Banche centrali, focus su Bank of England e Riksbank

Le decisioni di Bank of England e Riksbank sono gli argomenti caldi di giornata. Sullo sfondo il dato inatteso ed in calo del Philly Fed di dicembre. Questo ed altro nella penultima K Briefing della settimana.

Banche centrali, focus su Bank of England e Riksbank. Come ampiamente previsto la Bank of England lascia i tassi invariati allo 0,75%. Decisione non unanime (7 a favore e 2 contrari e favorevoli ad un taglio) con la quale la banca centrale cerca di prendere tempo per avere le idee più chiare sull’impatto delle elezioni e sui prossimi step della Brexit. Per quel che riguarda l’andamento dell’economia inglese, la BoE abbassa le stime sul quarto trimestre, da +0.2% a +0.1%. Anche le aspettative sull’inflazione si riducono. Il livello dei prezzi è previsto a +1.25% entro la primavera del 2020. Possibile indebolimento anche per il mercato del lavoro. La decisione di rimanere fermi è sinonimo di prudenza. Senza una definizione chiara della road map che porterà il Regno Unito fuori dall’UE, Carney ed il board preferiscono tenere da parte munizioni.

A muoversi è invece la Riksbank, la banca centrale svedese, che pone fine ai tassi negativi, dopo 5 anni di “sperimentazione”. La decisione, dettata soprattutto dalla necessità di alleviare le pressioni sul sistema bancario, appare in controtendenza rispetto all’andamento della congiuntura e non ha mancato di suscitare qualche mugugno. La situazione economica del paese non è preoccupante ma rallenta in linea con l’andamento globale e l’inflazione appare sotto controllo. Il governatore, Stefan Ingves, ha spiegato che la mossa è temporanea mentre gli analisti non prevedono ulteriori interventi sui tassi per almeno tutto il 2020.

Vendite al dettaglio inglesi. Calano le vendite al dettaglio in novembre. Su base mensile il dato scende dello 0.6%, su base annua l’aumento si riduce all’1%.

USA Philly Fed sotto attese. A dicembre l’indice dell’attività economia nell’area di Philadelphia mostra un rallentamento inatteso. Da 10 punti a 0.3 (attese di un rallentamento a 8 punti). Si tratta del peggior dato da 6 mesi a questa parte. Peggiorano tutte le componenti ad eccezione dei nuovi ordini, delle spese in conto capitale e del livello dei prezzi.

Mercato del lavoro USA, volatilità stagionale. Diminuiscono meno del previsto i lavoratori che fanno richiesta per la prima volta del sussidio di disoccupazione. Il dato passa da 252k a 234k (attese a 225k). Aumentano le richieste continuative mentre il dato sulle richieste di sussidio medie a 4 settimane rimane sostanzialmente stabile a 225mila lavoratori.

Immobiliare USA. Le vendite di case esistenti scendono ai livelli più bassi da 5 mesi a questa parte, il 45% delle vendite di immobili viene completato entro un mese. I bassi tassi di interesse forniscono capitali per l’acquisto ma lo “stock” di case disponibili è nettamente diminuito. Il numero di case disponibili scende del 7,3% rispetto al novembre 2018, il dato più basso mai registrato per il mese di novembre.

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Foto di David Mark

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