Mamme, lavoro e pandemia. Un mix letale per l’occupazione femminile

Un nuovo studio sul mercato del lavoro statunitense conferma quanto la pandemia si sia particolamente accanita sull’occupazione femminile.

E’ un argomento che abbiamo già toccato più volte nel corso degli ultimi mesi. La pandemia e la crisi economica che da essa è scaturita hanno colpito duramente l’occupazione femminile. Un nuovo studio, relativo all’esperienza statunitense, ci conferma, con dati aggiornati, questa dinamica; e ci dice anche qualcosa in più.

Chuxuan Sun e Lauren Russell, le autrici della ricerca pubblicata su VOX, sono partite da un dato: la disoccupazione femminile, nel momento di picco della crisi pandemica, è stata maggiore di quella maschile di quasi tre punti percentuali. Un fenomeno che non si era verificato nel corso delle precedenti fasi recessive, dove era stata l’occupazione maschile ad essere più colpita. Per spiegare quanto accaduto sono stati individuati due fattori scatenanti: da un lato la maggior incidenza della crisi nel settore dei servizi, un settore nel quale l’occupazione femminile è piuttosto pronunciata; dall’altro lato la chiusura di scuole primarie ed asili che ha costretto milioni di americani, in maggioranza donne, a lasciare il lavoro per badare alla prole.

Sun e Russell hanno approfondito questo secondo fattore, cercando le prove di una relazione stretta tra chiusura delle scuole d’infanzia e disoccupazione femminile. Analizzando diversi sondaggi nazionali nel periodo da aprile a settembre 2020, le due ricercatrici hanno trovato ciò che cercavano: solo nell’ultima settimana di giugno, si legge nella ricerca, la percentuale di madri a casa da lavoro per accudire i figli era del 12.7%, quella dei padri nelle stesse condizioni era solo del 2.8%.

La chiusura delle scuole ha avuto una forte incidenza negativa sull’occupazione femminile. Nel caso degli USA, calcolano Sun e Russel, l’effetto è stato di un aumento della disoccupazione pari a 2,7 punti percentuali.

Una disoccupazione che fatica ad essere riassorbita, questo il dato nuovo. Le autrici hanno scoperto che anche dopo la riapertura delle scuole d’infanzia, con l’applicazione o meno di contingentamenti e restrizioni, la disoccupazione femminile continua a rimanere sopra i livelli “normali”. Questione di orari scolastici difficili da conciliare con quelli lavorativi ma anche di scuole che, a causa delle difficoltà finanziarie conseguenza delle chiusura, hanno definitivamente abbassato la saracinesca, costringendo moltissime mamme ad una dolorosa scelta tra lavoro e famiglia.

Foto di congerdesign

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