Eurozona, quarto trimestre 2020 meno amaro del previsto

Per l’Eurozona il quarto trimestre 2020 è stato meno amaro del previsto, con una contrazione del PIl di soli sette decimali. Difficile invertire la rotta già dal primo trimestre 2021, sembra possibile una recessione tecnica. Questo ed altro nella K Briefing di oggi.

Australia, RBA lascia tassi invariati. La banca centrale australiana ha lasciato ancora invariato allo 0.1% il tasso di interesse di riferimento. La decisione, ampiamente attesa, è stata però accompagnata dall’annuncio di un’ulteriore estensione del programma di acquisto titoli per 100 miliardi di dollari australiani. Per riveder crescere i tassi di interesse, dice il board RBA, occorrerà attendere – salvo soprese – qualche anno (2024). Sul fronte macro la banca vede il PIL australiano in crescita del 3.5% sia nel 2021 che nel 2022, con la disoccupazione che dovrebbe ridursi al 6% nel 2021 e di un altro mezzo punto nel 2022.

UK, prezzi case in calo a gennaio. Secondo l’ultima rilevazione di Nationwide i prezzi delle abitazioni in Gran Bretagna sono calati in gennaio. L’indice è cresciuto “solo” del 6.4% su base annua, portandosi a 458.2, due punti sotto il dato di dicembre 2020. Su base mensile si tratta del primo segno meno (un -0.3%) dopo sette mesi consecutivi di rialzo. Da Nationwide confermano la visione: un probabile peggioramento del mercato del lavoro nei prossimi mesi avrà ripercussioni negative sul mercato immobiliare.

Eurozona, quarto trimestre 2020 meno amaro del previsto. Meglio delle attese. Così si può giudicare il dato finale del 2020 per quel che riguarda il PIL dell’Eurozona. L’ultimo trimestre segna una contrazione di sette decimali rispetto ai tre mesi precedenti, meglio delle attese. Il confronto con l’ultimo trimestre 2019 dice -5.1%, anche in questo caso un dato meno pesante del previsto (-6.7%). Il 2020 si chiude complessivamente con una contrazione del 6.8%. Per gli analisti è lecito attendersi che il 2021 parta con un altro segno meno nel primo trimestre, cosa che significherebbe un ritorno alla recessione tecnica.

USA, segnali di ottimismo tra i consumatori. L’IBD/TIPP Economic Optimism Index sale per il secondo mese consecutivo in febbraio e raggiunge quota 51.9, segnalando un maggior ottimismo da parte dei consumatori statunitensi. Migliora l’aspettativa sulla situazione economica nei prossimi 6 mesi. Cresce anche l’aspettativa sulle politiche fiscali federali (l’attesa di nuovi stimoli da parte dell’amministrazione Biden si fa sentire).

Foto di S. Hermann & F. Richter

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