di lockdown. Un tasso che ha superato il 20% e che non ha dato alcun segnale di drastico crollo nei mesi successivi. Le famiglie italiane sembrano avere, al contrario di quanto si potrebbe desumere da molte news giornalistiche – una forte convinzione che la pandemia non è per niente alle spalle. Due terzi degli intervistati ritiene che l’uscita dalla crisi non avverrà prima della fine del 2022, il terzo restante la sposta in avanti di altri 12 mesi. In media gli intervistati assegnano alla possibilità di una nuova pandemia nei prossimi 10 anni una probabilità superiore al 50%. E una metà degli intervistati ritiene che la situazione economica non migliorerà nei prossimi 12 mesi. Insomma un quadro di grande prudenza che l’avanzata della campagna di vaccinazione avrà forse un po’ indebolito – il sondaggio è di inizio primavera 2021 – ma che le nuove minacce rappresentate dalle varianti del SARS-Cov2 possono nuovamente rafforzare, scatenando quello che i ricercatori chiamano “scarring effect”, un effetto spavento che porterebbe ad accumulare preventivamente piuttosto che a spendere compulsivamente.

Negli USA, secondo dato di oggi, le dinamiche del risparmio sono leggermente diverse. Il sondaggio Northwestern Mutual indica che l’89% delle famiglie statunitensi è fiducioso di recuperare la propria situazione finanziaria pre-pandemia. Il 58% si dice già a buon punto, mentre solo il 18% si considera nella fase iniziale di recupero. Il 33% degli intervistati ha ammesso di essere riuscito ad aumentare i propri risparmi nel corso della pandemia. Fiducia nella capacità di recupero, quindi, ma molta prudenza per quel che riguarda il futuro. Sempre dal sondaggio citato emerge che tra coloro che si ritengono a buon punto nel percorso di recupero, solo un 14% sta programmando le proprie finanze sul lungo periodo, contro un quarto degli intervistati che continua a decidere mese per mese.

Foto di Charles Thompson